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Intervista a Maria Maffi

Abbiamo intervistato per voi Maria Maffi, Direttore del Museo e Parco Archeologico Villaggio Neolitico di Travo.

Parco Archeologico Villaggio Neolitico di Travo

Scheda del Parco

  • Nome ufficiale: Museo e Parco Archeologico Villaggio Neolitico di Travo
  • Tipologia: Museo Civico e Museo all’aperto
  • Aree di interesse: preistoria- archeologia del territorio
  • Periodi storici rappresentati: dal paleolitico all’età alto medievale
  • Anno di fondazione: 1997 museo; 2006 parco
  • Estensione in mq: 1 ettaro
  • Numero di visitatori paganti e ridotti (2008): 2000
  • Numero di visitatori gratuiti (2008): 500
  • Proprietà: Comune di Travo
  • Direttore: Maria Maffi
  • Indirizzo: piazza Trieste 16, Travo 29020 (Piacenza)
  • Tel. 333-2222739
  • Email: info@archeotravo.it

D In breve, ci racconti la storia del parco.
R Il Museo, inaugurato nel 1997 con sede nel Castello di Travo, nasce dalla volontà di illustrare la storia del popolamento antico del nostro territorio.  Le ricognizioni effettuate nella media Val Trebbia dal Gruppo di Ricerca Culturale “La Minerva” di Travo nel corso degli ultimi 15-20 anni hanno portato all’individuazione di 175 siti archeologici, 64 dei quali preistorici o protostorici, 90 romani e 21 medievali o moderni. Il consistente numero di rinvenimenti attesta, un fitto popolamento. In alcuni siti neolitici e dell’età del Bronzo la Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna con la collaborazione del Gruppo “La Minerva” ha effettuato scavi archeologici, grazie ai quali disponiamo di nuove e significative conoscenze. I materiali provenienti da queste ricerche trovano spazio nelle sale del Museo (Fig.1), in un allestimento che porta dal Paleolitico fino all’Età Romana.

Il parco archeologico è nato invece nel 2006, nella stessa area in cui è stato individuato il sito neolitico di S.Andrea. Caratteristica principale del Parco, esteso circa un ettaro, è la conservazione in vista di parte delle strutture preistoriche messe in luce nel corso delle campagne di scavo svoltesi nell’area dal 1995 sino ad oggi.  Il Villaggio Neolitico di S.Andrea infatti presenta una fitta rete di strutture abitative e funzionali ben conservate, parte delle quali ora mantenute a vista.  Nell’area archeologica indagata sono infatti stati consolidati, mediante opportune resine, le canalette perimetrali, a pianta rettangolare, di due delle sei capanne individuate in questi anni. Per la protezione di tali strutture sono state costruite delle coperture in legno con tetto a doppio spiovente, sormontato da un manto di canne di palude che riproducono stesse dimensioni e volumetria e gli stessi materiali delle antiche capanne.  Nelle buche di palo, affiorate durante gli scavi, sono stati ricollocati nuovi paletti lignei in modo da poter descrivere al pubblico l’andamento originario di palizzate e recinti dislocati in diversi punti del villaggio.

Presso il margine sud dell’area è visibile l’antico muretto di recinzione a secco in ciottoli e per la sua protezione è stata realizzata una copertura lignea con tetto in cristallo.  Il percorso di visita è corredato da una serie di pannelli relativi alla storia del sito, alle strutture abitative e funzionali, ad approfondimenti sul neolitico italiano e locale. Dal 2010 sono visibili anche le ricostruzioni di alcuni edifici neolitici in scala reale, allestiti con materiali e oggetti copie di quelli realmente ritrovati in sito. All’interno del Parco vengono organizzati eventi “a tema” che ripropongono le arcaiche tecniche di lavorazione e di cottura dei vasi in ceramica, della scheggiatura della selce, della tessitura e della cottura dei cibi. Inoltre è possibile sperimentare i metodi di ricerca e di scavo archeologici in un apposito spazio di simulazione in cui sono state ricreate alcune strutture presenti nel sito di S. Andrea (buche di palo, pozzetti, forni).

D L’elemento più importante?
R Un elemento caratterizzante sono le ricostruzioni delle case neolitiche realizzare a partire dai dati di scavo. Si tratta di una forma di archeologia sperimentale, quindi ad alto valore scientifico e contemporaneamente divulgativo poiché le capanne ricostruite sono estremamente utili per spiegare la preistoria ai bambini.

D L’area più importante?
R L’area archeologica musealizzata in cui sono presenti le fondazioni delle capanne neolitiche.

D Avete un museo all’interno del parco?
R Il museo civico archeologico che espone anche i materiali provenienti dall’area del parco è sito in un edificio esterno, precisamente nel castello Anguissola a Travo, a circa 300 metri.

D Qual’è la filosofia narrativa e comunicativa del parco?
R L’aspetto divulgativo coniugato con il contenuto scientifico, una grossa sfida che il parco archeologico ha voluto affrontare per caratterizzarsi in modo peculiari tra tutte le realtà museali simili già esistenti.

D Quanti itinerari proponete? Di che tipo?
R Gli itinerari sono molteplici, adattati al pubblico partecipante. Esistono quindi percorsi per l’infanzia, per adulti, per studiosi del settore.

D Organizzate mostre? Se si, la più recente?
R No.

D Avete servizi aggiuntivi come bookshop o bar?
R Esiste un bookshop allestito in un locale d’ingresso al parco. Il servizio bar invece manca ancora.

D Organizzate visite guidate? Se sì, con quale criterio?
R Le visite guidate vengono organizzate a cadenza oraria durante gli orari di apertura oppure su prenotazione.

D Ci sono progetti di ampliamento? Se si, quali?
R L’ampliamento prevede l’acquisto di una cascina adiacente per realizzarvi le aule didattiche, che oggi sono invece ospitate presso il museo.

D Patrocinate o partecipate a progetti di ricerca sul campo?
R Lo scavo archeologico di S.Andrea è ancora attivo. Tutti gli anni nei mesi estivi si realizza la campagna di scavo archeologico in collaborazione con Università e Soprintendenza.

D Avete collaborazioni con altri enti e istituzioni italiani?
R Con la Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna e con le Università del nord Italia.

D E con enti e istituzioni stranieri?
R Con l’Università di Lione. Dal 2002. In particolare con il prof. Beeching che dirige lo scavo archeologico e lo studio scientifico del sito.

D Qual’è il rapporto con il mondo universitario?
R Abbiamo molte convenzioni con le università perché qui gli studenti realizzano stage formativi sul campo.

D E con le Soprintendenze?
R Il rapporto con la soprintendenza è molto stretto già dagli anni 80 ed ha permesso la creazione del parco e museo

D E con le Amministrazioni Locali? Mostrano sensibilità?
R Con l’amministrazione comunale di TRavo si è creato un ottimo rapporto sia riguardo alla tutela che alla valorizzazione dei beni archeologici. Probabilmente essendo tanti gli anni (i primi ritrovamenti in paese risalgono al 1981) in cui la collaborazione con soprintendenze e realtà museali vicine è in atto, si è arrivati ad una maggiore sensibilizzazione degli amministratori.

D Avete processi interni di ulteriore formazione per il personale?
R Il personale è costantemente in formazione, attraverso partecipazione a convegni, stage conferenze organizzati sia internamente che esternamente.

D Il budget annuale su cui potete contare è adeguato?
R NO.

D Ricorrete a sponsor o finanziatori a progetto?
R SE riusciamo a trovarli.

D Avete rapporti con le scuole?
R Si, sono il nostro utente privilegiato.

D Fate iniziative didattiche? Se si, rivolte a quale pubblico?
R Sia al pubblico scolastico che a quello adulto.

D Come gestite la divulgazione del vostro parco verso il grande pubblico?
R Attraverso la mailing list e il sito internet.

D Avete materiale divulgativo? Una guida? Un catalogo?
R Brochure, volantini, programmi didattici.

D Fate pubblicità istituzionale sui media?
R NO.

D Il vostro rapporto con la stampa? Avete un ufficio stampa?
R Non ancora, mandiamo alla stampa locale i comunicati stampa dei vari eventi.

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