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Intervista a Mascia Zullo, responsabile del recupero del Ponte del Diavolo

Ponte del Diavolo

L’archeologa manzianese Mascia Zullo, responsabile della sezione di Manziana del Gruppo Archeologico Romano, ha diretto la campagna di ricerca recentemente svoltasi sul sito romano conosciuto come Ponte del Diavolo. L’abbiamo intervistata per voi.

Quando è stato scoperto il Ponte del Diavolo?
Il ponte del diavolo è noto da moltissimo molto, essendo una struttura molto grande (90 m di lunghezza, 9 m di altezza) di età tardo-repubblicana.

E il “diverticolo” della strada Clodia-Claudia?
Il tragitto della strada è noto abbastanza. Solamente alcuni tratti non si conoscono con certezza, ad esempio quelli che toccano il limite del bosco Macchia Grande di Manziana.
In entrambi i casi infatti non si può parlare di scoperta vera e propria, se mai di riscoperta e valorizzazione di monumenti che sono lì da sempre, sommersi da vegetazione e nel caso del tratto del diverticolo di cui ci siamo occupati, anche da terra.

Quali dati sono emersi dallo studio del sito?
Trattandosi di una strada secondaria e non consolare, il diverticolo è largo 2,40 m ca compresa la crepidine che ne delimita la sua larghezza. È stata costruita con grandi basoli di basalto e probabilmente deve la sua progettazione e messa in opera alla necessità “sanitaria” dello stato romano, di far rientrare gli eserciti a Roma solo dopo aver usufruito di diversi stabilimenti e fonti termali ( le Terme di Stigliano o l’allume disponibile ad Allumiere), evitando le strade più battute, come la Cassia e l’Aurelia.
Inoltre collega due strade principali: la Clodia-Claudia e la Cornelia.
Come la Clodia-Claudia, il diverticolo venne probabilmente costruito in età tardo repubblicana e restaurato in età imperiale.
Lungo il tragitto, numerose villae di età romana , le numerose necropoli, piccole aedicolae con iscrizioni e piccole arae, sono testimonianza di quanto l’intera zona fosse abitata e frequentata.

Gli scavi hanno interessato anche una struttura che si trova non distante dal Ponte del Diavolo. Cos’era e cosa è stato scoperto?
Si tratta di una struttura di contrafforti della strada per rendere la sua struttura più resistente e per impedire che agenti atmosferici e tellurici del sottosuolo potessero in qualche modo alterarne la stabilità, trattandosi del punto di collegamento tra strada e ponte e quindi molto delicato ed importante per la circolazione.
I grandi massi squadrati di peperino che la costituiscono, alcuni dei quali posti perpendicolarmente alla strada, erano tenuti insieme da graffe in ferro , ricoperte di piombo, al fine di evitare lo spostamento dei blocchi, che ancora oggi aderiscono perfettamente al margine della strada.

Quali erano gli obiettivi del vostro progetto di ricerca?
Definire la struttura appena visibile e capire utilità e metodo di costruzione.

Vuole parlarci del progetto che prevede la realizzazione di un parco archeologico per valorizzare l’area?
Il progetto prevede sia interventi sul diverticolo che sul ponte del diavolo.
Sul diverticolo è prevista la rimozione, rifacitura del letto della strada e alloggiamento dei basoli di basalto nella stessa posizione, tramite l’uso di mezzi meccanici e dopo aver eseguito un dettagliato rilievo topografico fatto in precedenza.
In particolare un tratto della strada è difficilmente percorribile, poiché diversi terremoti, movimenti tellurici, smottamenti del terreno nel corso del tempo hanno spostato i basoli dalla loro posizione originaria, tanto da rendere il tragitto della strada tortuoso.
Sull’ intera struttura del ponte è invece prevista una ripulitura da tutta la vegetazione infestante. Il monumento in realtà necessita di un restauro urgente che per ora non è possibile eseguire per mancanza di fondi.
Per la valorizzazione del sito, sono previste:
• l’inaugurazione del sito archeologico e l’avvio delle attività di valorizzazione e fruizione pubblica del bene.
• Pubblicazione di una monografia sul diverticolo della via Clodia –Claudia e sul Ponte del Diavolo.
• Visite guidate lungo tutto il percorso del diverticolo fino al Ponte del Diavolo
• Cartelli e pannelli: i contenuti saranno sia testuali che grafici:
– mappa del complesso archeologico;
– disegni ricostruttivi
– notizie storiche sul sito riguardanti anche tecniche costruttive adottate, contenenti anche curiosità.
Tutto questo sarà naturalmente realizzabile tramite uno sponsor.

1 Commento su Intervista a Mascia Zullo, responsabile del recupero del Ponte del Diavolo

  1. Interessante.

    Speriamo che il comune di Manziana faccia il proprio dovere prendendosi la responsabilità della presa in possesso del terreno adiacente alla parte del ponte nel proprio comune, già da tempo espropriata, per permettere il restauro.

    Il tempo è poco e il ponte ne ha davvero bisogno, altrimenti per colpa di un’amministrazione dormiente assisteremo al crollo di un bene storico inestimabile.

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