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Intervista a Maurizio Buggea, responsabile del Centro subacqueo ibleo “Blu Diving”

L’edizione 2009 del Corso di Introduzione all’Archeologia Subacquea realizzato dal Centro subacqueo ibleo “Blu Diving” e dall’UISP ha riservato una meravigliosa sorpresa: il ritrovamento di un busto di marmo. Abbiamo intervistato per voi Maurizio Buggea, responsabile del Centro subacqueo ibleo “Blu Diving”. 

Qual’è il rapporto del Centro subacqueo ibleo “Blu Diving” con l’archeologia subacquea?
L’interesse nasce già da subito nel 1982, quando l’associazione si chiamava Gruppo ibleo subacqueo, e nella sua evoluzione fisiologica divenne poi con l’attuale denominazione, attraversando nel tempo varie didattiche in ordine FIPSAS fino al 85 poi ANIS fino al 95, e fino ad ora e penso l’ultimo approdo nella UISP Lega per le attività subacquee.
Quindi oltre a sviluppare la normale attività didattica di formazione per gli allievi di 1, 2 , 3 livello ed istruttori, la nostra associazione si interessa della materia archeologica e proprio per questa continuità e garanzia si è potuto stipulare una convenzione quadro nel 2008 con la Soprintendenza del mare della Regione Siciliana.
L’associazione è iscritta all’albo regionale delle organizzazioni di volontariato
Per la sezione cultura dal 2004.

Quando è stata organizzata la prima edizione del Corso di Introduzione all’Archeologia Subacquea?
La nostra prima edizione è avvenuta nel 2003, sotto l’egida dell’UISP lega per le attività subacquee, di cui sono responsabile nazionale nel settore.

Oltre a voi, chi collabora alla realizzazione dei Corsi? Qual è il ruolo di ibleo “Blu Diving”?
I corsi sportivi sono tutti autogestiti , nella filosofia della UISP, e con le dovute autorizzazioni e presenza scientifica della Soprintendenza del mare, nonché della Capitaneria di porto di Pozzallo e con il contributo in termini di spazzi cocessi dagli enti pubblici o dal Museo Regionale archeologico di Camarina.
Il ruolo della nostra associazione è primario , i nostri soci operano volontariamente alla riuscita del corso ed anche ad un servizio di controllo del territorio sommerso che ricade sotto le ordinanze della locale Capitaneria.

Quali sono gli obiettivi che questi Corsi si prefiggono?
L’obiettivo è quello di fare un sano sport in sicurezza e di livello culturale, dando tutte quelle informazioni utili per la crescita del subacqueo, per il rispetto e la tutela della storia che si cela sott’acqua.

A chi sono rivolti?
I nostri corsi di introduzione all’archeologia subacquea sono rivolti a partire dai subacquei di 1 livello o apneisti cioè a tutti quelli che vanno per mare e che possono imbattersi casualmente in un reperto di interesse storico, quindi ad una più ampia platea possibile.
La nostra filosofia è quella di sensibilizzare gli allievi alla tematica , al comportamento da tenere di fronte ad un reperto, alle modalità di segnalazione ed ad una eventuale richiesta di premio di rinvenimento.

Quali sono gli strumenti e le attività didattiche dei Corsi?
Abbiamo il nostro regolamento nazionale di specializzazione che è conforme a quello della CMAS, che si può visitare sul sito UISP – Lega per le attività subacquee
Inoltre abbiamo sviluppato un prontuario sul comportamento di primo intervento di segnalazione.

Vuole raccontarci come avvenuto il ritrovamento del busto di marmo da parte della corsista Barbara Ferrari?
E’ da premettere che tutti i corsi che organizziamo vengono svolti dentro aree di interesse archeologico.
La corsista, una nostra socia UISP con brevetto di 1 livello , durante una esercitazione con il metodo della ricerca visiva a pettine (fondale profondo mt. 3 e buona visibilità) si è imbattuta in questo torso, attirata dal colore giallognolo, e ad una più attenta valutazione, questo, presentava anche la forma dei pettorali e l’attacco delle scapole.
Anche un altro giovane corsista, mi ha poi confessato di averlo visto, ma non pensava che fosse di interesse.
Avvertito il responsabile del corso, Dott. Nicolò Bruno della Soprintendenza del Mare, si è provveduto come da prassi a prendere il punto con mire a terra fotografiche e con il GPS e fare delle foto in situ del pezzo, il quale essendo a rischio trafugamento, si è provveduto al suo recupero e trasferimento poi a Palermo
per lo studio e restauro.

Vi erano già stati altri ritrovamenti durante la parte pratica dei Corsi precedenti?
Si , nelle precedenti edizioni 2003, 06, 07 si è lavorato sul sito dei Cannoni di Cammarana ,da me segnalati, ed oltre ai 6 pezzi di artiglieria di vario calibro, si sono trovate una grossa ancora in ferro con contro marra in legno forse di epoca coeva ai cannoni (1600 ) ed un’altra bizantina.
Nel 2008 , invece si è rinvenuto ,dentro l’area tutelata, il relitto navale segnalato nel 70 dall’Archeologo tedesco Gherard Kaptain , ma mai studiato e su cui gli allievi si sono cimentati nella costruzione del reticolo e quindi suo posizionamento con gps, si è svolto anche un preliminare studio su di un possibile antico porticciolo che forse serviva l’area di Punta Secca ( Santa Croce Camerina ), quest’anno invece sempre sullo stesso relitto si sono prelevati dei campioni di legno per l’analisi C 14.

Come si procederà adesso per quanto riguarda il ritrovamento?
Come in precedenza detto il torso si trova allo Studio presso la Soprintendenza del Mare, che penso provvederà dopo il restauro a riconsegnarlo nel territorio di provenienza, in uno dei due musei della provincia iblea.

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