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Intervista agli operatori del LAM del Museo del Territorio Sa Corona Arrubia

In occasione della presentazione dei risultati finali del Progetto TEAM (Territorio e Archeologia Molecolare), tenutasi il 22 maggio 2009 con l’organizzaizone di una giornata evento, presso il Museo del Territorio Sa Corona Arrubia, intitolata DNA. Una catena lunga una vita, abbiamo intervistato per voi gli operatori coinvolti in questa iniziativa.

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D. In breve, come è nato il Progetto TEAM?

R. Nell’aprile del 2006 è stato inaugurato il LAM, Laboratorio di Archeologia Molecolare, parte integrante del Museo del Territorio Sa Corona Arrubia, il più importante museo naturalistico della Sardegna.
Per poter gestire questo Laboratorio e per promuovere la diffusione delle conoscenze scientifiche nell’ambito della genetica e, in generale, delle scienze della vita, la Regione Sardegna ha inteso formare un gruppo di operatori con uno specifico corso di alta formazione (TEAM) nel campo della museologia, della comunicazione scientifica e nella gestione d’impresa con una caratterizzazione in genetica evoluzionistica e archeologia molecolare riferite al contesto della Sardegna.

D. Quante persone hanno preso parte a questo corso e quali figure professionali sono state formate?

R. Il progetto, al quale hanno preso parte 17 partecipanti, è stato finalizzato alla qualificazione di 6 figure professionali: Responsabili dei Servizi Educativi; Educatori Museali; Responsabili della Comunicazione e della Promozione; Responsabili del sistema informatico e del sito web; Progettista degli allestimenti e degli spazi museali e Responsabili della gestione economico-finanziaria.

D. Quali sono state le attività svolte durante questo intenso corso di formazione?

R. Esattamente il 7 luglio 2008 ha avuto inizio questo lungo cammino che poi ha portato tutti noi alla realizzazione dell’evento DNA. Una catena lunga una vita.
Il corso, realizzato dall’ATS Ifold, Fondazione Adriano Buzzati Traverso e Space SpA, ha previsto una prima fase di formazione comune avente come obiettivo l’acquisizione di competenze di base, la condivisione delle conoscenze e la costruzione di un gruppo di lavoro multidisciplinare. Successivamente, ciascun operatore, secondo il proprio profilo di appartenenza, ha seguito un percorso formativo specialistico e sviluppato un modulo di stage esperienziale/applicativo presso istituzioni altamente qualificate a livello nazionale (università, musei, imprese specializzate nel settore museale).
In questo contesto si è inserita anche l’esperienza del viaggio di studio a New York, in visita ai più importanti Musei e al Dolan Dna Learning Center di Cold Spring Harbor, il più importante centro didattico sul DNA fondato dallo scopritore della doppia elica James Watson.

D. Parliamo ora della giornata del 22 maggio. Come è nata l’idea di realizzare un evento che promuovesse il Laboratorio di Archeologia Molecolare?

R. I primi sostenitori del progetto e i primi a voler promuovere l’attivazione del Laboratorio di Archeologia Molecolare sono stati il Consorzio Sa Corona Arrubia e il Museo Naturalistico del Territorio. Da sempre hanno sostenuto con forza l’importanza di un centro di studi sul DNA antico in un territorio come quello della Marmilla.
Dopo il ritrovamento dei resti ossei nella domu de janas di Scaba e Arriu di Siddi e nella tomba dei giganti di Sedda Sa Caudeba di Collinas, con l’istituzione del LAM si è voluto avviare un percorso con l’intento di tracciare la storia evolutiva del popolo sardo, e di effettuare studi sul dna dei reperti animali e vegetali: un primo passo verso la conservazione delle immense ricchezze naturali e archeologiche di cui la Marmilla è ricca.

D. Quali sono state le attività realizzate per promuovere il LAM?

R. Accogliendo le proposte del Consorzio Sa Corona Arrubia e del Museo del Territorio, il Gruppo TEAM ha organizzato una giornata evento per presentare al pubblico il LAM e le sue prospettive future nel campo della ricerca, dello studio e della didattica.
Per promuovere al meglio questo progetto ogni operatore ha messo a disposizione le proprie competenze e capacità. Sono stati così realizzati il sito web dell’evento, alcuni laboratori didattici che hanno simulato le attività di recupero dei reperti ossei e successive estrazione e analisi del DNA, la progettazione di un percorso espositivo multimediale e la presentazione di un piano strategico per la valorizzazione del Centro di Archeologia Molecolare.
Un progetto complesso che ha permesso a tutti noi di mettere in pratica le competenze acquisite durante l’intenso corso di formazione.

D. Per realizzare questo evento avete avuto il supporto del Consorzio Sa Corona Arrubia e del Museo. Qualcun altro ha contribuito alla realizzazione del progetto?

R. Per noi è stato fondamentale il sostegno del Consorzio e del Museo. Però un ringraziamento speciale va anche a tutte le istituzioni e società che hanno coordinato il nostro lavoro: Ifold, Space e Fondazione Adriano Buzzati Traverso.

D. Qual è stata la risposta del pubblico il giorno dell’evento?

R. La risposta del pubblico è stata forte. Alla conferenza di presentazione del LAM hanno partecipato le istituzioni pubbliche, le scuole e la comunità locale. Questa è la dimostrazione che certi temi intessano a tutti.

D. Come è stata gestita la divulgazione del vostro lavoro verso il grande pubblico e la stampa?

R. Come tutti sanno la promozione di un evento non può prescindere da un’azione di comunicazione efficace per il raggiungimento di obiettivi strategici e per la programmazione e gestione degli strumenti in relazione a determinati target di pubblico.
In pochissimo tempo, attraverso azioni di comunicazione rivolte alle istituzioni operanti nel territorio, alla comunità locale, alle scuole e ai mass media, siamo riusciti a far conoscere il LAM (Laboratorio di Archeologia Molecolare). Naturalmente un’attenzione particolare è stata rivolta al mondo di Internet, cercando di diffondere la notizia presso riviste specialistiche on line.

D. E ora, calato il sipario sull’evento, quali sono le prospettive future?

R. Dopo il corso Team la nostra speranza è quella di poter gestire il Laboratorio di Archeologia Molecolare e il Centro di Divulgazione Scientifica, considerato che uno degli obiettivi del LAM è anche quello di diffondere i risultati delle ricerche effettuate, avvicinando temi come la genetica e la biologia molecolare alla gente comune. Tutto questo grazie all’aiuto del Consorzio Sa Corona Arrubia, del Museo del Territorio e di tutti gli enti pubblici che hanno compreso l’importanza e la validità di un progetto come questo per la valorizzazione del Territorio.

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