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Intervista ai fondatori del CAMNES

CAMNES

Abbiamo intervistato per voi Guido Guarducci e Stefano Valentini, fondatori e condirettori del Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies (CAMNES).

Carta d’identità del Centro Studi
Nome ufficiale: Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies (CAMNES). Giuridicamente connotato come una s.r.l.
Scopi sociali: programmazione didattica universitaria per studenti del programma study abroad con corsi in archeologia a studi antichi; sviluppo e promozione della ricerca scientifica in ambito archeologico e degli studi antichi sul Mediterraneo ed il Vicino Oriente antico
Anno di fondazione: 2010
Presidente: due condirettori
Numero di soci: solo i due fondatori e condirettori
Sede principale: Firenze, in via del Giglio 15
Altre sedi: i corsi del CAMNES si svolgono anche nelle sedi accademiche di Tuscania, Roma e Venezia
Siti:
http://www.camnes.org/
http://www.camnes.it/
Contatto:
info@camnes.org,
0552399257 (fax e tel.)

D In breve, ci racconti la storia del Centro Studi
R Il tutto nasce da un rapporto professionale e di profonda amicizia con il mio collega e socio, il dr. Stefano Valentini. Dopo aver condiviso diverse esperienze di scavo in missioni archeologiche in Siria e Turchia, circa un anno e mezzo fa abbiamo deciso di intraprendere una strada parallela non antagonista a quella accademica e della ricerca universitaria. L’iniziativa nasce infatti come una reazione alla disoccupazione intellettuale che affligge chi oggi voglia far ricerca nel nostro paese e non solo in archeologia. Il CAMNES nasce dalla volontà di reagire in maniera dinamica e propositiva allo straziante immobilismo e assopimento accademico delle nostre università, destinate sicuramente a soffrire ancora visto l’atteggiamento dei nostri politici nei confronti della ricerca e più in generale della cultura. L’agilità di manovra, la nostra rete di contatti in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, l’esperienza maturata nell’ambito della ricerca universitaria, il grande supporto dell’Istituto Internazionale “Lorenzo de’ Medici”, tra i leaders in Europa per il programma di study abroad e nostro partner principale per l’offerta didattica, questi sono i fattori costitutivi che permettono al CAMNES di connotarsi come un’esperienza praticamente unica nel panorama italiano nel settore dell’archeologia e degli studi antichi.

D In quali settori è attualmente impegnato?
L’attività del CAMNES si concentra principalmente su quattro fronti: coordinamento e gestione dei corsi del dipartimento di Archaeology and Classical Studies della Lorenzo de’ Medici. In prevalenza i corsi si tengono nella sede di Firenze e in misura minore nelle sedi di Tuscania, Roma e Venezia. I corsi sono rivolti agli studenti stranieri provenienti da tutto il mondo, principalmente americani, che vengono in Italia per seguire il programma dello Study Abroad. I corsi CAMNES/Lorenzo de’ Medici sono corsi universitari accreditati secondo il sistema federale americano.

Il secondo fronte è quello della ricerca archeologica sul campo. CAMNES è attualmente impegnato negli scavi etruschi del Lago dell’Accesa (Massa Marittima) e di Tuscania (necropoli di Macchia della Riserva) per i quali è stata stipulata una convenzione con i rispettivi comuni e le rispettive Soprintendenze. Gli scavi, che si svolgono sotto la direzione scientifica del dr. Stefano Giuntoli, sono una fonte inestimabile di materiale sul quale basare gli studi di ricerca scientifica, ma sono anche utilizzati come Field Schools per gli studenti universitari italiani e stranieri e come campi estivi dove anche gli appassionati di archeologia, sotto la guida degli archeologi, possono partecipare alle attività sul campo. Sempre nel settore dei Field Schools è attiva dall’anno scorso una convenzione con lo scavo ad Erimi (Cipro) dell’Università di Firenze, diretto dal dr. Luca Bombardieri.

Il terzo settore vede CAMNES impegnato nello sviluppo e nella promozione della ricerca scientifica, mediante pubblicazioni, borse di studio, organizzazione di mostre, convegni, giornate di studio e workshop. E’ sufficiente ricordare in questa sede il IV Convegno dei Giovani Archeologi Italiani organizzato lo scorso maggio a Tuscania, la tavola rotonda sul Paleolitico Medio in Italia che si terrà il prossimo febbraio a Firenze e la 16° edizione del SOMA (Simposio di Archeologia del Mediterraneo), organizzato in tandem con l’Università di Firenze e patrocinato dal Comune di Firenze e dall’Osservatorio per il Mediterraneo (Ministero degli Esteri) che si terrà a Firenze il prossimo marzo.

L’ultimo settore nel quale CAMNES è fortemente impegnato è quello della cosiddetta “archeologia pubblica”, un concetto di matrice anglosassone poco e male diffuso in Italia. Secondo la filosofia del CAMNES, ispirata ai principi della Public Archaeology, i siti, i materiali scavati, i musei e i parchi archeologici non possono essere oggetto esclusivo di salvaguardia e protezione; e nemmeno possono essere resi fruibili semplicemente con l’installazione di pannelli esplicativi. E’ necessario che il bene culturale sia oggetto di uno studio approfondito che permetta di individuare le giuste e corrette strategie di valorizzazione e di “sfruttamento dinamico e positivo” da parte del grande pubblico degli appassionati e del turismo culturale. E’ importante comunicare al grande pubblico, mantenendo il giusto rigore scientifico, cosa è l’archeologia, a cosa serve, quali sono gli attori principali di questa disciplina, e come tutto questo può trasformarsi in un investimento, non solo culturale, ma anche economico, in termini di ricaduta occupazionale ed investimenti produttivi legati all’indotto che ruota intorno al bene più grande che il nostro paese possa vantare: la propria storia e la propria cultura. E’ su questi principi che si basano i nostri cicli di lezioni di archeologia dedicati al grande pubblico. Il primo, che si è svolto in primavera, è stato dedicato agli Etruschi; il secondo, che inizierà tra una settimana, sarà dedicato all’Antico Egitto. Parallelamente al ciclo di lezione, tenuto da giovani ricercatori e specialisti in materia, verranno attivati anche due laboratori, uno di restauro e l’altro sulla scrittura geroglifica.

D Quali sono i principali progetti in corso?
R Penso di aver già risposto nelle domande precedenti.

D E quelli per il futuro?
R Al momento i progetti in cantiere sono davvero tanti. Quello a cui teniamo di più, perché ci permetterebbe di riprendere le ricerche nel nostro ambito disciplinare (io e Stefano siamo due archeologi del Vicino Oriente), è un progetto di scavi e ricerche in Armenia, al quale stiamo lavorando fin dalla nascita di CAMNES. Ma è ovviamente un progetto che richiede un notevole sforzo finanziario e di risorse umane, per il quale sarà necessario far crescere ancora un po’ la nostra realtà.

D Il progetto già realizzato che è il vostro “fiore all’occhiello”?
R Dovendo scegliere direi il IV Convegno Nazionale dei Giovani Archeologi a Tuscania, “Il Futuro nell’Archeologia”. Quattro splendide giornate dense di presentazioni di ricerche scientifiche ed accese discussioni. In occasione del Convegno CAMNES ha premiato con due borse di studio, dedicate alla memoria del prof. P.E. Pecorella, una tesi di laurea e una tesi di dottorato. Gli atti del convegno sono in corso di pubblicazione presso la casa editrice Scienze e Lettere / Bardi editore di Roma. Un successo, in termini di presenze e contenuti, anche perché maturato all’esterno dei consueti ambiti accademici universitari.

D Avete collaborazioni con enti e istituzioni italiani?
R Oltre alla collaborazione con la Lorenzo de’ Medici, che ci mette a disposizione la struttura amministrativa e l’apparato di accreditamento, CAMNES collabora attivamente con l’Università di Firenze non solo per l’organizzazione 16° SOMA (si veda il sito: www.soma2012florence.net) e nello scavo ad Erimi, Cipro, ma anche nello scavo dell’Accesa, al quale gli studenti dell’Università di Firenze sono ammessi gratuitamente in virtù della loro partecipazione al Laboratorio di Etruscologia tenuto per l’Università di Firenze, sui materiali provenienti da questo scavo, dal dr. S. Giuntoli. CAMNES si avvale anche, per gli oggetti in metallo provenienti dagli scavi dell’Accesa e di Tuscania, della collaborazione con il prestigioso Centro per il Restauro della Soprintendenza Archeologica della Toscana (non dimentichiamoci che in questo laboratorio sono stati restaurati i “Bronzi di Riace”).

D E con enti e istituzioni stranieri?
R I rapporti con le università europee, ma soprattutto americane sono mantenuti prevalentemente mediante la Lorenzo de’ Medici, e sono sostanziati dalla presenza nel nostro comitato scientifico di diverse personalità di visibilità accademica internazionale (si vedano G. Buccellati, J. Ur e G. Palumbi).

D Il rapporto con il mondo dell’istruzione e della formazione?
R Costituisce una parte importante della Missione del CAMNES. Si veda la domanda precedente riguardo allo Study Abroad. Nella filosofia del CAMNES cerchiamo di investire continuamente in nuove collaborazioni e formazione di soggetti considerati ai margini della sfera accademica come gli assegnisti di ricerca e i dottorandi per i quali una posizione ben retribuita o a tempo indeterminato è quanto meno improbabile.

D Organizzate corsi e seminari?
R Vedi sopra.

D Il budget annuale su cui potete contare è adeguato per i vostri scopi?
R Non proprio. Il numero dei progetti e dei programmi attivi, per i quali vogliamo sempre e comunque mantenere i migliori standards di qualità, hanno costi quasi proibitivi per noi. Questo è il motivo per il quale stiamo sperimentando nuove forme di finanziamento della ricerca, come i cicli di lezioni di archeologia e i campi scuola per appassionati di archeologia. Il ricavato di queste iniziative viene reimpiegato integralmente nei nostri progetti di scavo e pubblicazioni scientifiche.

D Gli enti pubblici sono sensibili alle vostre attività?
R Nonostante un forte scetticismo che ci si para sempre davanti nel momento del primo contatto, una volta appresa la filosofia e il modo di lavorare di CAMNES, generalmente le istituzioni si mostrano sensibili alle nostre attività. E’ il caso delle collaborazioni con l’Università di Firenze e con le soprintendenze per i beni archeologici della Toscana e dell’Etruria meridionale.

D Ricorrete a sponsor o finanziatori a progetto?
R Ci stiamo lavorando. D’altro canto è difficile per degli archeologi diventare business men; ma ci stiamo adattando e abituando. Non è più possibile pensare di poter ricorrere prevalentemente a finanziamenti statali a pioggia o men che mai a mega finanziamenti privati per singoli progetti/evento. La questione dell’archeologia e dei beni culturali in Italia deve essere affrontata anche mediante la formazione di nuove figure di specialisti in attività di fund raising a 360°.

D Come gestite la divulgazione del vostro lavoro verso il grande pubblico?
R Prevalentemente mediante il nostro sito web in inglese e italiano sul quale investiamo continuamente, sia in termini di aggiornamento che di implementazione. Vorrei aggiungere che iniziative come le vostre (ArcheoRivista.it) sono sicuramente una soluzione positiva per quanto riguarda il territorio nazionale.

D Il vostro rapporto con la stampa?
R Siamo apparsi su alcuni quotidiani regionali, se è questo quello che intende, ma tendiamo a non farci pubblicità se non per attività ed iniziative legate all’archeologia pubblica (vedi sopra).