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Intervista ai responsabili del Museo Archeologico dei Grandi Fiumi

Il Museo dei Grandi Fiumi è stato fondato nel 2001 ed dispone di 6000 metri quadrati, per l’esposizione di reperti risalenti all’età del bronzo, del ferro e romana; mentre in allestimento è la sala medievale. La sua area d’interesse corrisponde all’archeologia del Polesine.

La sezione romana
La sezione romana

Il Museo è recentemente rimasto chiuso al pubblico (giugno-dicembre 2008) per un importante intervento di ristrutturazione. Il Direttore è il Dottor Andrea Pirani, dirigente amministrativo settore Cultura. Vi offriamo un’intervista per meglio conoscere questa realtà.

D In breve, ci racconti la storia del museo.
R. Il Museo dei Grandi Fiumi è stato inaugurato il 20 aprile 2001. La recente istituzione del Comune di Rovigo prosegue e sviluppa l’attività del precedente Museo Civico delle Civiltà in Polesine fondato nel 1978, utilizzando e valorizzando nella sua interezza l’antico Monastero Olivetano di San Bartolomeo, a seguito di un complesso e radicale restauro. Il nuovo Museo intende inserirsi in un programma di valorizzazione del Polesine, evidenziando le peculiarità storiche e ambientali del territorio della provincia di Rovigo – stretto tra i corsi terminali dei due maggiori fiumi italiani e caratterizzato dal delta del Po.

Ricostruzione di una pira dell'età del bronzo
Ricostruzione di una pira dell'età del bronzo

Allo stato attuale il progetto generale del percorso espositivo del Museo dei Grandi Fiumi, sostenuto dal Comune di Rovigo e dalla Regione del Veneto con la costruttiva collaborazione della Soprintendenza ai Beni Archeologici del Veneto, vede compiute le sezioni relative all’Età del Bronzo, all’età del Ferro e all’Età Romana, con la presentazione dei materiali archeologici provenienti da ricerche condotte nell’area dell’Alto e del Medio Polesine.

D Il reperto più importante?
R. Il Museo dei Grandi Fiumi raccoglie prevalentemente materiali archeologici provenienti, quasi esclusivamente, da ricerche e raccolte effettuate in anni diversi nel Medio e Alto Polesine.
Per l’età del Bronzo figurano i materiali provenienti da recenti scavi (Larda di Gavello e Zanforlina di Pontecchio) e parte delle raccolte di superficie e di scavo condotte a Frattesina (abitato e necropoli). Dell’età del Ferro (V sec. a.C.) sono i materiali di Balone presso Rovigo (necropoli e abitato), di S. Cassiano (abitato) e reperti recuperati da ricerche di superficie nel territorio di Gavello.
Non trascurabili i nuclei di raccolte di epoca romana, tra cui particolarmente consistente quanto recuperato in dieci anni di scavo (1990-2000) nei comuni di Gaiba e Ficarolo. Recentemente dal Museo Archeologico Nazionale di Adria sono stati depositati nuclei di materiali recuperati in territorio altopolesano agli inizi del secolo scorso.
Importante è inoltre la collezione di ceramiche databili tra i secoli XIV – XVIII, frutto di ricerche condotte a partire dal 1965 e provenienti dal territorio medio-alto polesano e dall’area urbana di Rovigo.
D La sala più importante?
R. In tutte le sale espositive del Museo alla tradizionale sequenza di vetrine e reperti si affiancano ricostruzioni virtuali e installazioni multimediali, ambientazioni scenografiche, diorami e plastici che accompagnano il visitatore in un viaggio immaginario attraverso le tappe fondamentali della sua storia.

D Avete una attività per le nuove acquisizioni? Da quali fonti provengono?
R. Il Museo è attivo in ricerche di carattere archeologico, svolte in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto e con diversi Istituti Universitari. Dalle ricerche sul territorio provengono molti dei reperti esposti nelle sale.

D Prevedete una periodica rotazione dei pezzi tra magazzino e sale?
R. Il laboratorio di restauro interno si occupa della conservazione dei pezzi esposti e restaura i reperti provenienti dalle ricerche archeologiche svolte annualmente dal Museo.

D Qual è la filosofia espositiva? Cronologica, per contesti, tematica, geografica?
R. Il percorso espositivo, allo stato attuale, si svolge secondo un criterio cronologico attraverso le ambientazioni scenografiche che ricostruiscono l’evoluzione antropica e ambientale del Polesine, dagli insediamenti dell’età del Bronzo di Canàr di Castelnovo Bariano, Larda di Gavello e, in particolare, Frattesina di Fratta Polesine, a quelli dell’età del Ferro, con le significative realtà dell’entroterra di Adria nei secoli VI-V a.C. (l’insediamento rurale di S. Cassiano di Crespino, la necropoli etrusco-padana di Balone presso Rovigo, le testimonianze dal territorio di Gavello), a quelli dell’epoca romana, con la ricostruzione del quadro dell’antropizzazione del Polesine tra il II sec. a.C. e il II sec. d.C. Il visitatore può così conoscere aspetti della vita domestica, sociale, religiosa delle epoche più antiche della storia del Polesine, nella visione generale di culture coeve italiane ed europee.

Il chiostro
Il chiostro

D Che tipo di allestimento avete?
R. L’aspetto innovativo del Museo è costituito dalle tecnologie multimediali utilizzate per la comunicazione delle informazioni ai visitatori. Di grande effetto è l’aspetto scenografico adottato per la contestualizzazione dei reperti archeologici nelle diverse epoche storiche.

D A quando risale l’ultimo allestimento? Chi lo ha curato?
R. L’allestimento delle prime tre sezioni espositive è stato curato a partire dal 2000 dallo scenografo teatrale Gabbris Ferrari di Rovigo, avvalendosi delle maestranze del Laboratorio del Teatro Sociale di Rovigo.

D Avete un ufficio interno per progettare gli allestimenti?
R. Gli uffici scientifico e amministrativo del Museo coordinano le fasi di allestimento affidando di volta in volta incarichi ad esperti tecnico-scientifici.

D Organizzate mostre? Se sì, la più recente?
R. Sì, il Museo organizza mostre temporanee. La più recente è stata la mostra “La fragilità dell’urna” del 2007/2008 sulle più recenti scoperte nella necropoli di Narde del sito archeologico di Frattesina di Fratta Polesine.

D Avete servizi aggiuntivi come bookshop o bar?
R. Il Museo dei Grandi Fiumi è dotato di un bookshop che verrà presto ulteriormente arricchito.

D Ci sono progetti di ampliamento? Se si, quali?
R. È in fase di allestimento una nuova sezione permanente dedicata al Medioevo, dove saranno esaminate le conoscenze storiche e ambientali recentemente acquisite in relazione all’assetto idrografico registrato in Polesine tra i secoli VI e XII d.C.

D Patrocinate o partecipate a progetti di ricerca sul campo?
R. Come già detto, il Museo organizza e partecipa a campagne di scavo archeologico nel territorio polesano. Inoltre, vanta una lunga esperienza nel campo dell’archeologia sperimentale ed è per questo annualmente invitato ad animare la sezione “Hand Made” della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum.

D Il progetto già realizzato che è il vostro “fiore all’occhiello”?
R. Circa 2.500 visitatori hanno partecipato alla manifestazione “Con le mani nella storia. Un percorso tra miti e mestieri del mondo” tenutasi il 23 e 24 maggio 2009 al Museo dei Grandi Fiumi. Archeotecnici esperti nella lavorazione della pietra, dei metalli preziosi, della pasta vitrea, delle fibre tessili, della terracotta e della ceramica hanno animato chiostri, giardini e sale dell’ex convento degli Olivetani.

D Avete collaborazioni con altri enti e istituzioni italiani?
R. Il Museo intrattiene solidi e continuativi rapporti di collaborazione e di ricerca con istituzioni e associazioni culturali polesane e con gli Enti Locali, la Regione del Veneto, la Soprintendenza ai Beni Archeologici per il Veneto, le Università di Padova, di Ferrara, di Pavia

D E con enti e istituzioni stranieri?
R. Il Museo ha collaborato a ricerche archeologiche con l’Università di Bochum (Germania).

D Qual è il rapporto con il mondo universitario?
R. Vedi sopra

D E con le Soprintendenze?
R. Vedi sopra

D E con le Amministrazioni Locali? Mostrano sensibilità?
R. Vedi sopra

D Avete processi interni di ulteriore formazione per il personale?
R Il personale partecipa sia a corsi formativi organizzati dal Comune di Rovigo per i propri dipendenti sia ad altri corsi di formazione e aggiornamento sostenuti dalla Regione Veneto per il personale dei musei .

D Il budget annuale su cui potete contare è adeguato?
R Il Museo dei Grandi Fiumi è un museo civico e il budget destinato alle attività museali viene approvato annualmente all’interno del bilancio del Comune di Rovigo.

D Ricorrete a sponsor o finanziatori a progetto?
R. Sì

D Avete rapporti con le scuole?
R. Sì, il modo scolastico rappresenta il nostro principale utente.

D Fate iniziative didattiche? Se si, rivolte a quale pubblico?
R.Il Museo organizza, durante l’intero anno scolastico, visite guidate, laboratori didattici per bambini e ragazzi e stages per studenti delle scuole superiori e universitari.

D Come gestite la divulgazione del vostro museo verso il grande pubblico?
R. Abbiamo un sito internet all’interno di quello istituzionale del Comune di Rovigo e facciamo parte del Sistema Museale Provinciale “Polesine”. Per i rapporti con i media ci appoggiamo all’Ufficio Stampa del Comune di Rovigo.

D Avete materiale divulgativo? Una guida? Un catalogo?
R. Dépliant pubblicitari e guide monografiche dedicate alle tre sezioni del Museo finora allestite (Età del Bronzo, Età del Ferro, Età Romana).

D Fate pubblicità istituzionale sui media?
R. Vedi sopra

D Il vostro rapporto con la stampa? Avete un ufficio stampa?
R. Vedi sopra

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