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Intervista al Dottor Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare della Regione Sicilia

Durante la giornata in memoria di Vincenzo Tusa tenutasi sabato 6 giugno 2009 a Ustica, Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare della Regione Sicilia, ha annunciato la fondazione dell’Osservatorio Mediterraneo dei beni culturali sommersi. Lo abbiamo intervistato per voi.

1. Com’ è nata l’idea per la realizzazione dell’Osservatorio Mediterraneo dei beni culturali sommersi?
In seguito alle mie frequenti permanenze presso l’UNESCO ho capito che è necessario solidificare le relazioni internazionali per ottimizzare lo scambio di notizie e migliorare le politiche di protezione del patrimonio culturale sommerso mediterraneo

2. Perché ha scelto l’isola di Ustica come sede per il futuro Osservatorio?
Per rilanciare il ruolo di “capitale” delle attività subacquee che ebbe con le rinomate rassegne negli anni ’50, ’60, ’70 ed ’80 del secolo scorso

3. Quali enti, istituzioni o figure professionali parteciperanno alla realizzazione di questo progetto?
Archeologi, etnoantropologi, esperti di paesaggio marino, storici del mare e tutte quelle istituzioni, associazioni che a vario titolo hanno competenze o interessi con la cultura del mare

4. Il lancio della Sua idea è avvenuto nel corso delle giornate in onore di Vincenzo Tusa. C’è un motivo particolare per cui ha scelto proprio quel momento?
Per onorare la figura di un grande archeologo che fu anche pioniere in Sicilia e in Europa nell’attività di tutela del patrimonio archeologico marino

5. Quali sono gli obiettivi dell’Osservatorio e come si propone di raggiungerli?
Scambiare notizie su problematiche inerenti la protezione del patrimonio culturale sommerso. Scambiare metodologie e tecniche inerenti la tutela del suddetto patrimonio. Allertare le istituzioni per eventuali pericoli al patrimonio suddetto.

6. Ci può spiegare come lo immagina nella sua veste operativa?
Una snella segretaria presso la Soprintendenza del Mare che interagisca con altre snelle strutture analoghe presso altri enti o associazioni mediterranee per scambiare notizie e dati

7. Quali difficoltà teme di poter incontrare nella sua realizzazione?
La non piena comprensione dei rischi per il patrimonio e dell’importanza dello scambio di informazioni

8. Vuole parlarci della convenzione Unesco relativa al patrimonio culturale sommerso?
Si tratta del più importante e completo dispositivo giuridico per la protezione del patrimonio culturale sommerso esistente cui tutti dovrebbero e dovranno ispirarsi ed attenersi per giungere ad un futuro nel quale questo patrimonio sia efficacemente tutelato e valorizzato

9. Quale è, ad oggi, la situazione del patrimonio archeologico sommerso nell’area?
Nel Mediterraneo ci sono molti rischi di depredazioni e distruzioni come dimostra il caso del piroscafo Ancona oggetto di pericolose attenzioni da parte della società Odissey

10. Vuole parlarci dei Suoi progetti per il futuro?
Rafforzare la Soprintendenza del Mare. Costituire in Sicilia un laboratorio per la diagnostica e conservazione del patrimonio culturale sommerso. Portare avanti le ricerche sia in Sicilia che in Libia, Turchia e Giappone.

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