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Francesco Landucci. Archeologia sperimentale e musica degli Etruschi

Abbiamo intervistato per voi il musicista-compositore Francesco Landucci che ci ha raccontato la sua esperienza nel campo dell’archeologia musicale.

Come definirebbe la sua attività a cavallo tra musica e archeologia?
La definirei come un mio percorso di ricerca acustica, un viaggio sonoro nel tempo,alla scoperta di sonorità ancestrali ma non solo, infatti nel caso degli Etruschi ho cercato di riprodurre i suoni di alcuni momenti della loro vita quotidiana,sempre accompagnata dalla musica.

Qual’è stato il suo percorso formativo?

Vari studi musicali,tra cui chitarra classica e jazz, Sitar e musica indiana, tecniche di registrazione audio e Midi,un pò di liuteria e … tanto ascolto musicale quasi a 360°.

E quello professionale?
Come fonico in studi di registrazione, attualmente gestisco Poderino Recording Studio, una struttura sulle colline Toscane, all’interno di un agriturismo, dove il musicista può soggiornare per il tempo necessario a creare i propri lavori musicali in completo relax e a contatto con la natura.

Di cosa si occupa attualmente
?
Compongo musiche per varie editrici che lavorano nel settore del visivo come ad esempio Rai Trade ma non solo,e curo varie produzioni musicali,anche come fonico in studio.

Per quali enti o istituzioni lavora?
In questi ultimi anni sto tenendo corsi di “musica col computer” presso Scuole Medie Statali.

Il progetto più importante su cui ha lavorato?
Sicuramente Tilak, progetto a cui lavoro da più di 10 anni.Un connubio tra musica etnica ed elettronica. Tra occidente ed oriente. Ho prodotto con Tilak 5 dischi nell’arco di questi anni, molto apprezzati dalla critica, ultimo dei quali edito da Rai Trade. Il progetto nasce dal mio desiderio di accostare sonorità acustiche di strumenti come sitar, saz o tabla a strumentazioni prettamente elettroniche come synth,drum machine o lap top … un ibrido sonoro molto contaminato una fusione di varie tendenze musicali alla cui radice c’è la musica etnica.

Il prossimo impegno professionale?
Sto lavorando a varie produzioni musicali dando particolare importanza a quelle dove ho un margine maggiore di ricerca e sperimentazione sonora.

Ha collaborazioni all’estero? Se no, prevede di averle?
Si sto avendo vari interessamenti dall’estero su quel che propongo,grazie ad internet si riesce ad arrivare dove meno te lo aspetti … vedrò cosa verrà fuori.

Il suo sogno nel cassetto?
Ne avrei diversi…uno tanti anni fà era proprio quello di cercar di riprodurre delle sonorità che mi avrebbero potuto avvicinare alla civiltà Etrusca e comporre dei brani che potessero,nell’immaginario dell’ascoltatore,far rivivere alcuni momenti di immersione sonora legati a quel mondo …

Vuole spiegarci di cosa si occupa l’archeologia musicale?
L’Archeologia musicale è un ambito di ricerca che si avvale dei metodi di indagine scientifica della musicologia e dell’archeologia, analisi e documentazione, catalogazione degli strumenti musicali facenti parte di reperti archeologici. Indaga i momenti sonori del passato in relazione alla cultura. Aiuta a capire anche gli usi e costumi di popoli antichi.In alcuni casi il legame con la musica era talmente stretto che faceva parte dei normali aspetti e momenti quotidiani oltre che a cerimoniali o rituali facenti parte della sfera religiosa. La musica è veicolo di comunicazione col divino durante riti propiziatori o offerte alle proprie divinità, è parte integrante dei culti dei popoli. Ancor prima della musica lo è stato il suono stesso.I suoni della natura per l’uomo preistorico erano monito o comunicazione delle divinità, pericolo o richiamo era espressione della sfera spirituale…l’archeologia musicale appunto si occupa dell’aspetto sonoro che ha affiancato l’umanità nella sua evoluzione.

strumenti etruschi

Quali strumenti scientifici utilizza?
Personalmente in realtà non ho utilizzato strumenti scientifici veri e propri del mestiere dell’archeologo ma mi sono ricostruito artigianalmente alcuni strumenti musicali ispirandomi per forma e misure ad iconografie e immagini di reperti archeologici. Ho cercato di utilizzare materiali come per esempio legno, pelli, ossa, per andare a ritrovare un suono il più vicino possibile a quello che poteva essere. Ho affiancato a questo percorso una mia identità artistica come espressione di ricerca sonora tra archeologia e immaginazione. Per le composizioni ho effettuato registrazioni ambientali in zone dove una volta vivevano gli Etruschi,sul territorio in cui vivo. E’ stato anche abbastanza difficile a causa dell’inquinamento acustico in cui giornalmente viviamo senza ormai rendersene più conto. Anche di notte ad esempio,nel momento in cui si penserebbe di trovare più silenzio, ho riscontrato rumori provenienti anche a distanza di chilometri pur essendo andato magari a registrare in mezzo alla natura …

Come si è avvicinato allo studio dell’archeologia musicale? E i suoi lavori in questo ambito?Mi sono avvicinato all’archeologia musicale grazie ad un amico appasionato di Etruscologia.Mi ha trasmesso in qualche maniera la curiosità di scoprire musicalmente questo popolo per molti aspetti ancora misterioso.Mi ha subito affascinato il fatto che era un popolo sonoro,tutto quel che faceva durante l’arco della giornata era accompagnato dalla musica,tuttora ancora sempre misteriosa,poichè apparte iconografie e sculture non abbiamo altro per poterne decifrare i codici musicali.Circa nel 2001 ho pubblicato un cd intitolato “Tages”,facendo una serie di registrazioni ambientali nelle zone rurali della Toscana, ispirandomi in alcuni brani a situazioni musicali antiche, baccanali e bucoliche. Gli Etruschi già avevano suscitato su di me un fascino artistico musicale infatti su molte cose che facevo già davo quell’impronta. Avendo riprodotto in maniera sperimentale alcuni strumenti ho ricreato alcune scene di vita quotidiana accompagnate dalla musica, come ad esempio un banchetto o momenti di piacere termali o anche una battaglia. E’ stato fatto in questo caso un lavoro tra archeologia musicale ed immaginazione nata dall’ispirazione creativa scaturita dal desiderio di riviver momenti di vita sonora Etrusca.

strumenti etruschi

Come funziona il sistema di spazializzazione sonora in 3D che impiega per ricostruire i paesaggi sonori del periodo etrusco?
E’ un sistema audio innovativo,in cui le fonti sonore di ascolto sono suddivie non più in un fronte sonoro stereo,cioè emesso da due casse audio destra/sinistra o da sistemi di surround con più monitor, ma da otto o più fonti sonore, dipende dalla dimensione dell’ambiente. Quindi il suono viene percepito in maniera assolutamente più ampia, è praticamente un sistema surround più complesso…a doppio strato… mentre il primo lavora in maniera orizzontale, questo nuovo sistema è stato sviluppato per creare un ambiente sonoro simile ad una situzione realistica in cui i suoni provengano da ogni parte. Il mixaggio viene fatto da un apposito software che serve a spazializzare l’audio nell’ambiente che dovrà essere sonorizzato in base alle proprie misure e caratteristiche.Infatti questo programma ha bisogno delle dimensioni del posto per poter agire sui paramentri specizici che fanno si che il prodotto sonoro abbia certe caratteristiche. Le composizioni vengano cosi mixate su SD card che viene letta e riprodotta dall’apposito lettore X Spat Player. Una dimensione sonora tridimensionale.A&G è la ditta che ha brevettato questa nuova tecnologia audio di cui sono al momento rivenditore autorizzato e curatore dei contenuti musicali.

www.francescolanducci.com

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