Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Intervista al Professor Flavio Deflorian

Il professor Flavio Deflorian tiene i corsi di Chimica del restauro e di Metodi di conservazione e materiali per i beni culturali presso l’Università di Trento. Le competenze didattiche acquisite attraverso le lezioni riguardano le basi di chimica applicata alla conservazione e al restauro di beni culturali in generale e le proprietà dei materiali di interesse per i ben culturali. I corsi sono stati attivati nel 2005 e contano circa 25 iscritti. Abbiamo intervistato il professor Deflorian per voi.

D In breve, ci racconti la storia del corso.
R : La mia sede principale di insegnamento è la Facoltà di Ingegneria dove da tempo mi occupo, sia come ricerca che come didattica, di problemi di degrado dei materiali e loro protezione. Presso la Facoltà di Lettere si è voluto aumentare l’offerta di corsi con contenuto scientifico/tecnico per integrare la preparazione sia di primo livello (laurea triennale) che di secondo livello (specialistica) in Beni Culturali. Per questo sono stati attivati, fra gli altri, i corsi citati (uno per livello) e mi è stato chiesto di occuparmene, visto che già collaboravo con il Dipartimento sul piano della ricerca.

D Oltre all’insegnamento, quali sono i principali progetti in corso?
R: Per quanto riguarda l’ambito didattico dei Beni culturali, sto seguendo alcune tesi di laurea e porto avanti, assieme a dei colleghi, dei filoni di ricerca. In particolare stiamo collaborando con il Museo di Arte Contemporanea di Rovereto (MART) nello studio della conservazione dell’arte contemporanea e inoltre collaboro con diverse strutture museali nella caratterizzazione con metodi sperimentali sia di materiale di interesse archeologico che legato all’arte pittorica.

D E quelli per il futuro?
R: Spero di poter ampliare e consolidare le medesime collaborazioni (specialmente con il MART).

D Il progetto già realizzato che è il vostro “fiore all’occhiello”?
R: Per ora è ancora un “bocciolo”all’occhiello, perché è solo in parte realizzato e spero possa fiorire a breve: io credo molto all’attività sulla conservazione dell’arte contemporanea, che ha già prodotto qualche pubblicazione e che spero si strutturi nel futuro in un laboratorio dedicato.

D Avete collaborazioni con altri enti e istituzioni italiani?
R: Come già accennato abbiamo numerose collaborazioni con Musei italiani e istituzioni di vario genere.

D E con enti e istituzioni stranieri?
R: Personalmente no, ma alcuni colleghi con cui collaboro lavorano in stretto contatto con istituzioni straniere.

D Qual’è il rapporto con le Soprintendenze?
R: Per ora solo episodico, ma speriamo di consolidarlo per il futuro.

D Quali sono i processi di formazione sul campo per gli allievi?
R A causa dei numeri e delle difficoltà organizzative, le attività su campo sono in generale riservate a chi svolge sul tema il lavoro di tesi.

D Il budget annuale su cui potete contare è adeguato?
R: Purtroppo, per ora il budget non è adeguato ed è molto limitato. L’attività di ricerca è, nel mio caso, in parte supportata usufruendo di fondi di ricerca non specificatamente destinati a questo tipo di attività.

D Ricorrete a sponsor o finanziatori a progetto?
R: Lo abbiamo fatto in passato e speriamo di riproporlo per il futuro.

D Come gestite la divulgazione del vostro lavoro verso il grande pubblico?
R Abbiamo organizzato localmente qualche giornata di studio o seminario aperto a tutti. Qualche riferimento all’attività è uscito (oltre che su riviste specialistiche) sulla stampa generale.

D Il vostro rapporto con la stampa?
R: Per quanto mi riguarda, e per i limitati contatti, buono.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*