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Intervista al Professor Livio Zerbini

Livio Zerbini insegna Storia Antica e Storia Romana all’Università degli Studi di Ferrara, dove è Responsabile, presso il Dipartimento di Scienze Storiche, del Laboratorio sulle Antiche province Danubiane (LAD) e del Laboratorio di Antichità e Comunicazione (LAC). Dirige una Missione Archeologica in Colchide (Georgia). Lo abbiamo intervistato per voi.

D In breve, ci racconti la storia del Laboratorio sulle Antiche Province Danubiane.
R Il Laboratorio sulle Antiche province Danubiane nasce in sostanza sulla scia degli interessi scientifici che ho sviluppato negli ultimi anni, relativi in particolar modo all’orizzonte danubiano in età romana. Da qui l’idea di creare un Centro, il LAD appunto, la cui finalità, negli auspici, intende essere quella di rappresentare un punto di riferimento per tutti gli studiosi, storici ed archeologi, che dedicano la loro attività scientifica e di ricerca alle province danubiane. In ragione di questo, di recente, e precisamente dal 15 al 17 Ottobre, presso l’Università degli Studi di Ferrara si è tenuto il I Convegno Internazionale sulle Province Danubiane, a cui hanno partecipato i maggiori studiosi, provenienti da 14 Paesi.

D Oltre all’insegnamento, quali sono i principali progetti in corso?
R Oltre all’insegnamento di Storia Antica e di Storia Romana presso l’Università degli Studi di Ferrara ed al Laboratorio sulle Antiche province Danubiane, in questi ultimi anni, attraverso l’istituzione del Laboratorio di Antichità e Comunicazione (LAC), mi sono dedicato alla didattica, divulgazione e comunicazione dell’Antichità, sia attraverso l’attivazione di Masters universitari specifici, ricordo su tutti il “Master in Didattica dell’Antico”, sia con la sperimentazione di nuove modalità comunicative, quali ad esempio il documentario ed i nuovi media.

D E quelli per il futuro?
R I progetti per il futuro, oltre a continuare le linee di ricerca già avviate, di cui si è detto qui sopra, saranno indirizzati, in modo specifico, alla conoscenza di ambiti geografici che meritano di essere meglio conosciuti, anche, e soprattutto, dal punto di vista storico ed archeologico. In tal senso, verranno intensificati gli sforzi per quanto riguarda la Missione Archeologica in Colchide (Georgia), che, pur essendo agli inizi, sta dando esiti decisamente interessanti. Gli scavi nascono dalla scoperta, che ho fatto insieme al Professor Licheli, Direttore del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Tbilisi, di un’ imponente necropoli, costituita di oltre trecento tombe a tumulo, che datano dal IV millennio a.C. al III secolo d.C, da cui, come ho già detto, sono certo verranno alla luce reperti di grande rilevanza, come avvalorano i primi dati.

D Il progetto già realizzato che è il vostro “fiore all’occhiello”?
R Risulta difficile individuare un progetto più importante rispetto ad altri. Quello che accomuna, se vogliamo, tutta quanta la mia attività scientifica è di cercare di approfondire la conoscenza di contesti storici e archeologici, che, a mio giudizio, non hanno espresso ancora compiutamente le loro potenzialità. Per questo, per studiare meglio queste realtà, sono andato in situ, per approfondirne più compiutamente la conoscenza. In particolar modo, in questi ultimi anni, per quanto riguarda l’Impero romano mi sono dedicato più nello specifico degli ambiti provinciali.

D Avete collaborazioni con altri enti e istituzioni italiani e con enti e istituzioni stranieri?
R In considerazione di quanto ho detto sopra, vale a dire l’interesse per gli ambiti provinciali, i rapporti di collaborazione e di partenariato con Enti ed Istituzioni italiani e stranieri rappresenta un vero e proprio valore aggiunto per il buon esito dei progetti. Infatti la costruzione di reti di collaborazione a livello internazionale costituirà sempre di più un punto di riferimento importante per la ricerca scientifica, sia per approfondirne meglio i contenuti sia per evitare pleonastiche sovrapposizioni.

D Qual è il rapporto con le Soprintendenze?
R Il rapporto con le Soprintendenze è di fattiva collaborazione, anche se auspico che possa essere ulteriormente intensificato e consolidato con la progettazione e realizzazione di progetti comuni.

D Quali sono i processi di formazione sul campo per gli allievi?
R Per quanto attiene i processi di formazione ho sempre privilegiato coniugare l’aspetto teorico-metodologico con quello pratico, che rappresenta senza alcun dubbio il modo migliore affinché le conoscenze acquisite dagli Studenti possano essere concretamente applicate. Va ovviamente in questa direzione l’istituzione del Laboratorio sulle Antiche province Danubiane.

D Il budget annuale su cui potete contare è adeguato? Ricorrete a sponsor o finanziatori a progetto?
R Le risorse sempre più esigue di cui le Università possono disporre comportano delle oggettive difficoltà, che si riverberano inevitabilmente sui progetti. Per potere dare seguito all’attività scientifica risulta pertanto necessario intercettare finanziamenti di altri tipo, quali quelli europei e di privati, che consentono così di sopperire, almeno in parte, ai budgets estremamente limitati di cui si può disporre.

D Come gestite la divulgazione del vostro lavoro verso il grande pubblico? E il vostro rapporto con la stampa?
R Ho sempre ritenuto la divulgazione e la comunicazione molto importante e per questo, proprio all’Università di Ferrara, come detto sopra, ho istituito un Laboratorio di Antichità e Comunicazione. La divulgazione, infatti, non solo consente di comunicare gli esiti dell’attività di ricerca presso un pubblico decisamente più ampio, rispetto a quello, decisamente limitato, degli “addetti ai lavori”, ma anche, nel contempo, di far comprendere il senso ed il significato dello studio dell’Antichità e del lavoro dello storico e dell’archeologo, allo scopo di farne comprendere l’utilità e rilevanza, perché il messaggio e gli insegnamenti della Storia non si esauriranno mai e ci permetteranno di vivere meglio il presente e di prepararci per il futuro.
Per questo i rapporti che in questi anni ho instaurato con la stampa e, più in generale, con i media, sono più che buoni e solidi ed improntati ad una fattiva collaborazione.

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