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Intervista all’Associazione culturale “S.P.Q.R.”

Intervista all'Associazione culturale “S.P.Q.R.”

L’Associazione culturale romana “S.P.Q.R.” si occupa di rievocazione storica del periodo di Domiziano, ma anche di archeologia sperimentale e divulgazione: abbiamo intervistao per voi il presidente, Giorgio Franchetti.

D In breve, ci racconti la storia dell’associazione.

R Questa Associazione nasce dalla voglia di raccontare la storia, in questo caso la storia di Roma, senza annoiare, raccontandola in costume, facendola rivivere davanti agli occhi del pubblico; per far si che sia alla portata davvero di tutti, grandi e piccoli, e soprattutto alla portata di quelle persone che non hanno un background accademico e che non amano la lettura. Questo vuol dire, secondo noi, portare la storia su un piano che la rende accessibile davvero al grande pubblico, trasversalmente, eterogeneamente, riuscendo molto spesso a suscitare talmente tanto interesse verso chi non si era mai avvicinato prima alla conoscenza della storia da spingerlo, sulle ali dell’entusiasmo generato dalla fantasia, ad approfondire questa rinata passione leggendo qualche bel saggio storico. Così, da questa idea, forse esagerata, abbiamo cominciato, nel 2004; molti di noi partendo da esperienze negative maturate in altri ambiente di rievocazione e quindi con la voglia di dare un taglio netto a certi modi di fare “living history” e cercare di insegnare, di trasmettere, qualcosa di più alto.

Abbiamo cominciato in pochi, 5-6 persone, con la ricostruzione della Storica Scuola di Gladiatura di Roma del “LVDVS MAGNVS” (http://www.scuoladigladiatori.com/ ), costruita da Domiziano a corredo del grandioso progetto del Colosseo iniziato dal padre Vespasiano, inaugurato dal fratello Tito nell’80 d.C. e completato poi proprio da Domiziano. I nostri atleti hanno iniziato con un lungo periodo di “gestazione” passato a fare ricerche di biblioteca, di testi antichi, di fonti letterarie e iconografiche, per arrivare a disegnare quelle classi gladiatorie che erano proprie del periodo in questione, lasciando davvero poco spazio alla fantasia o alle reminiscenze hollywoodiane. Per quasi 2 anni ci si è documentati e si sono studiate queste fonti e intanto, per 2 ore a settimana, ci si allenava per prendere dimestichezza con l’uso di equipaggiamenti a noi sconosciuti, come sicae (le corte spade dei gladiatori), elmi vari, scudi, reti e tridenti. Compiendo un percorso di archeologia sperimentale, dove partendo dal “manufatto”, nella quasi totalità dei casi, reperti di Pompei ricostruiti per peso e misure, e si doveva capire come venivano usati, non essendo arrivato a noi alcun “Manuale di combattimento gladiatorio” dell’epoca.

Un percorso di studio e sperimentazione che ancora continua, con lo studio che dura da anni della sica supina particolarissimo tipo di spada in dotazione solo al combattente di classe thraex (trace) e raffigurata molto bene in tantissimi mosaici (quelli dell’anfiteatro di Verona) e bassorilievi o lucernae (quelle del British Museum, per esempio). Verso la fine del 2006 il nostro debutto in pubblico con uno spettacolo di combattimenti e storia raccontata a voce, dal titolo “Panem et Circenses” (famosa frase di Giovenale) che vuole essere un percorso storico della storia della gladiatura, dalle sue misteriose origini (tra riti etruschi e usanze sannite) fino al declino nel tardo impero. Uno spettacolo che nel tempo si è molto arricchito e che oggi costituisce la punta di diamante del nostro gruppo, il perfetto connubio tra spettacolo e storia raccontata. Poi dopo i gladiatori si sono aggiunti molti nuovi soci, effetto degli spettacoli in pubblico, quindi da qui la necessità di iniziare nuovi percorsi di sperimentazione a più ampio respiro e quindi, coerentemente al periodo già scelto di ricostruzione, la decisione di ricostruire una delle famose legioni imperiali, nello specifico segmento temporale, la LEGIO X GEMINA PIA FIDELIS DOMITIANA, con le armature e gli equipaggiamenti specifici del periodo, il 95 d.C. esatto. In seguito si è creato il gruppo di senatori, matrone e patrizi; a completamento della popolazione in vita in epoca domizianea.

D Quali sono i vostri principali progetti in corso?

R Attualmente siamo molto impegnati nella messa a punto delle nostre tormenta, cioè le macchine da assedio romane, veri e propri pezzi di artiglieria, gioiello dell’ingegneria romana nell’applicazione del principio del motore a torsione. Abbiamo realizzato uno scorpio, nel 2008, che oggi è perfettamente funzionante e micidiale entro i 70 metri, abbiamo poi realizzato l’unico esemplare in dotazione a un gruppo di rievocazione di ballista palintona, sulla scorta dei pochi reperti ritrovati solo nel sito di Hatra, oggi Iraq; e infine proprio in questi mesi abbiamo ricostruito l’onagro, celebre pezzo di artiglieria per il lancio di massi o pignatte di pece infuocata. Infine, sotto il profilo dell’esercito, per dare un senso di continuum temporale ai nostri soldati e pressati dalle continue domande e richieste del pubblico ai nostri eventi, abbiamo varato proprio in questi giorni la nostra LEGIO X ovvero il nostro corrispettivo imperiale ai tempi della repubblica, diciamo nel 70-65 a.C. cioè poco dopo la sua fondazione e poco prima che venisse affidata a Cesare per la sua campagna di conquista delle Gallie (58-52 a.C.) e divenisse, proprio grazie a Cesare, la celeberrima DECIMA LEGIO; distintasi per valore in infiniti scontri, tanto che Cesare stesso nel De Bello Gallico la definì la sua favorita.

D E quelli per il futuro?

R Stiamo dedicando del tempo allo studio e realizzazione della ricostruzione di un thermopolium, ossia una specie di fast-food dell’antica Roma dove si consumavano, lo dice il nome, pietanze calde, spesso in piedi poggiati al famoso e tipico bancone. Di questa tipica attività commerciale ci restano pregevoli resti a Pompei e Ostia Antica.

D Ci esponga l’iter che ha portato alle vostre attività e alle vostre preparazioni ludiche.

R La nostra Associazione da subito ha costituito al suo interno un gruppo di lavoro composto da studiosi e scienziati, chiamato Comitato Scientifico; formato da alcuni archeologi, da un’antropologa, da alcuni laureati in Beni Culturali, da un architetto specializzato in restauro di monumenti antichi e da una laureata in Storia del Costume. L’idea di un progetto spesso nasce spontaneamente da suggerimenti raccolti nel pubblico durante i nostri eventi che, quando numerosi e convergenti, ci suggeriscono l’interesse del pubblico verso specifiche attività o figure, che poi andiamo a studiare e infine a ricreare dal vivo.

D Il progetto già realizzato che è il vostro “non plus ultra”?

R Sicuramente lo spettacolo PANEM ET CIRCENSES e le nostre macchine da assedio.

D Avete collaborazioni con enti e istituzioni italiani?

R Collaboriamo con tutte le Soprintendenze di Italia, con svariati Musei (come il Museo della Civiltà Romana o il Museo Archeologico del Molise) e con enti come il FAI Fondo Ambiente Italiano nell’allestimento di rievocazioni storiche all’interno dei siti o presso questi, regalando al pubblico la suggestione di vederli nuovamente popolati, come in passato, di quelle figure, di quei colori e di quei suoni che furono loro. In questo ambito spiccano le rievocazioni nel Foro Romano con le nostre 6 vestali che ricostruiscono alcuni riti del calendario romano, la rievocazione del Tempio di Vesta a Tivoli, dei combattimenti di gladiatori nell’Anfiteatro de La Civitella di Chieti e, proprio il 24 e 25 di questo mese di settembre 2011 saremo nel famoso Mercato di Traiano, a Roma, per riportarlo in costume ai fasti dell’epoca traianea, con botteghe artigiane, personaggi e attività tipiche dell’epoca. Siamo stati anche all’Università La Sapienza per rievocare l’accensione del fuoco alla statua della Minerva, con svariati docenti e il rettore prof. Luigi Frati.

D E con enti e istituzioni stranieri?

R Siamo stati invitati ad Alesia, in Francia, dove Cesare vinse la battaglia finale contro Vercingetorige e di fatto la guerra in Gallia, per una serie di rievocazioni e celebrazioni e in questa occasione abbiamo consegnato alla città una lapide in marmo da noi preparata dove si leggeva in latino, francese e italiano “IN QUESTO GIORNO LA LEGIO X E’ TORNATA AD ALESIA IN PACE” che è stata murata nelle mura della città a perenne ricordo del ritorno della DECIMA. Siamo stati a Geilenkirchen in Germania, ospiti della locale base NATO e del contingente italiano per rievocazioni e celebrazioni con la cittadinanza locale e la base militare, saremo l’anno prossimo in Olanda dove la LEGIO X GEMINA fu stanziata a lungo in quella che era chiamata NOVIOMAGUS BATAVORUM e che oggi è la splendida cittadina di Nijemegen, al confine con la Germania.

D Il vostro rapporto con il mondo dell’istruzione
e della formazione?

R Ottimo, siamo regolarmente nelle scuole di Roma e provincia con un progetto didattico dal titolo “A SCUOLA CON GLI ANTICHI ROMANI” dove in 1 ora e 30 con l’ausilio di un videoproiettore i nostri legionari raccontano ai bambini delle elementari e medie che cosa hanno costruito nel mondo i legionari e cosa è Roma, partendo dalla sua fondazione tra storia e leggenda e arrivando fino alla costruzione dei Fori Imperiali, toccando argomenti come le mura di Roma, le porte di Roma, la costruzione delle strade, degli acquedotti, i servizi nel mondo romano e via dicendo.

D Quanto di realistico c’è e quanto di ricostruito (per esigenze o per lacune nelle fonti storiche) nel vostro operato?

R Portiamo dinnanzi al pubblico solo delle scene realistiche, poi per altre situazioni di cui non si ha notizia certa operiamo applicando la logica e la scienza, nel senso che ci poniamo delle domande e cerchiamo di rispondere in maniera coerente. Ad esempio, nella ricostruzione delle nostre macchine da guerra, ci siamo chiesti cosa veniva usato come cordame, se un materiale elastico (tipo tendini animali) o corde in fibra vegetale. E poi, nella logica della macchina, abbiamo optato per le corde vegetali perché tale macchina sprigiona una così forte resistenza in torsione che le braccia non si sarebbero mai potute ritrarre con un elemento elastico che si sarebbe solo teso esso stesso, facendo perdere di efficacia alla spinta generata. Per altre cose, se non siamo certi di fonti specifiche o, come in questo caso, scientifiche e logiche, preferiamo non procedere con la ricostruzione.

D Organizzate corsi o laboratori per amatori della materia ludica?

R Certamente la nostra Palestra di Gladiatura è aperta a tutti coloro che vogliono calarsi nei panni di personaggi vissuti 2000 anni fa e sperimentare quello che noi chiamiamo il punto di “vista del gladiatore”, o del legionario, cioè da dentro l’elmo.

D Il budget annuale su cui potete contare è adeguato per i vostri scopi?

R Assolutamente no, l’Associazione investe interamente i ricavi degli spettacoli nei progetti di studio e ricostruzione che chiaramente sono limitati dal numero di spettacoli che si fanno, che varia ogni anno.

D Gli enti sono sensibili alle vostre attività?

R Pochi e sempre gli stessi, quelli dove c’è studio alle spalle sicuramente si, come appunto il FAI o le Soprintendenze, ma la pubblica amministrazione, dove si è formati su carriere politiche e non scientifiche, alterna persone appassionate e competenti a persone disinteressate e gelide, che spesso sono irraggiungibili e sterili.

D Ricorrete a sponsor o finanziatori a progetto?

R No, riceviamo annualmente un piccolo finanziamento dalla Banca di Credito Cooperativo di Casalotti, il quartiere di Roma dove c’è la sede e che è molto sensibile alle nostre attività che spesso trovano spazio nel quartiere. Peccato che il Municipio in questione lo sia molto meno o per niente.

D Come gestite la divulgazione del vostro lavoro verso il grande pubblico?

R Con i nostri siti e collaborando con le riviste del settore, come Civiltà, BBC History, Focus e la rivista edita dal Delegato allo Sport per il Comune di Roma, Alessandro Cochi, SPQR SPORT. Inoltre collaboriamo spesso con le tv che fanno divulgazione scientica come Ulisse dell’amico Alberto Angela, The National Geographic Channel e The History Channel. Poi sono infinite le televisioni straniere che ci hanno visitati e hanno ripreso le nostre attività.

D Il vostro rapporto con la stampa?

R Ottimo direi, dedicano sempre ampio risalto alle manifestazioni che organizziamo, sia la stampa nazionale che locale, contribuendo in maniera determinante alla diffusione e pubblicizzazione dei nostri eventi che quindi richiamano molto pubblico e di conseguenza l’informazione storica che vogliamo trasmettere allarga il proprio bacino di utenza.

Carta d’identità dell’associazione

  • Nome ufficiale: ASSOCIAZIONE CULTURALE “S.P.Q.R.”
  • Scopi sociali: rievocazione storica del periodo di Domiziano, archeologia sperimentale, divulgazione
  • Anno di fondazione: 2004
  • Presidente: Giorgio Franchetti
  • Numero di soci: 54
  • Sede principale: Roma, via Montiglio 9
  • Altre sedi: Parco della Cellulosa, Via della Cellulosa 132 Roma
  • Recapiti: Presidente: +39 338 4141191 – Responsabile Eventi sig.ra Milioni +39 335 1535878

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