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Intervista alla Dottoressa Loredana Cappelletti

Loredana Cappelletti è dottore di Ricerca in Storia Antica (Vienna-Austria). Con la qualifica di Professore a contratto insegna Etruscologia e Antichità Italiche a Graz-Austria e dirige il Progetto Scientifico finanziato dal Fondo di Ricerche austriaco. L’abbiamo intervistata per voi.

D. Qual’è stato il suo percorso formativo?
R. Laurea in Lettere Classiche (Tesi in Storia Romana) presso l’Univ. di Chieti nel 1991. Quadriennale specializzazione all’estero (Vienna) post-Laurea con borse di studio dell’Univ. di Chieti. Corso di specializzazione in Etruscologia e Antichità Italiche presso l’Univ. di Perugia. Soggiorno di ricerca presso la Fondation Hardt di Ginevra. Dottorato di Ricerca in Storia Antica presso l’Univ. di Vienna. Forschungsstipendium per l’Abilitazione in Storia Antica finanziato dal FWF (Fonds zur Förderung der wissenschaftlichen Forschung, Austria). Attualmente iscritta alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Univ. di Teramo.

D. E il suo percorso professionale?
R. Catalogazioni computerizzate della Biblioteca dell’Univ. di Chieti (in qualità di Vicepresidente della Coop. Abruzzo Storico) e della Sezione di Etruscologia e Antichità Italiche della Biblioteca dell’Istituto di Storia Antica dell’Univ. di Vienna. Collaborazione scientifica a tre progetti di ricerca presso l’Univ. di Chieti (fondi MURST) e presso l’Univ. di Vienna (fondi Österreichische Nationalbank – Jubiläumsfonds). Capo di due progetti di Ricerca finanziati dal FWF (Fonds zur Förderung der wissenschaftlichen Forschung, Austria). Professore incaricato (“Lehrbeauftragte”) per la disciplina Etruscologia e Antichità Italiche presso l’Institut für Alte Geschichte, Altertumskunde und Epigraphik. dell’Università di Graz – Austria. Pubblicazioni: una monografia sulla storia politica e istituzionale di Lucani e Bretti (V-III sec.a.C.); una ventina di articoli, prevalentemente sulla storia politica e istituzionale delle popolazioni italiche, italiote ed etrusche in età preromana e romana; recensioni; partecipazioni a convegni internazionali su argomenti storici e giuridici.

D. Di cosa si occupa attualmente?
R. In primo luogo sto curando le ultime fasi della pubblicazione della traduzione, con aggiornamento bibliografico, del volume di A.Rosenberg, “Der Staat der alten Italiker. Untersuchungen über die ursprüngliche Verfassung der Latiner, Osker und Etrusker”, Berlin 1913. Coautore F.Senatore. Prefazione di Cesare Letta. La pubblicazione è prevista per il 2010 (Bardi Editore-Roma 2010).
In secondo luogo sto lavorando alla stesura finale del mio lavoro di Abilitazione alla Docenza Universitaria (Austria) dal titolo “Storia Costituzionale della Magna Graecia in età preromana”, di cui si prevede la pubblicazione entro il 2011.
In terzo luogo sto lavorando al Progetto di Ricerca “Magna Graecia in età romana”, per il quale sto raccogliendo e studiando le fonti letterarie ed epigrafiche sui sistemi governativi dei centri delle attuali regioni Campania, Basilicata e Calabria in età romana.

D. Per quali enti o istituzioni lavora?
R. La mia sede lavorativa è in Austria, presso l’Institut für Römisches Recht und Antike Rechtsgeschichte dell’Univ. di Vienna. Il mio Progetto di Ricerca è sovvenzionato dal FWF (Fonds zur Förderung der wissenschaftlichen Forschung, Austria). Il mio insegnamento si svolge presso l’Institut für Alte Geschichte, Altertumskunde und Epigraphik. dell’Università di Graz – Austria.

D. Il progetto più importante su cui ha lavorato?
R. I progetti a cui ho lavorato sono stati tutti ugualmente importanti per la mia formazione professionale e lavorativa.

D. Il prossimo impegno lavorativo?
R. Un’opera monografica dal titolo “Le magistrature italiche”, con raccolta e studio delle fonti letterarie, archeologiche ed epigrafiche su istituzioni e magistrature dei popoli italici in età preromana.
In secondo luogo l’organizzazione, in collaborazione con la Dott.ssa Kaja Harter Uibopuu (Österreichische Akademie der Wissenschaften), di un Symposion Internazionale dal titolo “Städte im Reich”, Vienna, 21-22 maggio 2012, dove gli interventi di studiosi esperti in vari campi della storia antica (papirologi, giuristi, epigrafisti, storici) si occuperanno di delinerare le caratteristiche ed il funzionamento delle amministrazioni delle principali città (ad es. Napoli, Efeso, Gerusalemme, Atene, centri spagnoli, ecc.) dell’impero romano.

D. Ha collaborazioni all’estero? Se no, prevede di averle?
R. Purtroppo e paradossalmente l’estero per me è l’Italia e tra le collaborazioni posso annoverare la partecipazione a Convegni e i contatti amichevoli e professionali con colleghi italiani di varie discipline.

D. Il suo sogno nel cassetto?
R. Portare al massimo dell’informazione, della fruibilità e dell’utilità il mio sito “Costituzioni dell’Italia Antica”, attualmente ancora ricompreso nel mio sito personale www.loredanacappelletti.it.
Inoltre contribuire alla formazione di una generazione di studenti che si interessi, in modo interdisciplinare, alle popolazioni dell’Italia antica, alla loro storia politica, istituzionale e in generale culturale.

Archeologia italiana

D. Cosa pensa dello stato attuale dell’archeologia italiana?
R. Avviare le nuove generazioni al fascino dello scavo, al fascino della riscoperta diretta e “manuale” del passato, quando poi in Italia, allo stato attuale, mancano prospettive di lavoro e di soddisfazione personale, è irresponsabile.

D. Quali sono le tre emergenze che andrebbero risolte?
R. Parlo da storica. L’emergenza assoluta per me consiste nella pubblicazione adeguata e tempestiva di ciò che già c’è.

D. E quali le tre peculiarità da valorizzare?
R. Parlo ancora da storica. Assolutamente necessaria è la valorizzazione dei siti scavati, facilitandone l’accesso al pubblico e illustrandone topografia, caratteristiche monumentali e abitative, dando cronologie, il tutto in cataloghi.

D. Cosa dovremo imparare dall’estero?
R. Per metodo e formazione, nulla. Per la quantità, la qualità e la gestione dei finanziamenti, tutto.

D. Cosa possiamo invece insegnare loro?
R. Nulla.

D. Chi dovrebbe dare di più, e cosa, per aiutare l’archeologia italiana?
R. Lo Stato con maggiori sovvenzionamenti.

D. Scavare e pubblicare: ci vorrebbe un limite massimo di tempo per farlo?
R. Certamente! E urge, direi, una regolamentazione della informazione dei risultati di scavo. Senza i nuovi dati noi storici non possiamo lavorare a nuovi argomenti o attualizzare quelli già noti. A meno che non decidiamo di occuparci del noto e scrivere l’ennesima biografia di Cesare!

Musei

D. La sua opinione sui musei italiani?
R. Negativa.

D. Come aumenterebbe il numero dei visitatori?
R. Parlo questa volta da madre e penso all’assoluta mancanza di servizi adeguati per i più piccoli – dall’intrattenimento alla ristorazione – che non possono di certo entusiasmarsi come me di fronte ad una stele paleoitalica. Inoltre, più volte al mese, aperture serali dei musei ed economicamente vantaggiose per le famiglie. E soprattutto, se queste iniziative positive vengono prese, pubblicizzarle!

D. La cultura deve essere a pagamento o sul modello British Museum?
R.Il modello inglese è senz’altro da seguire. Ma bisogna ripensare l’intero sistema italiano.

D. Ritiene utile la “realtà virtuale” nei musei? Se si, in che misura può esserci?
R. Di estrema utilità e in grande misura, se fatta ad un buon livello, accontentando le diverse categorie ed età dei visitatori.

D. Archeologia e informazione. Come vede questo rapporto?
R. Necessario, obbligatorio.

D. Gli archeologi italiani sanno divulgare?
R. Potenzialmente e fondamentalmente si.

D. E le riviste, fanno buona divulgazione archeologica?
R. Si e meno male che ci sono loro.

Beni culturali e privati

D. Cosa pensa dell’affidamento dei beni archeologici ai privati?
R. All’estero vedo costantemente esempi di egregia gestione pubblica. Ma l’Italia sembra essere sempre un “caso”. E se gestione privata dovrà essere, che ci siano però condizioni di affido chiare, controllate e trasparenti: esposizione, conservazione e valorizzazione dei beni, livelli di servizio, prezzi al pubblico, …. Pena la revoca della concessione e la confisca dei beni investiti. Il privato che entra deve sapere che gli stiamo affidando un patrimonio dell’umanità…

D. Ritiene la Ronchey una buona legge?
R. Fondamentalmente si.

D. I fondi a disposizione dell’archeologia italiana sono sufficienti?
R. No.

D. Meglio continuare a scavare, o studiare e valorizzare quel che è nei magazzini?
R. Se le due cose potessero aver luogo in modo parallelo, sarebbe il massimo! Ma credo sia assolutamente necessario, rendere accessibile al pubblico ed agli studiosi il materiale immagazzinato, in alcuni casi, da decenni.

D. E’ giusto rendere fiscalmente vantaggiose le donazioni per la cultura?
R. In generale sì, ma con controlli severi su risultati concreti e misurabili degli enti beneficiari, altrimenti la cultura diventa l’ennesima voce per frodare il fisco, e con il paradosso finale di minori fondi a disposizione per la cultura.

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