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Intervista alla paleontologa Silvia Bello sui crani umani scoperti in Inghilterra

paleontologa Silvia Bello

D. Qual’è stato il suo percorso formativo?
R. Ho conseguito la Laurea in Scienze Naturali all’Università di Torino nel 1995, quindi mi sono trasferita a Marsiglia dove ho fatto due Master, uno in Preistoria (1997) e uno in Antropologia Biologica (1998). Ho conseguito il PhD fra l’Università di Firenze e l’Università di Marsiglia nel 2001 su pratiche funebri e tafonomia umana.

D. E il suo percorso professionale?
R. Dopo il dottorato ho fatto domanda per una Borsa di studio Europea, la Marie Curie, per venire a lavorare al Natural History Museum di Londra con Peter Andrews, esperto in tafonomia. Mi è andata bene, ho vinto la borsa e ho iniziato il mio lavoro con Peter nel settembre 2002. La borsa di studio post-dottorato ha coperto 2 anni di ricerca, dopodiché, ho avuto un periodo di circa 8 mesi senza contratto. Ma fortunatamente nel 2005 mi e stata offerta la possibilità di lavorare ancora al NHM al progetto AHOB (Ancient Human Occupation of Britain: http://www.ahobproject.org/ ) finanziato dal Leverhulme Trust e diretto dal Professore Chris Stringer. AHOB iniziò nel 2001 e doveva terminare nel 2006, quindi il mio doveva essere un lavoro temporaneo per l’ultimo anno del progetto. Ma il Leverhulme Trust ha offerto un rinnovo del progetto, per un totale di altri 6 anni. In Ottobre quest’anno il progetto si conclude, ma nuovi fondi sono stati avanzati per una serie di nuovi progetti dalla Calleva Foundation. Dirigerò uno di questi progetti intitolato ‘Human Behaviour in 3D’.

D. Di cosa si occupa attualmente?
Al momento lavoro come Ricercatrice al Natural History Museum di Londra (UK) al progetto intitolato Ancient Human Occupation of Britain (AHOB). Tale progetto ha lo scopo di individuare e capire le diverse fasi dell’occupazione umana in Gran Bretagna a partire da circa 1.0 mya. All’interno di questo progetto sviluppo il mio interesse per l’evoluzione del comportamento umano attraverso l’analisi di cutmarks individuati su resti faunistici e umani rinvenuti in siti quali Boxgrove, Gough’s Cave, Kent’s Cavern…
Al momento sto conducendo esperimenti su ossa faunistiche per riprodurre diversi tipi di modificazioni che possono essere associate ad attività umane, in modo da poter meglio interpretare lo studio di materiali fossili. Per analisi microscopiche uso una nuova tecnologia di analisi (Alicona) che permette ricostruzioni ad alta risoluzione in 3D. E una nuova tecnologia che sorpassa precedenti tecniche di analisi (e.g. SEM).

D. Per quali enti o istituzioni lavora?
R. Lavoro per il Natural History Museum (NHM) di Londra. Il progetto per cui lavoro (AHOB) é finanziato dal Leverhulme Trust. Il progetto finirà quest’anno, e a partire da Ottobre 2011 inizierò a lavorare a un mio progetto autonomo (‘Human behaviour in 3D’) finanziato dalla Calleva Institution con base sempre al NHM.

D. Il progetto più importante su cui ha lavorato?
R. Penso l’analisi dei resti ossei umani di Gough’s Cave, sia, al momento, il progetto più eccitante a cui ho lavorato. La descrizione delle modificazioni osservate sulle ossa umane e la scoperta dell’uso dei crani come coppe é stata una bella esperienza…fortunatamente non ancora finita. L’analisi delle ossa post-cranial sta già rivelando eccitanti risultati.

D. Il prossimo impegno lavorativo?
R. Vedi sopra.
Ma mi sto anche iniziando una collaborazione per analisi di materiali proveniente dal sito di Schöningen in Germania.  Inoltre quest’anno e l’anniversario della scoperta di Piltdown, il fossile truffa. Per questo sto lavorando con diverse persone al museo per nuove analisi del materiale, per meglio capire come hanno fatto a produrre una truffa cosi accurata.

D. Ha collaborazioni all’estero? Se no, prevede di averle?
R. Ho recentemente iniziato una collaborazione con esperti tafonomi spagnoli per un lavoro comune sul sito di Atapuerca.  Per il sito di Schöningen sto collaborando con ricercatori dell’Università di Leiden (Olanda).  Ho mantenuto collaborazioni con Marsiglia, e sto iniziando nuove collaborazioni con l’Universitá di Bordeaux.

D. Il suo sogno nel cassetto?
R. Su un piano professionale, venire a Londra e lavorare al Natural History Museum con Chris Stringer su fossili di cui ho letto tanto era il mio sogno nel cassetto. Adesso che ho visto il sogno nella sua realtà, sogno che il sogno non finisca. Non potrei sperare in un gruppo di collaboratori migliore.

D. Come è avvenuta la scoperta dei crani umani nella contea inglese del Somerset?
R. Allego il PDF di una pubblicazione su Gough’s Cave che spiega la storia dei fossili.  I fossili sono stati ritrovati durante diversi scavi, il più recente dei quali nel 1992. Io non ero ancora qui all’epoca. E interessante vedere come su un material che e stato studiato cosi tanto, si possa ancora dire qualcosa di nuovo ed eccitante.

D. A quale periodo cronologico risalgono e a quale cultura sono collegabili?
R. 14,700 BP cal. Sono ossa del Paleolitico superiore, epoca culturale Maddaleniano

D. Vuole illustrarci le caratteristiche di questi reperti emerse nel corso delle analisi?
R. Ecco il PDF dell’articolo: Earliest Directly-Dated Human Skull-Cups

D. Vi sono altre scoperte comparabili a quella inglese?
R. Si ci sono altre scoperte di crani coppa un po’ ovunque nel mondo e appartenenti ad epoche diverse. Nell’articolo questo è spiegato dettagliatamente.

D. Quali sono i progetti futuri relativi allo studio dei crani?
R. Ci sono due aspetti che mi interessano particolarmente:

  • 1. la somiglianza dei crani coppa di GC con altri provenienti da altre zone e da altri periodi preistorici e storici (e.g. crani coppa dell’etá del Bronzo in Spagna, d’epoca recente in Australia, Neolitici della Germania). Una tradizione che appare in luoghi e tempi diversi senza alcun legame fra loro. Perché?
  • 2. la somiglianza con crani coppa dello stesso periodo provenienti dalla Francia (Isturitz e Le Placard). Sembra che l’apparizione di crani coppa inizi nel Paleolitico Superiore, senza nessun esempio precedente. Perché?

(foto fonte kataweb)

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