Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Intervista alla Professoressa Alessandra Avanzini

Alessandra Avanzini è professore ordinario dell’Università di Pisa e insegna Archeologia e storia della Penisola araba e Filologia semitica presso il Dipartimento Scienze Storiche del Mondo Antico. L’abbiamo intervistata per voi.

D Oltre all’insegnamento, quali sono i principali progetti in corso?
R Parallelamente alle attività di didattica, il corso di archeologia e storia delle penisola araba fornisce agli studenti la possibilità di lavorare sul campo nei due scavi da me diretti nel Sultanato dell’Oman nei siti di Salut (Oman settentrionale) e Khor Rori (Oman meridionale). E’ prevista inoltre, da parte degli studenti, la partecipazione a seminari e workshop organizzati in collaborazione con studiosi stranieri, volti ad approfondire alcune delle tematiche prese in esame durante il corso.

D E quelli per il futuro?
R Per il futuro ci proponiamo, nonostante la drammatica riduzione dei finanziamenti, di proseguire con i filoni di ricerca al momento in corso. In particolare per il 2010 prevediamo l’apertura al pubblico del sito di Salut che verrà musealizzato in modo da essere maggiormente fruibile dai visitatori e l’inaugurazione di alcuni spazi espositivi all’interno del parco archeologico di Khor Rori.

D Il progetto già realizzato che è il vostro “fiore all’occhiello”?
R Lo scavo, il restauro e la musealizzazione del sito di Khor Rori sono sicuramente uno dei traguardi più importanti che abbiamo raggiunto. Lo scavo stratigrafico dell’insediamento ha inoltre permesso di rivedere il suo inquadramento storico e cronologico e sta apportando dati nuovi e molto interessanti alla generale comprensione del commercio internazionale in epoca pre-romana.

D Avete collaborazioni con altri enti e istituzioni italiani?
R I progetti portati avanti dal gruppo di lavoro da me diretto hanno sempre puntato ad essere fortemente multidisciplinari. Per questo ci avvaliamo di numerose ed importanti collaborazioni con altri atenei italiani (Università di Firenze, Università di Ferrara, Università di Milano, Università di Roma, Università della Tuscia) e con importanti istituzioni (CNR di Roma, Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali; Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Perceptual Robotics Laboratory).

D E con enti e istituzioni stranieri?
R. Il confronto e lo scambio di informazioni con studiosi stranieri è sempre stato considerato prioritario. Al momento abbiamo delle importanti collaborazioni con il British Museum di Londra (Dr. R. Tomber), il Deutsches Archäologisches Institut di Bonn (Dr. Heidrun Schenk), l’Università di Tolosa, Facoltà di Architettura (Prof. Ch. Darles), il Museo d’Arte Orientale di Mosca (Prof. A.V. Sedov), il CNRS di Parigi (Dr. Axelle Rougelle, Dr. Michel Mouton), il Museo di Allahabad in India (Dr. Sunil Gupta).

D Qual’è il rapporto con le Soprintendenze?
R Per quanto riguarda le attività di studio e ricerca, abbiamo da anni impostato una proficua collaborazione con la Soprintendenza di Firenze soprattutto per quanto riguarda analisi archeometriche sugli impasti ceramici, analisi mineralogiche e analisi sui contenuti dei recipienti.
Questo, per altro, permette agli studenti di frequentare i laboratori della Soprintendenza dando loro la possibilità di fare interessanti esperienze e di utilizzare sofisticati strumenti di analisi.

D Quali sono i processi di formazione sul campo per gli allievi?
R Gli studenti hanno la possibilità di mettere alla prova sul campo le conoscenze acquisite attraverso la didattica tradizionale. In Oman gli allievi non solo lavorano sul cantiere ma si occupano anche della documentazione, acquisendo in tal modo una conoscenza diretta dei materiali (manufatti e ceramica). Uno scavo archeologico in un paese come l’Oman, così diverso e lontano per collocazione geografica e cultura, può rappresentare inoltre un importante momento di crescita non solo professionale, ma anche umana.

D Il budget annuale su cui potete contare è adeguato?
R Purtroppo il taglio dei finanziamenti alla ricerca ha ridotto di molto il nostro budget. Questo ha implicato una drastica riduzione non solo delle attività all’estero, ma anche delle borse di studio e dei contratti per i giovani studiosi.

D Ricorrete a sponsor o finanziatori a progetto?
R Gli scavi archeologici in Oman sono possibili grazie a finanziamenti provenienti dall’Università di Pisa, dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dal Ministero degli Esteri. Il governo omanita inoltre contribuisce con generosità allo svolgimento delle ricerche.

D Come gestite la divulgazione del vostro lavoro verso il grande pubblico?
R Crediamo sia molto importante divulgare, non solo tra una ristretta cerchia di studiosi, ma anche tra il grande pubblico i risultati delle nostre ricerche. Per questo abbiamo creato un portale, http://arabiantica.humnet.unipi.it/, che viene costantemente aggiornato, in cui è possibile seguire l’evolversi delle ricerche. Un secondo portale, http://arabiafelix.humnet.unipi.it/, vuole invece essere uno stimolo a conoscere ed approfondire molteplici aspetti della cultura dell’Arabia meridionale.

D Il vostro rapporto con la stampa?
R Teniamo molto a pubblicizzare le nostre attività di ricerca impiegando diversi canali, dal web alle pubblicazioni cartacee, alle trasmissioni televisive. Oltre che su riviste specializzate, i risultati dei nuovi scavi sono stati pubblicati su riviste di ateneo e su quotidiani stranieri sia on-line che cartacei.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*