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Intervista all’archeologa Maria Longhena

Questa settimana ArcheoRivista ha intervistato per voi l’archeologa Maria Longhena, autrice del saggio sulle civiltà mesoamericane Viaggio In Messico. Sulle tracce del Serpente Piumato.

maria-longhena

D. Qual’è stato il suo percorso formativo?
R. Il liceo classico, la laurea in Storia Antica – con tesi in ” Storia e civiltà
precolombiane dell’America” – la ricerca sul campo e nei musei.

D. E il suo percorso professionale?
R. Ho cominciato l’attività dello scavo archeologico prima della laurea, poi ho
proseguito lavorando presso musei italiani e stranieri, in particolare a Parigi e a
Bruxelles.

D. Di cosa si occupa attualmente?
R. Mi occupo di ricerca storica riguardo alla preistoria europea – soprattutto gli
aspetti della civiltà megalitica – di maya e soprattutto svolgo ricerca su mummie
provenienti dal Perù.

D. Per quali enti o istituzioni lavora?
R. Lavoro come libera professionista. Collaboro con il Museo di Reggio Emilia , con
l’Università di Pisa e con l’Eurac di Bolzano.

D. Il progetto più importante su cui ha lavorato?
R. Alcune mostre sull’America precolombiana a Bruxelles ma anche lo studio delle
mummie peruviane che sto svolgendo ora.

D. Il prossimo impegno lavorativo?
R. Ce ne sono diversi in vista ….

D. Ha collaborazioni all’estero? Se no, prevede di averle?
R. Mi hanno proposto un insegnamento semestrale presso l’università di Dresda, sto
aspettando la risposta.

D. Il suo sogno nel cassetto?
R. Svelare alcuni aspetti ancora sconosciuti legati alle civiltà preispaniche.

Archeologia italiana

D. Cosa pensa dello stato attuale dell’archeologia italiana?
R. Non ci rendiamo conto del patrimonio che abbiamo.

D. Quali sono le tre emergenze che andrebbero risolte?
R. Salvare alcuni siti disastrati come Pompei; valorizzare tanti siti minori;
consentire alla libera impresa di svolgere ricerca, sottraendola al monopolio del
mondo accademico

D. E quali le tre peculiarità da valorizzare?
R. – Il rapporto tra eco-ambiente ( creare parchi archeologico-naturalistici come
esistono in Messico)
– I piccoli musei
– Rapporto tra scuola e patrimonio .

D. Cosa dovremo imparare dall’estero?
R. Ad amare e ad esser orgogliosi del proprio patrimonio; ma soprattutto a eliminare
i concorsi obsoleti e la burocrazia legata all’archeologia che ci rende ridicoli.

D. Cosa possiamo invece insegnare loro?
R. Non saprei….

D. Chi dovrebbe dare di più, e cosa, per aiutare l’archeologia italiana?
R. Il ministero potrebbe incaricare persone più competenti di quanto sia stato fatto
fino ad ora e dovrebbe esistere la sponsorizzazione privata come in America.

D. Scavare e pubblicare: ci vorrebbe un limite massimo di tempo per farlo?
R. Direi di sì.

Musei

D. La sua opinione sui musei italiani?
R. Sono magnifici, ma troppo poco frequentati. Si privilegiano sempre le mostre.

D. Come aumenterebbe il numero dei visitatori?
R. Rendendoli più dinamici dal punto di vista espositivo e legandoli a eventi e
attività, cosa che già si tende a fare in molti luoghi.

D. La cultura deve essere a pagamento o sul modello British Museum?
R. La cultura deve essere sempre a pagamento, siamo vittime di questo errore fatale
legato all’assurdità della “cultura gratuita”.

D. Ritiene utile la “realtà virtuale” nei musei? Se si, in che misura può esserci?
R. Non me ne intendo molto.

D. Archeologia e informazione. Come vede questo rapporto?
R. In Italia esiste un’informazione troppo elitista, legata al mondo accademico e
fuori dalla portata del grande pubblico. Chi, come me, lavora fuori dal mondo
accademico viene sminuito e spesso criticato. Una maggiore informazione è
indispensabile.

D. Gli archeologi italiani sanno divulgare?
R. Pochissimo

D. E le riviste, fanno buona divulgazione archeologica?
R. In parte. Restano troppo legate al mondo accademico e chiuse nei confronti di chi
porta avanti studi e punti di vista ” contro corrente”

Beni culturali e privati

D. Cosa pensa dell’affidamento dei beni archeologici ai privati?
R. Sarebbe la cosa migliore, sempre con il controllo dello stato.

D. Ritiene la Ronchey una buona legge?
R. Dovrei riesaminarla.

D. I fondi a disposizione dell’archeologia italiana sono sufficienti?
R. Credo proprio di no

D. Meglio continuare a scavare, o studiare e valorizzare quel che è nei magazzini?
R. L’una e l’altra cosa; valorizzare ciò che si trova nei magazzini è indispensabile.

D. E’ giusto rendere fiscalmente vantaggiose le donazioni per la cultura?
R. Credo proprio di sì

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