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Intervista all’Associazione Culturale Roma Sotterranea

Roma Sotterranea

In breve, la storia dell’Associazione Culturale Roma Sotterranea

Alla fine degli anni ’90 un gruppo di amici si ritrovò intorno ad alcune passioni comuni: l’interesse per gli ambienti sotterranei cosiddetti artificiali, vale a dire creati dall’uomo e, vivendo a Roma, la forte attrazione per le vestigia del nostro passato. Nel 2000 creammo così l’ ”Associazione Roma sotterranea – Speleologia per l’archeologia”, organizzazione no-profit composta solo da volontari. Le professionalità dei nostri soci sono le più disparate: oltre ad alcuni archeologi, abbiamo architetti, ingegneri, geologi, storici dell’arte e addetti alla conservazione dei beni culturali, ma anche – solo per fare un esempio – medici, informatici e commercialisti. Quello che ci accomuna è l’impegno e la passione per una causa comune.

Oggi l’Associazione, grazie anche alle attrezzature di cui si è dotata nel tempo, rappresenta un costante e valido supporto per lo studio archeologico: analizziamo e studiamo strutture divenute sotterranee, o realizzate in antico come tali: il nostro contributo può portare gli studiosi ad aprire nuovi scenari sull’interpretazione delle fasi costruttive degli edifici ad esse collegate, siano oggi ancora visibili, parzialmente distrutti o a loro volta preclusi alla vista in seguito al progressivo interramento.

Quali sono i vostri principali progetti in corso. E quelli futuri?

Va tenuto presente che la nostra è un’attività in continuo divenire. Molti dei nostri interventi si esauriscono nel giro di poche uscite o comunque di alcuni mesi, altre si dilatano per periodi molto lunghi, sia per il tempo limitato che possiamo dedicare a tali attività, svolte da tutti i partecipanti per passione e quindi prevalentemente nel tempo libero, sia per gli ostacoli di natura burocratica che spesso si incontrano nel rapporto con le istituzioni.

Abbiamo in corso da qualche anno un’importante campagna di scavo degli ambienti sotterranei della zona di Campetti presso Veio. Inoltre a breve effettueremo un intervento nell’area archeologica dell’Emporium, l’antico Porto Fluviale della città, nella zona di Testaccio. E riprenderanno le attività nella galleria carrabile al di sotto della Chiesa di Santa Maria in Domnica.

Roma Sotterranea

Il progetto realizzato che più di tutti ha riscosso successo?

Per la caparbietà e continuità profuse e per i risultati raggiunti sicuramente lo studio della Cloaca Massima, il più grande collettore fognario esistente in antico a Roma. Studio che – in collaborazione con la Sovraintendenza ai Beni culturali di Roma Capitale – portiamo avanti da più di sei anni, grazie all’impegno del nostro responsabile per il progetto, Luca Antognoli. Per la prima volta siamo riusciti con grandi difficoltà ad esplorare e documentare con rilievi e foto un tratto a monte del tracciato fino ad oggi conosciuto.

Il mistero di questa monumentale opera, vale a dire il suo punto di partenza, non è stato infatti ancora svelato. Speriamo un giorno di riuscire a realizzare una mappatura completa dell’intricata rete di condotti che esiste a monte della zona dei Fori, vale a dire al di sotto di Via Cavour e della Suburra.

La situazione speleo-archeologica di Roma, con tutti gli ambienti e i complessi sotterranei ancora da tutelare o addirittura da scoprire, come può ricevere maggiore aiuto dalle istituzioni e dal mondo accademico?

L’attenzione da parte delle istituzioni e del mondo accademico c’è. Il problema è la nota e cronica mancanza di fondi e in alcuni casi, la loro cattiva gestione: nel 2011 circa il 50% delle già esigue somme a disposizione delle soprintendenze non è stato impiegato.

Gli ambienti archeologici spesso non ricevono nemmeno la manutenzione minima. Quelli presenti nel sottosuolo versano in una situazione se possibile ancor peggiore. La loro poca, se non nulla, visibilità e l’impossibilità – quasi sempre – di renderli visitabili, non li pone fra le priorità di un bilancio molto spesso ridotto all’osso per quanto riguarda la voce “studio e ricerca”. L’immenso patrimonio in superficie assorbe gran parte dei fondi solo per effettuare la manutenzione ordinaria, riuscendoci fra l’altro solo in parte. Tali attività sono così lasciate spesso a collaborazioni con Università italiane o straniere, che organizzano campagne di scavo e di studio; ma anche in questo ambito i fondi scarseggiano. Il finanziamento da parte dei privati

Roma Sotterranea

Spesso si da la “colpa” all’archeologia romana se la città ha ancora solo due linee di metropolitana. Il sottosuolo della capitale riserva sempre molte sorprese ad archeologi e speleologi. Come possono convivere serenamente modernità e antichità nell’Urbe?

Il discorso relativo alla metropolitana è in parte un falso problema e va comunque circoscritto alla porzione di città che si sviluppa all’interno delle Mura Aureliane. Le tecniche oggi a disposizione permettono di scavare con macchinari altamente sofisticati chiamati TBM (Tunnel Boring Machine), conosciuti anche come “talpe”. E’ possibile così realizzare le canne all’interno delle quali passerà la metropolitana senza scavi a cielo aperto e, soprattutto, ad un livello più basso dello strato archeologico. E’ chiaro che il problema si viene a porre nel momento dell’individuazione e realizzazione delle stazioni e degli accessi di sicurezza. Queste difficoltà hanno in effetti impedito a Metro C di attenersi ai progetti originali, eliminando le fermate Torre Argentina e Chiesa Nuova.

Altro discorso è quello relativo ai parcheggi interrati. In questo caso operare al di sotto dello strato archeologico, che arriva ad avere in molti casi uno spessore di 15 – 18 metri, può rappresentare senza dubbio un ostacolo, da un punto di vista delle voci di spesa, per la realizzazione di tali opere.

Certo è che a Roma non si può costruire il futuro senza incontrare il passato.

Avete collaborazioni con enti e istituzioni italiani e/o stranieri?

Dal 2010 è in essere una convenzione con Roma Capitale, Sovraintendenza ai Beni Culturali. Inoltre operiamo con ottimi risultati anche con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma. Da poco abbiamo stretto una convenzione con il Comune di Gallicano nel Lazio, nel cui territorio si nascondono lunghi tratti di molti acquedotti imperiali. Contiamo di poter far conoscere a chi segue le nostre iniziative anche questi luoghi nascosti della nostra regione.

Il rapporto con il mondo dell’istruzione e della formazione?

Sapienza, Università di Roma riconosce dal 2009 crediti formativi agli studenti che frequentano i nostri corsi.

Siamo infine partner di IES, International Education for Students, una struttura che organizza all’estero studi accademici di alta qualità per studenti americani. Roma Sotterranea accoglie coloro vogliono effettuare un periodo di studio presso la nostra Associazione. I ragazzi, oltre a frequentare i nostri corsi, sono direttamente coinvolti in attività di esplorazione, studio e scavo di ambienti sotterranei di interesse archeologico.

Organizzate corsi e seminari?

Dal 2005 organizziamo corsi che permettono a chiunque di avvicinarsi al mondo della speleologia urbana. Sono già più di 300 gli allievi cui abbiamo trasmesso le nostre passioni e svelato il lato oscuro di Roma. E tutti i nostri 70 soci attivi sono cresciuti nell’ambito di questo programma di formazione, strutturato in corso introduttivo, base ed avanzato.

Come divulgate il vostro lavoro verso il grande pubblico?

Abbiamo realizzato negli anni passati una serie di conferenze, alcune delle quali vertevano anche sulle attività da noi svolte. Per il 2012 abbiamo in programma alcuni interventi in workshop e giornate di studio di respiro internazionale nelle quali metteremo ancora una volta in risalto come l’esplorazione e lo studio di rilevanze archeologiche sotterranee è un’attività alla quale non è più possibile rinunciare.

Il vostro rapporto con la stampa?

In molte occasioni sono stati realizzati articoli sulla nostra attività. Abbiamo anche pubblicato articoli relativi ad alcuni nostri lavori su riviste specializzate del settore.

La situazione speleo-archeologica di Roma, con tutti gli ambienti e i complessi sotterranei ancora da tutelare o addirittura da scoprire, come può ricevere maggiore aiuto dalle istituzioni e dal mondo accademico?

L’attenzione da parte delle istituzioni e del mondo accademico c’è. Il problema è la nota e cronica mancanza di fondi e in alcuni casi, la loro cattiva gestione: nel 2011 circa il 50% delle già esigue somme a disposizione delle soprintendenze non è stato impiegato.

Gli ambienti archeologici spesso non ricevono nemmeno la manutenzione minima. Quelli presenti nel sottosuolo versano in una situazione se possibile ancor peggiore. La loro poca, se non nulla, visibilità e l’impossibilità – quasi sempre – di renderli visitabili, non li pone fra le priorità di un bilancio molto spesso ridotto all’osso per quanto riguarda la voce “studio e ricerca”. L’immenso patrimonio in superficie assorbe gran parte dei fondi solo per effettuare la manutenzione ordinaria, riuscendoci fra l’altro solo in parte. Tali attività sono così lasciate spesso a collaborazioni con Università italiane o straniere, che organizzano campagne di scavo e di studio; ma anche in questo ambito i fondi scarseggiano. Il finanziamento da parte dei privati potrebbe risultare la formula vincente per molti siti archeologici minori.

Carta di identità dell’Associazione

  • Nome ufficiale: Associazione Culturale Roma Sotterranea
  • Scopi sociali: Ricerca, studio ed esplorazione di ambienti sotterranei di interesse archeologico
  • Anno di fondazione: 2000
  • Presidente: Adriano Morabito
  • Numero di soci: Soci Attivi 70 – Soci ordinari 250
  • Sede principale: Via Appia Antica 26
  • Recapiti: tel 0654221988 – fax 0654282970 – mail: info@romasotterranea.com

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