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Intervista sulla necropoli tardo antica di Travo

Dopo il recente ritrovamento di centoventi nuove tombe presso il villaggio neolitico di Travo, abbiamo chiesto al Gruppo Archeologico La Minerva di rilasciarci un’intervista sulla necropoli tardo antica di Travo.

Quando è stata individuata la necropoli di Travo?
I primi ritrovamenti risalgono al 2005, anno in cui sono cominciati i lavori per la realizzazione di una lottizzazione adiacente il Parco Archeologico Villaggio Neolitico di Travo

La necropoli è stata indagata dal 2005 al 2009. Come sono stati organizzati gli scavi (da chi sono stati diretti, chi ha partecipato)?
Gli scavi sono stati condotti dalla ditta Malena snc di Piacenza che ha seguito tutti i lavori edili realizzati nell’area. Gli archeologi che si sono susseguiti sul campo sono stati vari, comunque coordinati dalla Dott.ssa Cristina Mezzadri titolare della ditta.

Quali sono stati i ritrovamenti più importanti?
Le evidenze riscontrate sull’area sono costituite in prevalenza da una necropoli di età tardo antica/alto medievale e dai resti di strutture abitative, in parte costituite da edifici con muri costruiti (almeno nella porzione fondale) con pietre legate da argilla, in parte da strutture in legno e terra cruda indiziate da buche di palo e canalette di fondazione. La necropoli risulta composta da 120 sepolture, alcune delle quali con deposizioni multiple. La disposizione delle tombe in alcuni casi sovrapposte, la diversa tipologia di realizzazione ed alcune variazioni nell’orientamento, inducono già a prima vista ad ipotizzare un ampio arco cronologico. Gli individui inumati sono prevalentemente uomini e donne in età adulta, ma si sono rinvenute anche tombe di individui in età infantile, per la maggior parte collocati a margine della necropoli principale. Alcune delle sepolture sono semplici deposizioni in fossa terragna, prive di qualsiasi elemento strutturale, altre presentano una copertura realizzata con lastre di pietra non lavorata, talora di notevoli dimensioni, altre ancora presentano spallette realizzate con ciottoli di fiume e copertura in lastre di pietra. In alcuni casi era presente anche un fondo in lastre litiche. Gli unici elementi di corredo finora individuati sono costituiti da due bracciali in bronzo rinvenuti ancora infilati ai polsi dell’inumato. Le due armille, molto semplici, appartengono al tipo ad estremità ingrossate, che trova diffusione sia in nord Italia sia nell’Europa dell’est e nei Balcani. Le attestazioni della tipologia al di fuori dell’Italia sembrano riportare all’ambito culturale goto o sarmata.

Lo studio dei risultati ottenuti ha portato alla scoperta di nuovi dati per una migliore comprensione archeologica, culturale o storica del territorio?
Al di là degli elementi illustrati la necropoli di S. Andrea offre molteplici e interessanti occasioni di studio, dal momento che ha consentito di recuperare scheletri appartenenti ad un numero di individui in grado di fornire un campione significativo della popolazione. Un futuro studio antropologico potrà dare la possibilità di estrapolare dati sul sesso, sulla lunghezza media della vita, sulle principali cause di decesso, ma anche sull’ alimentazione e forse addirittura sulla mappatura genetica. Al momento questi studi però non sono ancora stati avviati.

La necropoli è venuta alla luce all’interno del Parco Archeologico Villaggio Neolitico di Travo. È possibile che in quest’area si siano alternate diverse generazioni?
La necropoli è collocata all’esterno dell’area del Parco, comunque ad una distanza di poche centinaia di metri. Certamente il pianoro di S.Andrea è stato densamente abitato a partire dalla preistoria (V millennio a.C.) e fino all’età medievale, come la necropoli e gli insediamenti tardo antichi testimoniano. Proprio per questo motivo l’area archeologica riveste un grande importanza per la comprensione del popolamento della valle.

Il culto di Minerva è ricollegabile alla necropoli?
No il culto di Minerva è un culto ancora pagano, e quindi riconducibile alla frequentazione romana della zona. Gli inumati della necropoli di S.Andrea erano già cristiani.

Quali sono i progetti futuri per il sito?
Sono cominciati da pochi giorni i lavori per la realizzazione di altre due capanne neolitiche all’interno del Parco Archeologico. Lavori che termineranno la primavera prossima. L’impegno dei prossimi anni è soprattutto rivolto all’accessibilità del sito, alle diverse disabilità fisiche ma anche psichiche. Ormai da tre anni sono attive collaborazioni con Associazioni piacentine per la realizzazione di percorsi didattici strutturati per ragazzi autistici e down. Continueremo a lavorare in questa direzione, per cercare di rendere sempre di più il parco a misura di tutte le diverse utenze.

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