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Israele, Gerusalemme – Scoperto un calice che sembra il mitico Graal

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La città vecchia di Gerusalemme custodisce i tesori delle tre religioni monoteiste più importanti: la Tomba di Gesù, la moschea musulmana al-Aqsa, il Muro del Pianto. E l’archeologo britannico Shimon Gibson pensava da diverso tempo che nella città vecchia, nei pressi della Porta di Sion, si trovasse qualcosa di straordinario. E, infatti, l’archeologo ha portato alla luce un calice che presenta un’iscrizione in lingua ebraica o aramaica e risale al I sec. d.C.

Gibson spiega che le lettere sono leggibili ma il testo si presenta di difficile decifrazione e pensa che il calice venisse impiegato nei rituali di purificazione. L’archeologo britannico è anche sicuro che questo genere di calice sia stato usato da Gesù per il rituale lavaggio delle mani prima della fatidica Ultima Cena, ma resta sorpreso della presenza su di esso di una scritta molto lunga (ben 10 righe, diversamente dagli altri reperti scoperti dall’equipe dello studioso fino ad oggi che presentavano scritte più brevi) e rara su quel genere di reperti e, per questo motivo, potrebbe essere ricollegato all’ultimo rito eseguito da Gesù prima della cattura e della condanna a morte.

Gibson si dedica agli scavi in Israele e nei Territori occupati da diversi anni con l’obiettivo di documentare con la ricerca archeologica le vicissitudini collegate alla vita di Gesù. Fra le scoperte si annovera una grotta sita vicino a Gerusalemme dove Giovan Battista avrebbe compiuto i primi riti della sua nuova religione. Le indagini di Gibson si sono, però, concentrate sugli ultimi giorni della vita di Cristo che in duemila anni sono stati sconvolti da miti e leggende. Lo studioso ha anche scritto un volume dedicato a questo argomento e intitolato The Final Days of Jesus – The Archaeological Evidence.

Questo oggetto impiegato per il lavaggio delle mani riporta immediatamente alla memoria il mitico calice dal quale Gesù beve durante l’Ultima Cena e nel quale il suo sangue è raccolto da Giuseppe d’Arimatea. Letterati, romanzieri, studiosi, registi e avventurieri si cimentano da secoli nella ricerca del Santo Graal, ma, per ora, nessuno lo ha mai trovato.

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