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Israele, Gerusalemme – Scoperto un colossale palazzo di epoca romana

All’interno del parco archeologico della Città di David, sito poco distante dalle mura odierne della Città Vecchia di Gerusalemme, è venuto recentemente alla luce uno splendido palazzo romano che si sviluppa su due piani occupando più di mille metri quadrati. 

Prima della scoperta si riteneva che le rovine romane, risalenti al terzo secolo d.C., si sviluppassero soltanto sino ai margini delle mura che racchiudevano la città vecchia ottomana. Però, il recente ritrovamento, come spiega il direttore degli scavi, Doron Ben-Ami, al “Jerusalem Post”, fa pensare che le edificazioni romane si estendessero sino al fondo della Valle di Silwan.

I ricercatori sono rimasti sorpresi dal ritrovamento poiché non si aspettavano di scoprire resti di edifici romani all’interno della Città di David. L’estensione delle costruzioni sono strabilianti: sino ad ora sono stati portati alla luce circa mille metri quadrati e il complesso si sviluppa anche al di là dei confini del sito di scavo.

La scoperta ha dimostrato che la convinzione principale degli storici che immaginava che la collina della Città di David rimanesse all’esterno dell’area dell’abitato romano all’epoca di Aelia Capitolina – dal secondo sec. d.C. – non è veritiera, rivoluzionando la conoscenza degli studiosi sull’insediamento romano di Gerusalemme.

Come evidenzia un comunicato stampa della Antiquities Authority, le dimensioni dell’edificio e i manufatti ritrovati al suo interno testimoniano lo sfarzo della struttura. Al centro si trovava uno spazioso cortile aperto, chiuso da una serie di colonne e tra quest’ultime e le stanze vicino al cortile si sviluppavano alcune gallerie. La costruzione si sviluppava in due piani ed era ricoperto da tetti di tegole. Gli archeologi pensano che le pareti delle camere fossero intonacate e decorate con dipinti colorati, principalmente motivi floreali e geometrici, poiché in mezzo alle rovine sono stati rinvenuti numerosi frammenti di affreschi.

Sono proprio la planimetria, la ricchezza architettonica e i reperti rinvenuti in mezzo alle rovine – come la notevole figurina marmorea che raffigura un pugile e il pregiato orecchino in oro punteggiato da pietre preziose – che testimoniano la romanità dell’edificio.

Gli scavi hanno rivelato che la struttura, edificata attorno al terzo secolo d.C., venne colpita da un sisma nel quarto secolo che provocò il crollo dei muri e la copertura degli alti muri del piano inferiore a causa dell’ammucchiamento delle pietre crollate. Il ritrovamento di monete fra le rovina e sopra ai pavimenti ha permesso agli esperti di far risalire il terremoto al 360 d.C. circa.

Ben-Ami spiega che in Israele non esistono altre costruzioni dell’epoca romana che posseggano una planimetria simile a quella del palazzo recentemente venuto alla luce e che gli equivalenti coevi più vicini, come i palazzi urbani dell’epoca romana trovati a Apamea, Antiochia e Palmira, si trovano in aree archeologiche siro-libanesi del II-IV secolo d.C. Se la corrispondenza si rivelasse corretta, allora, malgrado le dimensioni e la ricchezza, vorrebbe dire che la costruzione nacque come residenza privata.

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