Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Israele, Gesher Benot Ya’aqov. Comportamenti sofisticati per uomini preistorici

Un gruppo di ricercatori dell’università di Gerusalemme ha scoperto le tracce di un gruppo di uomini vissuto 750.000 anni fa che aveva già la capacità di mettere in atto comportamenti sociali e umani assai sofisticati. La scoperta è stata effettuata da studiosi dell’Istituto di Archeologia dell’università di Gerusalemme, durante una campagna di scavo sul sito preistorico di Gesher Benot Ya’aqov, che si trova lungo la “faglia del Mar Morto”, nel tratto meridionale della valle di Hula.

I dati sul comportamento di questa antica comunità sono emersi grazi all’analisi della distribuzione spaziale dei vari reperti rinvenuti, che ha svelato l’esistenza di aree specifiche destinate alle varie attività; questo indica una suddivisione concettuale dello spazio comune che richiede la presenza, a monte, di una ben definita organizzazione sociale, ma anche di una esplicita capacità di comunicazione tra i componenti del gruppo.

Fino a oggi si riteneva che tali peculiari capacità organizzative fossero state sviluppate solo in epoche moderne. I precedenti studi per identificare tali comportamenti nelle popolazioni più antiche, in particolare nei vari siti preistorici sparsi nel mondo, si erano concentrati su insediamenti del paleolitico medio; qui è stata accertata la presenza di aree specifiche per le varie attività, in particolare quelle collegate al fuoco, ma sono state datate solo fino a circa 250.000 anni fa. Il nuovo studio dell’università israeliana, pubblicato dalla rivista Science, sposta invece indietro nel tempo l’orologio di questi comportamenti sociali, dato che ne descrive la presenza in uno strato dell’Acheuleano (cultura primitiva con utensili di pietra) di Gesher Benot Ya’aqov, databile a quasi 750.000 anni or sono.

I reperti rinvenuti consistono prevalentemente in utensili di pietra, ossa di animali e resti vegetali o botanici; l’analisi della loro distribuzione spaziale ha permesso di delimitare la presenza di due distinte aree di attività. Una è caratterizzata da numerosi utensili in pietra e una notevole quantità di resti di pesci, che suggerisce come essa fosse destinata alla lavorazione e al consumo di questi tipo di animali, rappresentando di fatto una delle più antiche testimonianze di consumo ittico tra i popoli preistorici. Nella seconda area è stata invece rilevata una varietà maggiore di attività svolte, tutte legate alla presenza di un focolare; i molti pezzi di legno erano usati per alimentare il fuoco. Vi si svolgeva inoltre la lavorazione della pietra, soprattutto basalto e calcare, con ampio utilizzo di asce, mannaie, raschietti e punteruoli. Questo luogo era infine scelto per la lavorazione delle nocciole, che venivano snocciolate con martelli di pietra e incudini bucate, e arrostite poi sul fuoco, nonché per il consumo di pesce e granchi.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*