Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Istituto Archeologico Germanico di Roma

Istituto Archeologico Germanico di Roma

L’Istituto Archeologico Germanico è il più antico centro di ricerca sulle culture antiche, e la sua fondazione risale al 1829.  Nato con lo scopo di favorire le ricerche archeologiche e le campagne di scavo, con una vocazione internazionale volta ad incoraggiare la comunicazione tra Paesi attraverso una stretta collaborazione, l’Istituto promosse dal 1874 delle sezioni distaccate in altre capital mondiali: da Roma a Atene, da Madrid a Teheran,  e numerose furono le iniziative promosse per uno sviluppo capillare delle scienze archeologiche. La sede romana è stata riaperta agli studiosi il 25 gennaio del 2010, consentendo la ripresa delle attività dopo tre anni di chiusura; l’evento è stato salutato dal mondo scientifico come una rinnovata possibilità di incontro in una delle culle dell’analisi delle “civiltà sepolte”, in uno dei luoghi più significativi per lo sviluppo di queste discipline.

La biblioteca, di importanza internazionale grazie ai numerosi testi in diverse lingue, è stata collocata nella provvisoria sede di via Curtatone 4d, nelle vicinanze della stazione Termini; sei piani ed un seminterrato ospitano migliaia di volumi – a presa diretta- che coprono le più varie tematiche, dall’architettura alla scultura, dalla filologia alle arti minori. Il totale dei libri in possesso dell’Istituto è però molto maggiore, si conteggiano infatti oltre 210.000 volumi e 1895 riviste, ma non tutti sono immediatamente disponibili nella sede provvisoria; circa la metà è depositata in un magazzino a Settebagni, per cui è necessaria una richiesta via mail per ricevere un testo assente in via Curtatone 4d.

Le sale di lettura con 64 posti e accesso internet gratuito, sempre molto frequentate, testimoniano che la tradizione dell’ “Istituto di corrispondenza archeologica”, voluto da Otto Magnus von Stackelberg, Theodor Panofka e August Kestner e fondato appunto il 21 aprile del 1829 (giorno dell’antica festa romana delle Palilie peraltro), non si è affievolita con il trascorrere dei secoli. L’accesso alla biblioteca è riservato ai laureati magistrali – o ai possessori di un titolo equivalente – in una delle materie di cui si occupa l’Istituto; tuttavia l’ingresso può essere riservato anche ad altri studiosi, previa valutazione della biblioteca.

Numerosissimi sono stati poi i progetti di scavo – tra gli “storici” si devono citare quelli di Pergamo ed Olimpia -; i risultati prodotti sono stati fondamentali per l’incremento della conoscenza dei siti esaminati. La sede di Roma ha in corso più di venti progetti di scavo/ricerca sia in Italia che all’estero, specie in Tunisia (dove sono riprese le indagini a Cartagine e Chimtou) ed in Albania (con fulcro nella città di Apollonia). Per quanto concerne lo studio dell’Urbe invece, una particolare attenzione è stata rivolta alle dinamiche delle trasformazioni degli insediamenti, per cercare di comprenderne i contesti e di inserirli in strutture più ampie: oggetto di studio sono dunque sia i centri politici che quelli sacrali; altro argomento appassionante è poi costituito dai Fori, dal Campo Marzio, dalla Domus Aurea e da tutti quei luoghi dove le facoltà imperiali poterono esprimersi anche nell’architettura e nell’organizzazione degli spazi. La diffusione e la divulgazione dei frutti delle ricerche sono difatti un altro degli obbiettivi dichiarati del Germanico; forte di ben 17 riviste (tra quelle generali, delle sezioni distaccate e delle commissioni), consente di veicolare le informazioni in maniera efficiente e precisa.

Oltre queste, sul piano organizzativo è importante ricordare le varie commissioni composte nel corso degli anni, ognuna con uno specifico “campo di azione”: l’epigrafia e la storia antica divennero ad esempio le regine della sede di Monaco; per un approfondimento sulla Preistoria invece, la più fornita in materia è ancor oggi la biblioteca di Francoforte.

Oltre al cartaceo, altre occasioni di apprendere le novità circa i progetti avviati sono offerte dalle conferenze organizzate dall’Istituto; che si tratti di dati sugli scavi eseguiti o di tematiche più ampie: la qualità è garantita dal prestigio dei membri tenuti di volta in volta ad illustrare le proprie attività. La fama dei “grandi nomi dell’archeologia” supporta ed accompagna un’attenzione rivolta alle nuove generazioni; attraverso le borse di studio si formano infatti anche i più giovani, in un clima internazionale di certo proficuo per la crescita personale.

Le nuove sfide poste dalla tecnologia sono state infine raccolte con la creazione di un archivio on-line e di un catalogo visionabile per intero tramite pc (ZENON; l’indirizzo è http://opac.dainst.org ); inoltre, sono davvero numerose le riviste sfogliabili via computer, altro notevole vantaggio che permette sia di risparmiare tempo, sia di migliorare la conservazione dei numeri più datati o fragili. Un ultimo cenno merita l’immenso patrimonio dell’archivio fotografico dell’Istituto (consta di 290.000 fotografie e circa 200.000 negativi), anch’esso utile per lo studio accurato dei pezzi, inventariati e schedati per una consultazione pratica, facile e molto veloce. Oggi come allora valgono dunque le parole di Eduard Gerhard, uno dei padri-fondatori, per cui con le molteplici attività promosse si cercava di “colmare le lacune lasciate da Winckelmann”.

Per essere sempre aggiornati sulle iniziative del Germanico si può visitare il sito, http://www.dainst.org/, dove si soddisfa ogni curiosità seguendo le apposite voci indicate nella fascia più alta della schermata. Altrimenti, si possono ricevere maggiori informazioni telefonando allo 06-4888141, oppure inviando una email all’indirizzo sekretariat@rom.dainst.it. La riapertura dell’Istituto nella sua sede romana insomma, tra innovazione e tradizione, non può che giovare alla crescita della ricerca archeologica sul territorio nazionale, ritornando così ad essere un polo di incontro fondamentale per la crescita della conoscenza sui costumi delle antiche civiltà.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*