Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Italia, Bari –altri problemi per il museo archeologico di Santa Scolastica

Arriva un altro rifiuto, a Bari è ignorato ufficialmente. Dov’è finito il museo archeologico che doveva essere realizzato a Santa Scolastica? Come si è soliti dire in queste situazioni: “massima riservatezza”. Lo scorso 19 dicembre, a Roma, si sono riunite le Commissioni tecniche del Ministero per i Beni Culturali con lo scopo di considerare la nota aggiuntiva inserita nel progetto di Panstudio e di Cesare Mari, bocciato in precedenza dagli esperti benché avesse vinto il concorso internazionale promosso dalla Provincia e terminato il 6 febbraio dell’anno passato.

Che decisioni hanno preso? Chi lo sa! Se lo sta chiedendo Vincenzo Divella, presidente della Provincia, che sta aspettando da quasi tre mesi e teme che al ministero stiano assegnando alla pratica un’interpretazione soltanto politica. Divella pensa che non si possa spiegare in altro modo, se non con l’atmosfera pre-elettorale, il disagevole silenzio romano. E, quindi, il presidente che aveva dato all’inaugurazione del museo archeologico un posto d’onore nella sua amministrazione, a fine febbraio ha scritto a Ruggero Martines, direttore regionale per i Beni culturali della Puglia, per avere delucidazioni in proposito. Purtroppo, per ora, non è giunta alcuna risposta.

Martines si difende spiegando che neanche loro posseggono notizie in proposito e assicura di aver già mandato una sollecitazione al ministero. A questo punto, sulla scrivania burocratica di Sandro Bondi, col messaggio di Martines, giungeranno anche due missive che Divella è pronto a spedire: una indirizzata al ministro e l’altra a Salvo Nastasi, suo direttore generale. Le due lettere contengono lo stesso contenuto di quella spedita a Martines e sottoscritta dal responsabile dello svolgimento per il concorso, l’ingegnere Mario Anastasia, e chiedono, appunto, notizie sull’esito dell’esame tecnico eseguito dai Comitati nella riunione congiunta del 19/12 scorso, e, in caso fosse già pervenuta, la copia del verbale pertinente.

Ma il verbale risulta essere pubblico e già disponibile presso il ministero: Giuseppe Sassatelli, archeologo bolognese che ha presieduto la seduta congiunta dei Comitati non sa dare una spiegazione a tutti questi misteri poiché il parere, richiestogli dalla Direzioni regionale, è già stato depositato al ministero, presso le Direzioni generali dell’archeologia e dell’architettura e basta richiederlo per visionarlo.

Nel frattempo, sapendo già il suo contenuto, lo comunichiamo in anticipo a Martines e a Divella: Sassatelli riassume dicendo che è stato preso atto del fatto che i progettisti hanno eliminato il cannocchiale, ovvero l’elemento che rendeva molto invasivo il progetto in ambito architettonico. Ad ogni modo, anche questo secondo progetto è insoddisfacente, questa volta dal punto di vista dell’archeologia. Sarebbe risultato conveniente avere un progetto dettagliato dell’allestimento museale. Inoltre, Sassatelli precisa che, sebbene sia vero che non si tratti di un progetto di livello esecutivo, è necessario che I Comitati tecnici riconoscano, grazie ad elementi sicuri, quale sia il piano culturale che dà vita a questo progetto: e purtroppo queste idee non ci sono.

Quindi, si preannuncia un nuovo esame per Vincenzo Divella, che già era riuscito a persuadere Panstudio Bologna e l’architetto Mari a rivedere il progetto, a eliminare il tubo rosso lungo 76 metri posto sulla cima della struttura monastica di Santa Scolastica e ad affermare, all’interno delle note aggiuntive, che l’idea proposta non implica un cambiamento del progetto vincitore, visto che la scomparsa del cosiddetto cannocchiale non compromette in alcuna maniera la forma, i contenuti o lo sviluppo del percorso grafico del museo.

Da questo si può dedurre che l’assenza di un ordinamento del museo accusata da Sassatelli era già presente nella prima versione del progetto, quella che era stata valutata dai giudici del concorso presieduti da Amerigo Restucci, l’architetto che in seguito prese le distanze in maniera clamorosa dall’esito della gara.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*