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Italia, Bibbiena – Campagna di scavo sulle “piccole terme”

L’area di Domo, in località Costellare a Bibbiena, in provincia di Arezzo, sarà interessata sino al 14 agosto 2009 da una Campagna di Ricerca Archeologica, effettuata dagli esperti di Archeodomani s.a.s. con la direzione scientifica di Luca Fedeli, funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana. 

La fortunatissima campagna di scavo effettuata l’estate scorsa aveva già restituito, presso le note “piccole terme”, altre strutture murarie e un consistente acciottolato che costituisce la strada che collegava i diversi ambienti di quello che potrebbe essere uno dei più grandi centri abitativi romani del territorio. Questi interessantissimi risultati hanno portato all’organizzazione della campagna di scavo 2009 alla quale prendono parte sia archeologi sia studenti universitari afferenti alle più grandi università nazionali, l’impresa Archeodomani s.a.s. e il Comune di Bibbiena.

L’area archeologica venne scoperta negli anni Ottanta del XX secolo durante alcune spedizioni di ricognizioni volute dal Gruppo Archeologico locale e venne indagata per la prima volta fra 1987 e 1989 per mezzo di campagne di scavo estive. Le prime indagini hanno portato all’individuazione di un vasto complesso di locali appartenenti alla struttura termale di una villa d’epoca romana. Grazie allo studio delle murature gli esperti hanno individuato una serie di restauri, ricostruzioni e trasformazioni di funzione dei locali che, assieme al grande excursus temporale dei materiali che vanno dal terzo-secondo sec. avanti Cristo fino al quarto sec. dopo Cristo, fanno pensare che il sito sia esistito per un arco di tempo considerevole.

Dopo questa prima campagna di scavi, i lavori si sono fermati per circa vent’anni e sono ripresi soltanto nell’estate del 2008 sotto la direzione scientifica di Alfredo Guarino che ha guidato trenta persone (tra cui studenti universitari di Archeologia e Conservazione dei Beni Culturali afferenti a diverse facoltà ed esperti del settore) nell’ampliamento dello scavo, condensandosi nell’area delle piccole terme (tre locali confinanti con uno splendido pavimento in cocciopesto) e allargandosi nella zona antistante, riportando in luce un lungo acciottolato che costituiva la strada che camminava lungo i diversi locali.

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