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Italia, Busto Arsizio – viene alla luce una neviera cinquecentesca dal sottosuolo

Nel mezzo della zona centrale della città è stato fatto un singolare ritrovamento archeologico: si tratta di un’antica neviera cinquecentesca trovata sotto un famoso negozio di scarpe. Amborgio Sisti, padrone del punto vendita Lupis calzature, sito al numero 3 di via Cavour, accoglie i giornalisti con piacere. E perché non dovrebbe visto che sotto il suo negozio, del quale si occupa insieme al padre Piero, si nascondeva, dimenticato almeno da diversi decenni, un tesoro per la storia della città, che è stato portato alla luce in maniera del tutto casuale l’autunno scorso.

Infatti, il piccolo tesoro è stato trovato sotto una griglia per la raccolta della pioggia nel corso di alcuni lavori, quando si è scoperto un ambiente vuoto. Così, i proprietari l’hanno fatto aprire, con l’ausilio di persone affidabili, e hanno trovato una stanza, piena di ogni tipo di macerie, che una volta sgombrata ha rivelato un locale all’incirca circolare, con un’altezza di circa 2 m e mezzo con piccoli archi a botte e una pavimentazione inclinata verso un piccolo pozzo posto al centro.

È una neviera, ovvero una ghiaccia simile a quelle più note del comune di Cazzago Brabbia, che, un tempo, prima dell’invenzione del frigorifero, era un locale tipico in molte abitazioni. Qui, d’inverno, veniva raccolta la neve – secoli addietro le nevicate erano più regolari poiché nel XVI secolo e sino alla metà del XIX le condizioni atmosferiche erano più rigide di quelle attuali, tanto che quel periodo è stato denominato “piccola era glaciale” – e la si faceva riposare, isolata solo da paglia o tavole di legno. Questo meccanismo permetteva di preservare gli alimenti più soggetti al deterioramento anche durante l’estate.

L’autenticazione dell’antichità della scoperta è stata eseguita dall’architetto Augusto Spada, uno dei più grandi conoscitori della storia di Busto Arsizio.

Dopo aver svuotata la neviera, gli esploratori di fortuna hanno notato anche una piccola scala, risalente al XVIII secolo, che conduceva a una botola, ma al suo posto trovarono un pavimento. Inoltre, perlustrando il locale e cercando tra le macerie, sono venuti alla luce anche reperti interessanti di “modernariato”: dall’antica e arrugginita chiave della porta a fiaschi e altri oggetti risalenti a un periodo che va dal XIX al XX secolo. Difatti, le incisioni sul muro che festeggiano l’anno 1934, testimoniano che la stanza è stata usata almeno sino agli anni ’30 del XX secolo.

Invece, il soffitto è percorso da una tubatura impiantata in un’epoca ancora più moderna, che attualmente, funziona da scolo per le acque bianche. Nonostante ciò, la neviera è rimasta praticamente ignota e nascosta per diversi decenni. Il proprietario afferma che nel corso degli anni ’70 aveva sentito dire con vaghezza che era probabile che sotto il suo negozio si trovasse una seconda cantina, in aggiunta a una più ampia che già possedevano.

Ad ogni modo, l’antica ghiacciaia non è il solo elemento d’interesse storico della proprietà, visto che nel corso degli ultimi anni i due proprietari hanno trovato una colonna di fattura grecizzante, un tratto murario costruito con mattoni sottili e oblunghi, databili al XVIII secolo e, per finire, dietro a una parete, dovrebbero trovarsi i resti di un camino risalente forse ai secoli XVIII-XIX. È la storia di una Busto Arsizio che riappare piano piano ed è giusto evidenziarlo visto che la città è troppo spesso considerata oltre modo impegnata a rincorrere il suo presente.

E ora cosa bisogna fare? Sisti nega con forza una ristrutturazione della nevaia, che vuole lasciare il più simile possibile all’originale, sebbene abbia già subito alcune modifiche e si mostra intenzionato a utilizzare il piccolo locale per esporre quadri e immagini. Ora, attende soltanto la telefonata da Palazzo Gilardoni.

2 Commenti su Italia, Busto Arsizio – viene alla luce una neviera cinquecentesca dal sottosuolo

  1. Sto cercando di approfondire la conoscenza della NEVERA di Saronno, sarebbe ottimo poterla confrontare con quella di Busto sia come tecnica costruttiva ma anche come datazione.

  2. La nostra sezione’ dopo venti anni di lavoro ha recuperato una grande ghiacciaia.
    Attualmento sto collaborando al recupero di una nevera in vaòlle Imagna nel bergamasco.
    Possiamo scambiarci pareri e collaborazioni.
    Geom. Giuseppe Ghidorzi

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