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Italia, Castelnuovo Berardenga – Importante scoperta paleontologica: nel Chianti c’erano gli squali

La testata internazionale “Cainozoic reseach” pubblica una notizia sensazionale: secondo quanto comunica “La Nazione”, fondali marini, di profondità pari a due chilometri, occupavano la zona senese, oggi produttrice dei famosi vini, Chianti e Brunello. L’articolo, curato da Franco Cigala Fulgosi (docente di Scienze della terra presso la Facoltà di Parma), riferisce della scoperta, effettuata dal Gamps (gruppo Avis di mineralogia e paleontologia di Scandicci) presso l’area di Castelnuovo Berardegna, di centinaia di denti fossili appartenenti a una specie di squalo dalla forma sinuosa, somigliante più a un’anguilla che a un pesce, propriamente detto Chlamydoselachus Berardenga.

Il ritrovamento dei denti fossili del Chlamydoselachus Berardenga, squalo che attualmente abita le profondità oceaniche, si rivela importante sia per la quantità di reperti portati alla luce, sia perché non esiste museo al mondo che ne possegga di interi.

Per di più, se sino ad ora, si riteneva che nel Pilocene medio, ovvero tre milioni di anni fa, il bacino senese non raggiungesse grandi profondità, il ritrovamento dei denti fossili dalla forma tricuspidale, attesta che in questa zona si avvicendavano aree costiere o di mare basso e abissi e scarpate di tipo continentale. Quindi, la scoperta apporta una rilevante modifica alle ricostruzioni paleo-ambientali dell’area senese.

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