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Italia, Costigliole Saluzzo – Terminati gli scavi sul sito di epoca romana

Si è conclusa sabato 11 luglio 2009 la VI campagna di scavi a Costigliole Saluzzo, alla quale hanno preso parte numerosi studenti, dottorandi e dottori di ricerca dell’Università di Torino coordinati da Diego Elia, professore di Archeologia Classica,  da Valeria Meirano, docente presso il Corso Interfacoltà in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali del medesimo Ateneo, con la collaborazione dei dottori Carla Scilabra, Barbara Carè e Marco Serino. 

Gli scavi hanno rivelato anche quest’anno numerose sorprese per la rcostruzione del  sito costigliolese, esteso su un’area di tre ettari. La campagna di scavi ha portato alla scoperta di moltissimi reperti che hanno permesso la ricostruzione della rete di relazioni commerciali all’interno delle quali era inserita l’area romana di Costigliole.: ceramica, monete, laterizi con bolli che testimoniano il nome del fabbricante, lucerne, grandi gare, ecc. I vasi in ceramica sono i reperti più numerosi venuti alla luce e, attualmente, sono in corso di studio da parte del professor Elia e collaboratori. Fra gli altri oggetti, affidati alla dottoressa Meirano, ci sono strumenti di metallo, in vetro, ecc. Lo scavo ha portato alla luce anche numerosi reperti paleobotanici e zoologici che, una volta studiati, daranno informazioni preziose per approfondire la conoscenza del sito.

L’arco di tempo coperto dal sito è, per ora, fissato fra l’epoca augustea e l’età tardo-antica a cui sono datate le vasche destinate alla pigiatura dell’uva e al raccoglimento del mosto scoperte nel 2008. Questo ritrovamento è molto importante in ambito archeologico poiché costituisce il primo impianto venuto alla luce nel territorio meridionale del Piemonte e si colloca tra i meglio conservati di tutta l’Italia del nord.

La campagna di scavi appena conclusasi ha svelato la presenza di un altro ampio locale dove sono state rinvenute due profonde vasche identiche, abbellite con modanature e ricoperte con cura di malta, che costituiscono una scoperta unica nell’ambito dell’edilizia privata d’epoca romana nel Piemonte.

Le esplorazioni riprenderanno, ma fino a quel momento il sito rimarrà coperto per proteggerlo dai fattori atmosferici e per preservarne l’integrità. Nel frattempo, è in preparazione la prima pubblicazione dedicata al sito.

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