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Italia, Ercolano – un’equipe di studiosi italo-inglese effettua una TAC in cima alla Basilica della città romana devastata dalla furia del Vesuvio

L’obiettivo della TAC effettuata ad Ercolano dalla squadra composta da alcuni studiosi italo-inglesi è stato quello di indagare la zona dell’antica Basilica, la costruzione d’età romana che coincide con il tribunale dei nostri giorni. Gli esiti dello studio consentiranno una più vasta conoscenza dell’ubicazione e delle condizioni di conservazione della Basilica. Per di più, visto che non si conosce niente della struttura della città romana vicino alla costruzione analizzata, l’analisi evidenzierebbe l’estensione e la forma di tutto il quartiere antico tuttora interrato.

L’equipe che ha realizzato il lavoro è formata da alcuni fisici, alcuni architetti, quali Annalisa Gentile e Paola Pesaresi, e alcuni archeologi, supervisionati dalla Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei (Maria Paola Guidobaldi dirige i lavori presso il sito di Ercolano), lavorano su Ercolano per l’Herculaneum Conservation Project (Hcp), una branca del progetto Packard diretto dall’archeologo inglese Andrew Wallace-Hadrill. Al progetto collaborano anche alcuni partner stranieri come la Scuola di Archeologia inglese a Roma (British School at Rome) e alcuni esperti provenienti dall’inglese Southampton University. Il sito studiato confina con quello indagato da Amadeo Maiuri nel corso della prima metà del XX secolo.

Un secondo scopo, oltre quello di scavare l’edificio, consisterebbe nel recuperare le antiche gallerie borboniche. Quando iniziarono i lavori di scavo ad Ercolano nel 1738 quattro di questi cunicoli arrivarono nella Basilica e permisero il ritrovamento di mosaici, marmi e statue. In particolar modo, fu ritrovata una statua raffigurante Marco Nonio Balbo, il senatore di origine Neucerina che, una volta diventato cittadino ercolanese, restaurò molti edifici della città.

Nella loro indagine, gli scienziati si sono serviti del georadar e di un tomografo. Il primo è un radar elettromagnetico a vasta propagazione in grado di attraversare il terreno e identificare sia i cambiamenti presenti nella composizione del sottosuolo che l’esistenza di impianti sotterranei. Il secondo strumento, invece, è in grado di scansionare e separare i materiali che si trovano sottoterra secondo le loro capacità di conduzione elettrica. Questo strumento è in grado di riconoscere le strutture dei muri e gli edifici che oppongono un’elevata resistenza alla conduzione elettrica, mentre le cavità posseggono una resistenza minore.

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