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Italia, Ferrara – riparte “Mettiamo insieme i cocci”

Lunedì 15 giugno 2009, in seguito al grande successo che ha riscontrato l’edizione passata, è ripartito Mettiamo insieme i cocci, innovativo progetto sociale, che prevede un percorso di riabilitazione e socializzazione destinato ai disabili psichici, creato dal Dipartimento di Salute Mentale afferente all’Ausl ferrarese, dal Museo Archeologico di Ferrara e dal Centro Territoriale Permanente di Codigoro, supportati dal Gruppo Archeologico Ferrarese. 

L’iniziativa, che si terrà con cadenza settimanale per tutta l’estate, è destinata ai pazienti psichiatrici ospitati dal Centro Diurno Il Convento Area San Bartolo che avranno l’occasione di entrare in contatto con l’arte e la storia. Gli organizzatori scommettono sugli effetti benefici dell’integrazione fra archeologia e handicap mentale poiché le ferite non visibili della psiche umana e quelle visibili del reperto sembrano unite da una sorta di legame.

I corsisti, divisi in gruppi di quattro o cinque persone, verranno seguiti da volontari del GAF e da archeologi esperti e si impegneranno a setacciare la terra di uno scavo allo scopo di cercare i frammenti, ripulirli, detergerli e ricostruire il pezzo originario. Questa iniziativa, rivelatasi l’anno scorso come positiva, fornirà ai partecipanti l’occasione di socializzare e di lavorare in squadra, ma anche di vivere in prima persona un lavoro di recupero e ricomposizione dal forte impatto emotivo.

I corsisti “setacciatori” lavoreranno in sinergia con altri corsisti che schederanno i manufatti con l’aiuto di archeologi e dell’insegnante di informatica. Infine, una squadra di “osservatori” sarà incoraggiata a fotografare e disegnare il lavoro dei compagni, nell’auspicio che questo li convinca a partecipare alle successive operazioni di setacciatura. I pazienti saranno coordinati da insegnanti del CTP, da archeologi afferenti al Museo e al GAF e da operatori del San Bartolo.

Questo progetto innovativo, non soltanto per i pazienti ma anche per gli insegnanti e gli operatori, è stato ideato nella speranza di attivare in questi disabili il desiderio di essere parte attiva della conoscenza storica e di stimolare in essi interessamento e voglia di rinascita.

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