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Italia, Firenze – Avvicendamento di tesori al Museo Archeologico: torna la Minerva, va in mostra la Chimera

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Da lunedì 11 maggio 2009 la Minerva di Arezzo è tornata nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Firenze come protagonista di una mostra a lei dedicata. La bellissima statua ritorna nei locali del Museo fiorentino, dopo otto anni di assenza causa restauro, con una nuova fisionomia affiancata dal calco che raffigura l’immagine Carradori, cioè quella che conoscevamo sino al 2000. In un espositore a parte, invece, si possono ammirare il braccio realizzato dallo scultore lorenese – la cui posizione risulta oggi del tutto slegata al nuovo aspetto della statua – e il serpentello, sempre creazione di Francesco Carradori per decorare il cimiero. 

Appositi pannelli illustrano le diverse fasi della restaurazione, i caratteri storici e artistici e le problematiche inerenti al ritrovamento della statua. La restaurazione della Minerva di Arezzo fa parte di un progetto più ampio, promosso dal Centro di Restauro operante presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, che si occupa dei grandi bronzi esposti nel Museo Archeologico di Firenze e coinvolge vari istituti specializzati come l’INOA di Firenze, il CNUCE e I.E.I. del CNR di Pisa e l’Istituto di Fisica Quantistica del CNR di Firenze.

Contemporaneamente allo straordinario ritorno della Minerva, però, parte il reperto più famoso custodito dal Museo: il bronzo etrusco raffigurante la Chimera, scoperto nel 1553, ad Arezzo, fuori da Porta San Lorentino. Il pezzo, risalente al quinto secolo avanti Cristo, riproduce la bestia mitologica, dotata di triplice natura (capra, leone e serpente) e figlia di Echidna e del gigante Tifone, che venne sconfitta dall’eroico Bellerofonte. Per gli abitanti di Firenze, la Chimera è molto più di un semplice reperto archeologico: è un simbolo, poiché rappresenta il primo pezzo entrato nelle collezioni ducali, curata con particolare attenzione da Cosimo I, come testimonia Benvenuto Cellini.

L’accordo intercorso tra Stefano De Caro (Direttore Generale per i Beni Archeologici) e Michael Brand (Direttore del J. Paul Getty Museum) farà sì che la statua volerà a Los Angeles, dove dal 16 luglio 2009 sarà in mostra durante l’esposizione che si terrà presso Villa Getty.

Il 27 marzo 2009, quando il Museo fiorentino ha autorizzato il trasporto del suo reperto più caro, è stata anche organizzata una scorta ideale, formata da un gruppo di Amici, autorità del mondo culturale, presieduto dallo stesso Giovannangelo Camporeale, Presidente dell’Istituto di Studi Etruschi e Italici. L’associazione così composta avrà una sezione anche negli Stati Uniti che si occuperà, prima, della Mostra sulla Chimera, dopo, della seconda mostra che esporrà i grandi bronzi del Museo e, poi, di una terza esposizione dedicata alla civiltà etrusca, annunciata come epocale.

Questi gli obiettivi della neo Associazione degli Amici della Chimera, nata da un suggerimento e con il supporto di Nicola Faganello (Console Generale d’Italia a Los Angeles), aiutato da Francesca Valente (Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura). Questi personaggi rappresentano il forte interesse degli italo-americani e degli italiani domiciliati in California e nella zona sud-occidentale degli USA a dare accoglienza a questo affascinante reperto e testimoniano il ritorno di una rinnovata attenzione nei confronti del Museo Archeologico fiorentino e delle collezioni ivi conservate.

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