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Italia, Gabii. Ulteriori notizie dalla reggia dei Tarquini a Gabii

Ulteriori ed interessanti notizie giungono dalla reggia-santuario dei Tarquini venuta alla luce a Gabii grazie al lavoro dell’equipe di Stefano Musco della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, Marco Fabbri dell’Università di Tor Vergata e Massimo Osanna della Scuola di Specializzazione in Archeologia di Matera.

L’edificio, datato VI secolo a.C., è la prima struttura di età arcaica che presenta murature integre con un altezza di circa due metri. Ciò che è stato scavato finora dagli archeologi sono tre stanze appartenenti per dimensioni ad un palazzo molto ampio che si affacciavano su un’area aperta interna.

La funzione a cui era destinato l’intero complesso era di reggia, dimostrato bene non solo dalla posizione dominante della collina ma anche dalla struttura tripartita dell’architettura costruita attorno ad una corte centrale.

Di notevole interesse è inoltre il ritrovamento di una lastra in terracotta del fregio del tetto che raffigura il Minotauro, simbolo della dinastia dei Tarquini. Sicuramente la placca, una volta caduta e frantumata, venne sepolta insieme all’edificio degli odiati reggenti etruschi alla soglia dell’instaurazione della Repubblica a Roma.

Sotto la pavimentazione del palazzo sono state trovate fosse per libagioni usate per la celebrazione di riti religiosi, tra cui in cinque di queste si sono rintracciati corpi di bambini. E’ stata esclusa in alcun modo la teoria del sacrificio umano, mentre è stata avvalorata l’ipotesi dell’alto indice di immortalità infantile che in quest’epoca era relativamente alto e frequente.

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