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Italia, Genova – Gli scavi della metropolitana svelano la città sepolta

Mentre si lavora alla costruzione del tratto di metropolitana che collegherà Piazza De Ferrari a Brignole è venuta alla luce la Genova preistorica. Infatti, gli scavi condotti nei cantieri del metrò dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici della Liguria hanno restituito reperti e testimonianze che hanno permesso la ricostruzione dei cambiamenti millenari vissuti da una parte della città che rimase fuori dal centro abitato sino al XVII secolo.

La mostra allestita al Museo di Archeologia Ligure di Pegli, curata da Angiolo Del Lucchese e da Piera Melli e organizzata dalla Soprintendenza e dal Settore Musei del Comune di Genova, con la collaborazione della Provincia e della Regione e con il sostegno di Banca Passadore e Ansaldo Sts, è dedicata ai nuovi ritrovamenti: attrezzi, resti di pranzo, focolari e un massiccio muro a secco di circa nove metri databile all’età del Bronzo antico, testimonianze dell’Età del Ferro, del periodo romano e medievale, dell’epoca seicentesca, quando in quella zona si ergeva il monastero delle Brignoline. Inoltre, nel corso di lavori di scavo di un pozzo della metropolitana all’Aquasola è emerso un sepolcro databile all’età del Ferro.

Queste scoperte rivestono un ruolo molto importante perché hanno finalmente restituito una Genova preistorica, fornendo prove concrete della presenza umana in quell’epoca. Dai ritrovamenti si può dedurre che gli antichi progenitori dei genovesi frequentassero la collina di Montesano, vicino a Brignole, dedicandosi alla caccia e all’allevamento di animali e sono state trovate prove che praticassero la scalvatura delle piante, cioè tagliavano le fronde e le usavano come foraggio. I reperti venuti alla luce risalgono a un periodo compreso tra il 4800 e il 4500 avanti Cristo.

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