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Italia, Grosseto – riscoperto un relitto d’epoca romana e rinvenute diverse anfore

È stata scoperta, in maniera fortuita, un’area archeologica marina d’età romana non ancora censito, dai militari del Nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze, i quali, grazie ad un’operazione di controllo hanno anche recuperato alcuni reperti archeologici razziati. 

Durante una conferenza stampa, alla quale ha partecipato anche Mario Lolli Ghetti, il soprintendente ai Beni culturali, i militari del Nucleo tutela patrimonio culturale hanno riferito che il ritrovamento, è stato merito di un carabiniere del servizio navale dell’Arma di Genova, il quale, la scorsa estate, mentre era in borghese in un ristorante della Maremma, ha assistito a un discorso tra alcuni appassionati di archeologia marina.

La notizia del sito archeologico marino è trapelata dal discorso quando uno di loro ha raccontato di averlo individuato nel tratto di mare delle Formiche di Grosseto e di avervi sottratto, in tempi diversi, alcune anfore. L’area archeologica è stata localizzata a cinquanta metri di profondità nello specchio d’acqua davanti agli scogli conosciuti col nome di Formiche di Grosseto, antistanti al Parco dell’Uccellina.

Le ricerche, eseguite in collaborazione con i carabinieri subacquei dell’Arma di Genova e i militari di Orbetello, hanno portato i carabinieri al rinvenimento di anfore per l’olio e altri tipi di contenitori per i liquidi che andarono perduti durante naufragi di imbarcazioni romane, reperti che risalgono ad un periodo che va dal I secolo a.c. al III d.C.

Una parte delle anfore rinvenute sono state sequestrate in provincia di Arezzo, nella residenza di un settantaduenne pensionato che, in seguito, è stato accusato di ricettazione ma è anche sospettato di aver preso parte alla depredazione del sito archeologico. Un’altra parete dei reperti è stata sequestrata nella casa di alcuni amici dell’incriminato presso Prato, ma queste persone non sono indagate.

La Soprintendenza archeologica della Toscana per bocca di Carlotta Cianferoni afferma che questa è stata una scoperta importantissima, che permette di ampliare la conoscenza della storia dell’attività commerciale marittima in età romana.

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