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Italia, Manduria – scoperta una tomba messapica che risale al quarto secolo avanti Cristo totalmente integra

Dal sottosuolo della città di Manduria sorgono altre preziose e ricche testimonianze della civiltà messapica. Dai lavori di scavo in corso presso via Senatoria Lacaita, vicolo adiacente a piazza Commestibili, che dà su uno dei due versanti del castello centrale di Manduria, viene alla luce un’altra traccia della civiltà che abitava questa zona venticinque secoli addietro: una tomba messapica completamente integra, che risale a un periodo che va dalla fine del quarto secolo al principio del terzo secolo a.C.

Questa felice sorpresa è appena affiorata dai saggi che sono stati richiesti dall’Amministrazione Comunale di Manduria, contestualmente a un progetto che ipotizza, in quest’area, la costruzione dei tronchi di fogna nera. Attività guidata dal dottor Arcangelo Alessio, ispettore di zona della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, e dalla sua equipe. Invece, il lavoro di scavo è svolto dall’impresa manduriana Tarentini e il curatore della documentazione dell’attività di scavo è il manduriano Studio di Consulenza Archeologica Dàmatra (dove lavora Gianfranco Dimitri, archeologo di Manduria).

Dentro alla tomba sono state rinvenute ben 3 deposizioni: ciò che resta di un cadavere steso (di sicuro questa è l’ultima delle 3 sepolture) e le rimanenze degli altri due corpi alloggiati uno sul lato corto del sepolcro, mentre il secondo nel pozzetto. Per ora gli esperti non sono ancora riusciti a scoprire il sesso dei cadaveri contenuti in questa tomba, riusata quindi in tempi diversi dai Messapi. La sola cosa sicura, ora come ora, è che i corpi appartengono a tre persone adulte.

Il corredo funerario è stato trovato totalmente integro: oramai questa è quasi un’anomalia visto che, nel corso dei secoli, la maggior parte delle tombe collocate a Manduria sono state saccheggiate. All’interno di questa tomba vi erano un vasettino e un piattino acromo, alcuni chiodi (probabilmente utilizzati per agganciare i vasi), 2 lucerne verniciate di nero, un peso da telaio e un’oinohoe baccellata e sovra dipinta.

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