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Italia, Manduria – scoperti altri reperti

Ulteriori ritrovamenti archeologici nell’area storica di Manduria nel corso di un lavoro di scavi per la realizzazione di una fogna presso piazza Commestibili, al bivio con via Senatore Lacaita.

I lavori sono stati commissionati dall’Amministrazione Comunale di Manduria e alla loro guida è posta la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, particolarmente, il Dottor Arcangelo Alessio, ispettore di zona, e la sua equipe. L’attività di scavo archeologico preventivo è eseguito dall’impresa Trentini di Manduria, invece la cura della documentazione di scavo è affidata allo Studio di Consulenza Archeologica Dàmatra di Manduria.

Contemporaneamente all’avvio degli scavi è iniziata anche l’assistenza archeologica. Fin da subito sono stati intercettati dei tagli sul banco roccioso, siti sotto al basolato e alcuni strati di lastricato urbano in tufina ad esso anteriore. I tagli trovati sul banco posseggono una forma circolare, sono di media grandezza e hanno profondità diverse. Questi tagli riguardano vasche per il filtraggio e la raccolta delle acque piovane tra le quali si distingue una cisterna a campana, denominata così per via della sua forma. Di tipologia chiaramente profonda, questa cisterna, dopo 3 giornate di scavo, sebbene si sia arrivati a 2 m di profondità, continua ad allargarsi e a scendere nel banco di roccia.

Sfortunatamente, la parte principale dell’impianto AQP ha danneggiato parzialmente la parte superiore della struttura. Questo, però, non ha compromesso lo scavo e non risulta essere un pericolo per la sicurezza degli operai che lavorano all’interno della cisterna.

Le testimonianze rinvenute, soprattutto nella cisterna, presentano un quadro cronologico che parte dall’epoca ellenistica – sono stati trovati dei frammenti in ceramica di Gnathia dipinta – e, dopo un’interruzione di alcuni secoli, si arriva al Medioevo – pezzi in ceramica a tempera e invetriata. Quindi, il primo stadio riguarda la Manduria messapica; mentre il secondo al borgo risalente al Medioevo – Casalnuovo – sito attorno alla Chiesa Matrice, la cui struttura originaria venne edificata attorno al 1000 e dalla quale lo scavo, in linea d’aria, dista circa cinquanta metri.

In una città come Manduria, che possiede un patrimonio storico e artistico decisamente ricco, l’opinione comune vede la distruzione di un reperto archeologico come un male di poco valore, poiché di testimonianze ve ne sono molte e dunque, una più o una meno, non fa troppa differenza. Mentre, il reperimento dei dati, anche parziale, quale può essere quello degli scavi d’emergenza riguardanti opere sia pubbliche che private, consente sempre e in ogni caso di recuperare la storia e il passato di Manduria.

Il Dottor Dimitri, dello Studio di Consulenza Archeologica Dàmatra, afferma che, probabilmente, non tutti si accorgono che questa è la prima volta che a Manduria viene realizzata un’attività di scavo scientifica programmata e su larga scala. Gli scavi precedenti, i famosi scavi Degrassi, oramai, risalgono al Novecento e vennero realizzati al di fuori della realtà urbana moderna. Dunque, prima d’ora, per via della grave situazione economica in cui versano, da alcuni decenni, gli enti di tutela dei beni storico.artistici di Manduria, non si era mai organizzata un’operazione con intenti simili. Invece, adesso è consentita dalle nuove leggi inerenti l’Archeologia Preventiva.

Il Dottor Dimitri continua complimentandosi con l’Amministrazione Comunale per non essersi tirata indietro e spiega che, negli anni passati, tutte le opere pubbliche realizzate sotto al livello della strada hanno scempiato, quasi sempre, il patrimonio archeologico della città e, l’impianto AQP dentro a una cisterna ne è la conferma.

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