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Italia, Marsala – Campagna di scavo sull’antica Lilibeo

I lavori di scavo appena iniziati all’interno del parco archeologico lilybetano hanno già fornito i primi risultati: dopo oltre duemila anni sono state riportate alla luce le massicce fortificazioni puniche. La scoperta rappresenta un importantissimo risultato per la ricerca e la valorizzazione della zona limitrofa e del parco urbano, presso il quale proseguirà per tutta la stagione estiva l’opera di valorizzazione turistica che prevede la creazione di sentieri, percorsi guidati e postazioni video lungo il percorso di visita. 

Rossella Giglio, che dirige il Servizio per i Beni Archeologici, ha preparato un appropriato accordo scientifico per la continuazione della ricerca con i dipartimenti di Archeologia dell’Università di Amburgo e dell’Università di Palermo, che sono rappresentati dal Professor Inge Nielsen e dal Professor Nicola Bonacasa. La Dottoressa Giglio ha ricordato e sottolineato il fatto che la Soprintendenza sia riuscita a proseguire le ricerche attraverso la firma della convenzione con i due Istituti anche senza la possibilità di appositi aiuti.

Passato un anno dall’ultima campagna di scavo, oggi si verifica l’andamento delle antiche fortificazioni lilybetane nella medesima zona dove è visibile l’andamento del fossato d’epoca punica che sbocca al mare. La Dottoressa Giglio spiega che la scoperta delle forticazioni puniche sul porto Lilibeo e l’accertamento della plausibile presenza di una porta monumentale sono strategiche. Adesso, la Soprintendenza sarà in grado di accertare i molti dati che negli ultimi tempi sono stati largamente discussi dopo i recenti lavori di scavo, le cui fasi sono state: la rimessa in luce della necropoli trovata sul promontorio di Capo Boeo nel 1999, la scoperta del decumano massimo e delle tombe bizantine dotate di iscrizioni affrescate in greco nel 2000, l’indagine nel sito della chiesa di San Giovanni e la scoperta della statua della Venere Lilibetana nel 2005 e il ritrovamento delle fortificazioni costiere, del tempio dedicato a Iside e di un nuovo tratto del decumano massimo nel 2008.

La scoperta di un’altra delle entrate fortificate dell’insediamento punico mette in risalto la presenza delle mura che protessero la città nel corso della prima guerra punica. Gli scavi in corso stanno confermando che l’aspetto naturale del promontorio era stato integrato con un complessa sistema di fortificazioni artificiali, una massiccia cerchia muraria che poteva raggiungere i sette metri di larghezza, dotata di torri di forma quadrangolare, costruite a intervalli regolari: un articolato sistema di difesa non rettilineo, che segue l’andamento della costa, come era già stato provato dalle precedenti indagini coordinate dalla Giglio.

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