Italia, Mazara del Vallo – Bernard Andreae presenta una nuova tesi sul Satiro

Presso la sede romana della Stampa Estera, l’archeologo austriaco Bernard Andreae ha presentato una nuova teoria che convalida l’ipotesi proposta dallo studioso Claudio Moreno sul Satiro di Mazara del Vallo, affermando di poter provare che esso sia, realmente, il Satiro Periboetos realizzato da Prassitele, scultore greco attivo nel quarto secolo avanti Cristo.   Diversamente da coloro, quali Nino Giuliano e Salvatore Settis, che datano l’opera all’età Ellenistica (terzo-secondo secolo avanti Cristo), o da coloro che la fanno risalire all’epoca Classicistica romana (primo secolo dopo Cristo), Andreae pensa che, per alcune rassomiglianze con altre opere e per via della firma tipica

Presso la sede romana della Stampa Estera, l’archeologo austriaco Bernard Andreae ha presentato una nuova teoria che convalida l’ipotesi proposta dallo studioso Claudio Moreno sul Satiro di Mazara del Vallo, affermando di poter provare che esso sia, realmente, il Satiro Periboetos realizzato da Prassitele, scultore greco attivo nel quarto secolo avanti Cristo.

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Diversamente da coloro, quali Nino Giuliano e Salvatore Settis, che datano l’opera all’età Ellenistica (terzo-secondo secolo avanti Cristo), o da coloro che la fanno risalire all’epoca Classicistica romana (primo secolo dopo Cristo), Andreae pensa che, per alcune rassomiglianze con altre opere e per via della firma tipica dello scultore greco, il Satiro si possa ricondurre soltanto a Prassitele.

Andreae, oltre ad un’analogia con le forme che si trovano sul collo di un anfora attica, risalente al quarto secolo avanti Cristo, e a una preferenza dello scultore greco per il dio Dioniso e il suo seguito quali protagonisti delle sue meravigliose opere, tramite molte ricostruzione e numerosi confronti, ha mostrato i tratti e i punti in comune tra il Satiro e l’Apollo di Villa Albani, come ad esempio il viso, e, particolarmente, la linea che unisce gli occhi e il naso, ma anche l’orecchio e il peno equino, tracce inequivocabili della calligrafia (così la definisce Andreae) di Prassitele.

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