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Italia Meridionale: romanizzazione, Campi Flegrei

La romanizzazione dell’area dei Campi Flegrei

L’area dei Campi Flegrei fu la prima ad entrare nell’orbita romana; nel 338 a.C. Cuma si schierò al fianco di Roma e ottenne la civitas sine suffragio, nel 318 a.C. venne istituita la praefectura Capuam Cumas. La città in virtù di questa alleanza mantenne una sua indipendenza e nei secoli IV e III a.C. definì architettonicamente lo spazio pubblico con la realizzazione del foro, una piazza di 50×120 m. fiancheggiata sui lati lunghi da portici a due piani con fregio d’armi (risalenti alla fine del II sec.), dietro si aprivano delle tabernae. I colonnati poggiavano però su fondazioni in tufo risalenti alla fine del IV sec. Al centro del lato occidentale del foro rimangono i resti del colossale tempio di Giove di tipo italico, su alto podio con una cella a tre navate e un pronao profondo. La fase più antica del tempio risale alla fine del IV- inizi III sec. a.C., un periptero di 6×12 colonne. Sul fondo della cella è visibile un basamento su cui dovevano essere alloggiate le statue della triade capitolina, quando il tempio fu trasformato in Capitolium nel I sec. a.C.

Impianto urbano di Cuma
Impianto urbano di Cuma

Anche Napoli mantenne il suo aspetto di polis greca forte dell’alleanza con Roma e prosperò già dalla fine del IV e per tutto il III sec. a.C., ciò è testimoniato da diversi fattori: la diffusione della sua moneta; l’espansione dell’abitato; il valore artistico delle tombe aristocratiche monumentali; la produzione della ceramica a vernice nera (detta Campana A).

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