Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Italia Meridionale: romanizzazione, la Lucania

La romanizzazione della Lucania

La Lucania corrispondeva all’attuale Basilicata, occupata dai Lucani a partire dal V sec. a.C. Nel IV secolo la società lucana aristocratica mantenne il suo prestigio e la sua ricchezza come dimostrato dai dati archeologici. A partire dal 275 a.C. si verificò la sparizione delle necropoli e di alcuni abitati con lo spostamento della popolazione verso i nuovi centri urbani. L’ager publicus lucano di proprietà dei dominatori romani fu adibito alla pastorizia.

Velia

Velia è una città greca che contrariamente a Poseidonia mantenne la sua indipendenza; è una civitas foederata sulla base di un foedus stipulato con Roma all’inizio del III sec. a.C. così come testimoniato da Cicerone nella Pro Balbo. Velia fornì aiuti militari a Roma all’inizio della I guerra punica ottenendo in cambio benefici e protezione. In questo periodo subì una ristrutturazione, con la realizzazione di un sistema di canalizzazionedelle acque nel vallone tra l’Acropoli e il Castelluccio, funzionale ad alimentare probabilmente un ginnasio, vista la vicinanza con le terme.

L’area dell’Acropoli si arricchì di un teatro, affiancato da una strada che lo circondava e un propylon monumentale, che dava accesso ad una terrazza, a sud della quale vi era una stoà. Fu ristrutturata anche la parte posteriore l’Acropoli con la costruzione di un portico occidentale.

Questi interventi riguardarono anche l’impianto murario con il completamento del circuito, la costruzione delle torri e di fortificazioni sul Castelluccio, la monumentalizzazione delle porte: Porta Rosa, Porta Marina sud e nord.

Impianto urbano di Velia
Impianto urbano di Velia

Metaponto

Anche Metaponto visse un periodo di floridezza nella seconda metà del IV sec. a.C. evidenziato dal rinnovamento dell’impianto urbano e dell’agorà, con la costruzione di un teatro e delle stoai. Il territorio della città era densamente popolato da fattorie e insediamenti rurali, anche se dopo Pirro il quadro mutò con una contrazione di queste realtà e la presenza “forzata” di una guarnigione romana (castrum) ad est dell’agorà. Nonostante questa parziale occupazione, nel III sec. a.C. la città si mostrò ancora aperta nel commercio e fiorente nell’agricoltura.

Impianto urbano di Metaponto
Impianto urbano di Metaponto

Herakleia

Herakleia dopo aver completato la realizzazione del tessuto urbano, dal 379 a.C. fu sede della Lega Italiota, nel III sec. stipulò un foedus con Roma mantenendo tuttavia i suoi caratteri, sia l’aspetto dell’acropoli che della città bassa non mutarono e non si registrarono cambiamenti nella produzione artigianale. Nell’edilizia domestica si sviluppò il modello della casa con il cortile centrale di chiara ispirazione ellenistica.

casa con il cortile centrale
casa con il cortile centrale

Grumentum

Nel territorio lucano si verificò la sparizione di molti centri indigeni di antica formazione e la comparsa di un nuovo centro, Grumentum da collocare agli inizi del III sec.; gli scavi archeologici hanno evidenziato un impianto urbano regolare con isolati rettangolari definiti da due assi principali. Anche qui sono evidenti i segni della romanizzazione, intesa come una volontaria adesione delle popolazioni indigene ai modelli della civiltà urbana romana. Dagli scavi emergono le aree pubbliche della città, il foro con i templi, il teatro e l’anfiteatro (tutti edifici risalenti al periodo tardo repubblicano e imperiale).

Laos

Tra gli altri siti lucani ricordiamo Laos, situata sulla costa tirrenica meridionale, intorno al 330 a.C. fu costruita su un precedente centro abitato dai Sibariti esuli dal 510 a.C. La città fu strutturata rispettando i caratteri dell’urbanistica greca. Fino al 270 a.C. continuò a vivere come testimoniato dalle necropoli; dopo la guerra pirrica iniziò a decadere per poi essere del tutto abbandonata. Tracce del contatto con i romani provengono da una tomba a camera appartenente ad un aristocratico lucano, sepolto insieme alla moglie e ad un corredo ricchissimo costituito da vasi, una panoplia (2) completa in bronzo. Tutto ciò rende evidente il desiderio di auto rappresentazione dell’elite lucana di fronte ai nuovi “dominatori”. L’impianto urbano è regolare con le solite plateiai e gli stenopoi ortogonali.

Panoplia in bronzo proveniente dalla tomba a camera di Laos
Panoplia in bronzo proveniente dalla tomba a camera di Laos

Nel periodo tra Pirro e Annibale molti centri interni (Serra di Vaglio, Caselle inPittari, Garaguso, Cozzo Presepe per citarne alcuni) della Lucania vennero abbandonati in funzione di una forte concentrazione della popolazione nei grossi centri: Paestum, Venosa e Grumentum. Archeologicamente non lasciarono tracce, le necropoli cessarono di esistere nella prima metà del III sec. a.C., diversamente da ciò che avvenne per i santuari che continuarono ad essere oggetto di culto. Del resto Roma non impose mai i suoi culti ai socii.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*