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Italia, Modena – Il Monastero di San Pietro svela nuovi segreti

Dal Monastero modenese di San Pietro emergono nuovi resti: nel cosiddetto cortile della spezieria del Cenobio Benedettino, infatti, sono stati ritrovati quasi intatta la fontana monumentale dell’inizio del XVI secolo, che giaceva sotto uno strato di macerie, e parti delle fortificazioni edificate intorno all’anno Mille e delle antiche strutture dell’abbazia del 1200. 

Gli scavi archeologici, finanziati da Don Paolo Malavasi, parroco di San Pietro e preventivi al piano di recupero della struttura, si proponevano di controllare la consistenza dei depositi archeologici e di verificare la condizione di conservazione della fontana cinquecentesca sita al centro del cortile e smantellata nel XIX secolo.

Le indagini hanno accertato non soltanto che il monumento si è quasi interamente conservato sotto a uno spesso strato di macerie edilizie, ma hanno anche rivelato l’esistenza di nuove e importanti testimonianze sia di un’antica fase di costruzione dell’Abbazia di San Pietro sia delle fortificazione medievali della città.

Gli scavi, svolti sul campo dall’archeologo Alberto Monti, si sono avvalsi della direzione scientifica di Luigi Malnati e Donato Labate (Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna).

Il ritrovamento più importante è un massiccio muro, di 1,5 metri di ampiezza e 2 metri di profondità, edificato riutilizzando mattoni d’età romana. È probabile che rappresenti in tratto delle fortificazioni dell’anno Mille, ricordate in un diploma datato 1062 dove l’Imperatore Corrado II il Salico permetteva al vescovo di Modena di ampliare le mura cittadine. Appartengono a queste fortificazioni anche le recenti scoperte in Piazzale San Francesco: qui è emerso un ampio tratto di muro che proviene da “rua Muro”, la via che mantiene nel toponimo la memoria delle mura smantellate sul finire del 1100 in seguito a un’ulteriore espansione delle fortificazioni cittadine.

Grazie a questa nuova espansione, vennero ricostruiti anche la chiesa e il cenobio benedettino di San Pietro, impiegando le antiche fortificazioni come fondamenta. Infatti, in corrispondenza delle strutture difensive defunzionalizzate nel cortile della spezieria è riemerso un ampio edificio con pavimentazione in coccio pesto, costituito da grossi pilastri e riferibile al refettorio o alla Chiesa di San Pietro nella sua ricostruzione del 1200. Questo edificio fu abbattuto sul finire del XV secolo, in vista della costruzione dell’attuale edificio sacro, per realizzare al centro di un nuovo cortile più ampio la grande fontana riscoperta negli scavi assieme ad alcuni ossari, sepolcri ad inumazione e altre strutture d’epoca basso medievale e moderna.

Il piano di recupero della struttura che prevede il restauro della fontana e la valorizzazione di un tratto dei bastioni è stato affidato all’arch. Vincenzo Vandelli ed è soggetto alle prescrizioni della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia.

Durante una conferenza, in programma per il 21 gennaio 2010 e organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna e dalla Parrocchia di San Pietro, saranno presentati al pubblico i risultati degli scavi archeologici e il piano di recupero del cortile della spezieria.

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