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Italia, Modena – nuovi reperti emergono dalla cripta del Duomo

Dal 1997 il Duomo di Modena fa parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, infatti è considerato come uno dei monumenti più importanti del romanico europeo, inoltre si conosce anche il nome dell’architetto che lo realizzò: Lanfranco. Gli scavi nella sua cripta continuano a sorprendere e ci rivelano l’esistenza di un complesso più antico, quello della cattedrale risalente a un periodo compreso tra l’ottavo e il nono secolo d.C., e restituiscono i resti delle fondamenta del campanile e delle lastre marmoree scolpite databili all’alto Medioevo, interessantissime dal punto di vista archeologico, storico e monumentale.
Elemento decorativo medievale scoperto durante gli scavi nel Duomo di Modena
Elemento decorativo medievale scoperto durante gli scavi nel Duomo di Modena

Il ritrovamento è stato effettuato nel corso di un’esplorazione sotto la cripta, voluta dal Capitolo Metropolitano e rivolta all’accertamento del luogo dove venne seppellito il vescovo Santo Quadri. La ricerca, frutto del lavoro combinato della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna e la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, è stata effettuata in una piccola zona vicino al lato nord della cripta, presso la quale è stata rilevata, immediatamente sotto alla pavimentazione, una stratigrafia archeologica spessa 1,6 metri e arricchita da depositi antropici e elementi appartenenti a una struttura risalente al periodo medievale.

La direzione scientifica del sondaggio esplorativo è stato affidato a Luigi Malnati (Soprintendente) e a Donato Labate (Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna), mentre ad occuparsi della sua conduzione sul campo sono stati la società modenese Arca Restauri Srl e Francesco Benassi (archeologo).

La scoperta più importante è stata quella della struttura di forma quadrangolare, con larghezza di 3,3 metri e tagliata dal basamento del Duomo, costruita in laterizi da reimpiego risalenti al periodo romano, forse attribuibile al campanile facente parte della Cattedrale realizzata nell’alto Medioevo la cui abside venne scoperta nel 1919, mentre erano in corso i lavori per la riedificazione del pontile campionese.

Altomedievale è anche una lastra decorata con un pregiato fregio di fattura longobarda, risalente all’ottavo secolo dopo Cristo, portata alla luce insieme ad altri frammenti di marmo e di mattoni che formavano la sottofondazione della pavimentazione della cripta costruita tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo, sita 60 centimetri sotto a quella odierna.

Inoltre, i lavori di scavo hanno trovato un ossuario che conservava, secondo una prima analisi effettuata dal dottor Claudio Cavazzuti, le spoglie di due diverse sepolture: un giovane d’età compresa tra i 16 e i 18 anni e una donna tra i 40 e i 50 anni. Questo ritrovamento, a cassa laterizia, appartiene alla cattedrale prelanfranchiana, datata all’undicesimo secolo.

Risulta interessante anche la scoperta di una moneta argentea, che secondo Carlo Poggi (numismatico) corrisponde a un denaro lucchese, completamente assomigliante alle altre monete trovate all’interno della tomba appartenente a San Geminiano, poste in sito quando il santo venne traslato nel 1106 alla presenza di Papa Pasquale II e di Matilde di Canossa.

Le decorazioni saranno esposte presso il Museo Lapidario sito all’interno del Duomo di Modena. Per approfondimenti si può contattare la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, sita in Via Belle Arti al numero 54 di Bologna ai numeri telefonici 051/223773, 051/220675 o 051/224402 o via fax al numero 051/227170 a ancora inviando una mail all’indirizzo STAMPA.ARCHEOBO@ARTI.BENICULTURALI.IT.

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