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Italia – Nasce il Museo virtuale dell’Iraq

Tecniche avanzate e affascinanti nella comunicazione e nella ricezione del patrimonio culturale: queste le premesse del Museo Virtuale dell’Iraq, realizzato grazie all’accordo fra Consiglio Nazionale delle Ricerche e Ministero degli Affari Esteri, che esporrà seimila anni di storia attraverso reperti muniti di schede didattiche, microclip, filmati e carte geografiche interattive. 

L’esposizione virtuale, creata dal Consiglio nazionale delle Ricerche grazie al supporto del Ministero degli Affari Esteri, è stato presentata alla Farnesina alle ore 10 del 9 giugno 2009. All’evento erano presenti Franco Frattini (Ministro degli Affari Esteri) e il suo Segretario Generale (Giampiero Massolo), Gianfranco Fini (Presidente della Camera dei Deputati), Sandro Bondi (Ministro per i Beni e le Attività Culturali), il Professor Roberto de Mattei (vice Presidente del CNR) e il ricercatore e archeologo, responsabile scientifico del progetto, Massimo Cultraro (Istituto per i beni archeologici e monumentali del CNR).

L’Onorevole Franco Frattini ha affermato che la presentazione dell’esposizione virtuale di Baghdad è una dimostrazione dell’impegno dello stato italiano verso la ricostruzione di un Paese, quello iracheno, che ha visto nascere la civiltà umana, e il recupero del suo patrimonio culturale artistico. L’iniziativa presentata alla Farnesina permette allo stato italiano di partecipare al mantenimento della sicurezza nazionale e della pace tramite la stabilizzazione dell’Iraq per mantenere gli equilibri nell’area del Golfo e, così facendo, in tutto il mondo. A questo scopo, il Ministero degli Affari Esteri affidò al Consiglio Nazionale delle Ricerche la ricostruzione virtuale del Museo Nazionale dell’Iraq per consentire a tutti navigatori del mondo, e particolarmente alla comunità scientifica, la fruizione, attraverso internet, del patrimonio culturale iracheno, considerato importantissimo a livello mondiale.

Sandro Bondi ha dichiarato che la realizzazione del Museo Virtuale dell’Iraq si inserisce nel quadro del lavoro svolto dal MiBAC in questo campo. Questo compito, consistente nell’impegno per la salvaguardia, la fruizione e la comunicazione dei beni culturali iracheni, si può già dedurre dalle due fondamentali attività realizzate dallo stato italiano in questo ambito durante l’attuale governo: l’apporto all’importante riapertura, sebbene per ora parziale, del Museo Archeologico di Baghdad, dove i tecnici italiani continuano ad adoperarsi con grande impegno nell’allestimento, e il corso di formazione destinato al personale iracheno dell’area archeologica di Ur (Nassirya), curato dall’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro e coordinato dall’ambasciata italiana a Baghdad.

Il sito che ospita l’esposizione virtuale è fruibile in tre diverse lingue – italiano, arabo e inglese – ed è stato creato presso i laboratori del CNR grazie alla stretta collaborazione fra esperti del mondo antico e di informatica che ha messo al lavoro più di cento persone con competenze diverse. Roberto de Mattei ha evidenziato che il lavoro di progettazione e di studio, anticipando l’obiettivo di convergenza culturale perseguita dal progetto nei confronti dei propri utenti, ha consentito l’integrazione, nello stesso ambito operativo, fra la ricerca storica e archeologica e la creazione di metodi di comunicazione che impiegano il linguaggio della realtà virtuale, ma anche tra esperti italiani ed iracheni

L’Ambasciatore Giampiero Massolo ha spiegato che il progetto si fa portavoce di tre elementi di novità: è un esempio di collaborazione tra diverse istituzioni, è una maniera innovativa di fare cultura utilizzando appieno le potenzialità della comunicazione multimediale ed è l’esito di un metodo innovativo di gestione dei fondi pubblici.

Grazie al Museo Virtuale, i visitatori potranno apprezzare i reperti di ogni periodo e conoscere le fasi storiche attraverso le quali sono passate le culture sviluppatesi fra il Tigri e l’Eufrate grazie alla ricostruzione 3D che propone un tipo di approccio e di apprendimento interattivo, visivo e sonoro alle opere. Questo risultato è il frutto della più avanzata tecnologia informatica e si deve all’attività di ricerca di un’equipe di esperti coordinata dal Professor Roberto de Mattei, assistito dal Dottor Massimo Cultraro.

Gli interessati, collegandosi al sito www.virtualmuseumiraq.cnr.it, si troveranno davanti ad accessi in lingua italiana, araba ed inglese; una volta cliccato il linguaggio desiderato, i visitatori saranno accolti dal capolavoro dell’arte sumerica, il viso enigmatico della Dama di Uruk. Il museo espone settanta reperti, quaranta dei quali dotati di ricostruzioni 3D; per di più, contiene diciotto rielaborazioni cartografiche delle aree archeologiche e ventidue filmati.

A ogni ambiente da ammirare, otto in totale, corrisponde un periodo storico: preistorico, sumerico, accadico-neosumerico, babilonese, assiro, achemenide-seleucide, partico-sasanide e islamico. Ogni sala ha un allestimento differente e presenta reperti con tre stadi di approfondimento: una scheda che informa dell’appartenenza culturale e cronologica del manufatto, un testo che lo descrive scientificamente e la voce ‘explora’ che permette di visionare la ricostruzione 3D del reperto ricostruita fedelmente per mezzo di innovative tecniche in laser scanner per realtà virtuali. Inoltre, alcuni oggetti sono illustrati da un filmato di circa tre minuti, che narra un episodio storico, una tecnica artigianale antica oppure una scoperta.

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