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Italia, Perugia – rinvenuti ben quarantasette sepolcri etruschi

Mentre nelle vicinanze di Perugia, a Strozzacapponi, si stavano effettuando dei lavori per la creazione di una rotonda tra Castel del Piano e la Pievaiola, è stato ritrovato un cimitero etrusco che ha rivelato l’esistenza di quarantasette tombe: alcune di esse sono a camera (35), mentre le restanti a fossa; certe sono complete, mentre altre sono risultate già depredate in passato.

Gli esami archeologici sono stati resi possibili dai centossessanta mila euro stanziati come fondo dalla Provincia di Perugia, istituzione impegnata nel piano di riqualificazione dell’incrocio stradale dove è avvenuta la scoperta. I ritrovamenti dei sepolcri etruschi sono stati mostrati, nel corso di una conferenza stampa avvenuta presso l’Antiquarium Ipogeo dei Volumi (nella località perugina Ponte San Giovanni), dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Regione Umbria. Tra i presenti sono da annoverare Mariarosa Salvatore (Soprintendente), Luana Cenciaioli (responsabile degli scavi), Federica Fico e Maria Cappelletti (le due studiose di archeologie che si sono occupate di tutti gli stadi dello scavo).

La scoperta più rilevante per via della ricchezza dei materiali, per ciò che concerne gli scavi, è avvenuta il quarto giorno di luglio del 2008 e consiste nel ritrovamento del sepolcro degli “anei marcna” detta “del letto funebre”. Questo sepolcro è incluso in un sepolcreto molto esteso, costituito da circa cento tumuli e collocato su uno degli assi delle vie antiche che partivano dalle porte delle mura etrusche perugine per congiungersi alle città limitrofe, in tal caso la città è quella di Chiusi.

In altorilievo, sono raffigurati sopra alle casse dei reliquari diversi motivi quali l’accerchiamento della città, il congedo, la battaglia tra Lapiti e Centauri, il mostro marino Scilla, il bucranio, delle figure femminili. All’interno delle tombe, in certi casi, è conservato ciò che resta del tessuto che contiene le ceneri del morto. Al di là delle urne, il sepolcro accoglieva gli elementi di un giaciglio bronzeo, considerato dagli studiosi di singolare bellezza. Nella regione umbra ne esistono soltanto altri due: quello rinvenuto nel XIX secolo ad Arna, e quello trovato nel XX secolo a Gubbio.

vicino alle urne è stato trovato del materiale con la funzione di corredo: degli unguentari, dei vasetti miniaturistici, delle polpette, del vasellame in ceramica, delle bocchette e dei piatti. Sia le urne colorate che il cospicuo corredo testimoniano che i sepolcri erano proprietà di una famiglia facoltosa, in una situazione nella quale i sepolcri rinvenuti sinora erano di condizione modesta.

I ritrovamenti sono in esposizione nella zona archeologica del Palazzone di Ponte San Giovanni e saranno usati con intenti didattici con l’organizzazione di visite guidate che si terranno il primo lunedì di ogni mese (dicembre-giugno).

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