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Italia, Pompei – Ancora un anno di commissariamento

Il 24 luglio 2009, Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, considerata la situazione altamente pericolosa che interessa gli Scavi archeologici di Pompei, ha emesso un decreto che proroga lo stato di emergenza. La proposta prevede la nomina di un commissario e si propone anche di portare a termine gli interventi a tutela del patrimonio archeologico. Per adesso non si conoscono né la durata ufficiale della proroga né il nome del nuovo commissario, ma in quanto a quest’ultimo si pensa rimarrà almeno per un altro anno l’attuale commissario, Fiori. 

Pompei è invasa ogni giorno da circa quindici mila visitatori, ma non possiede ancora punti di ristoro (in seguito alla chiusura causa morosità di diversi milioni di euro del solo ristorante della zona archeologica di Pompei). Inoltre, non è ancora stato realizzato un punto di primo soccorso a causa della mancata nomina da parte della Asl di una Guardia Medica ed è stata vanificata la proposta del Commissario Profili riguardante gli appalti e le concessioni dirette ad offrire servizi igienici decorosi e luoghi di ristoro ai milioni di visitatori che affollano gli Scavi di Pompei, in modo particolare nella stagione estiva.

Nei fatti e nelle scelte degli enti regionali e statali la centralità di Pompei sta perdendo lentamente terreno, invece il costo delle decisioni commissariali e dei loro staff pesa sulla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei. Come fa notare il CISL, nel frattempo Pompei non è ancora stata dotata di una Fondazione per regolare le attività turistiche collegate all’archeologia, come, invece, è stato fatto per Ercolano e Stabia.

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