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Italia, Riva Ligure – Conclusa la campagna di scavo sul sito di Capo Don

Venerdì 10 luglio 2009 si sono conclusi i lavori di scavo presso l’area archeologica di Capo Don (Riva Ligure). La campagna 2009 è stata sovvenzionata dal Comune di Riva Ligure ed è stata eseguita sotto la direzione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria. Inoltre, alla ricerca ha partecipato per tre settimane una squadra internazionale di giovani studiosi coordinata dal dottor Philippe Pergola, docente di Topografia dell’orbis christianus antiquus al Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana (Roma) e professore presso l’Università francese di Aix-en-Provence. 

Gli scavi 2009, diretti sul campo dal dottor Alessandro Garrisi, dottorando del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, hanno preso il via dagli strati intermedi del deposito archeologico e hanno riesumato alcune strutture relative a un probabile insediamento che sorgeva a nord-ovest della basilica paleocristiana e che, per ora, è stata datato ai secoli V-VII dopo Cristo che corrispondono all’epoca tardo-antica. Infatti, un primo studio dei reperti ceramici portati alla luce dai primi strati scavati, offre importanti dati pertinenti alle fasi tardo-antiche del villaggio che permettono di avanzare una prima ipotesi di datazione cronologica tra i secoli V e VII d.C.

Le future campagne di scavo si impegneranno nella ricerca dei collegamenti con la struttura della Villa romana, i cui stadi iniziali si datano a un periodo compreso tra il II e I secolo avanti Cristo che coincide con l’epoca tardo-repubblicana e i cui resti sono stati recentemente scoperti e scavati vicino al nuovo sito di scavo. Oltre alla Villa, i prossimi scavi indagheranno tutta la zona a nord della basilica con lo scopo di completare quelle informazioni oggi lacunose relative alla fase funeraria della basilica e del vicino insediamento. Molte sono, infatti, le domande che necessitano risposte: le fasi cronologiche della basilica palocristiana, l’uso commerciale degli approdi della Costa Balenae, i percorsi stradali d’epoca antica e medievale – inclusa la via Iulia Augusta d’epoca romana, principale via di comunicazione stradale parzialmente ripresa dall’odierno tracciato dell’Aurelia.

Nello stesso tempo, si sta avviando un’indagine archeologica nella limitrofa area fortificata tardo-antica e medievale di Campo Marzio (Taggia) che prevede il coinvolgimento scientifico dell’Università degli Studi di Genova. Uno degli obiettivi di questi scavi è chiarire la relazione cronologica e l’integrazione funzionale che intercorre tra il sito fortificato bizantino in esame e la zona di culto e cimiteriale di Capo Don.

Le prime scoperte archeologiche sul territorio di Riva Ligure, nella zona di Capo Don, furono effettuate già nella prima metà dell’Ottocento quando l’ampliamento della strada Aurelia portò al ritrovamento di numerose sepolture d’epoca romana e tardo-antica e di murature relative a un importante villaggio che alcuni identificarono, già nel XIX secolo, con il luogo di posta indicato col toponimo di Costa Balenae nei documenti itinerari antichi, come la Tabula Peutingeriana e l’Itinerarium Antonini.

Le indagini archeologiche degli ultimi settant’anni, organizzate e dirette dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria, sono state effettuate nella zona a nord dell’Aurelia e hanno portato alla scoperta parziale della struttura di culto meglio conservata di tutto il territorio ligure e formata da un’ampia chiesa con annessa una fonte battesimale e al ritrovamento di numerose sarcofagi e tombe appartenenti a una vasta necropoli.

La struttura è databile a partire dai secoli V-VI dell’epoca tardo-antica, che può essere suddivisa in due fasi edilizie principali. La vita del complesso prosegue in epoca altomedievale; mentre, in età propriamente medievale, venne edificata sulla stessa area, rimpiegando parte del materiale edilizio già presente, una chiesa di dimensioni più piccole con annessa una necropoli.

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