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Italia, Roma – Appia Antica minacciata dagli abusi edilizi

Torricola, località sull’Appia Antica e sito di grande interesse archeologico nell’ambito del Parco Regionale, è minacciata dagli abusi edilizi. Quello che segue è quanto segnalato dalla Soprintendenza per i Beni archeologici di Roma in una nota.

Gli edifici adibiti a residenza oggi presenti sono stati realizzati trasformando manufatti agricoli, quali stalle e ricoveri di diverso tipo una volta destinati alla gestione di attività pastorali e agricole, ai quali, però, nel tempo sono stati aggiunti ulteriori costruzioni allo scopo di allargare la zona residenziale. Però, esistono delle ordinanze del vincolo di tipo indiretto che vietano la costruzione di qualunque tipo di edificio e di piantare alberi ad alto fusto poiché essi sono inconciliabili con le necessità di godimento, luce e prospettiva dei monumenti della zona e del quadro ambientale. Obiettivo di queste prescrizioni è anche quello di preservare quelle caratteristiche del territorio che, dai tempi antichi, non sono state alterate con la vocazione insediativa ad utilizzo in preminenza pastorale e agricolo ripresa dalle cascine storiche di Casale Tittoni e di San Cesareo.

Ai pesanti cambiamenti e alle gravi alterazioni già subiti da questa zona si sommano adesso anche la costruzioni di due enormi capannoni che si estendono per centinaia di metri quadrati, non quantificabili con precisione poiché l’accesso a scopo di verifica non è stato permesso né ai Vigili appartenenti al Gruppo Edilizia XI Municipio, né alla Soprintendenza.

Da anni vengono arrestati tentativi di costruzioni, recinzioni, scavi per condutture, piantumazioni. Tentativi attuati sempre senza richiedere i permessi adeguati agli Enti di tutela e tutto questo sta accadendo mentre le Istituzioni competenti stanno portando a termine, con uno sforzo enorme, i lavori che forniranno al Parco dell’Appia un Piano che rappresenti il riferimento sicuro e definitivo per questo sito tanto prezioso quanto torturato.

2 Commenti su Italia, Roma – Appia Antica minacciata dagli abusi edilizi

  1. LEGGO e RIDO!
    Il Sen. Vallone scriveva:
    “..se il Ministro in indirizzo sia in grado di spiegare la procedura con la quale é stata esperita la gara d’appalto di cui in premessa, alla luce della circostanza in base alla quale nella giornata del 10 ottobre 2002 la Soprintendenza per i beni archeologici di Roma annunciava che alcune ditte erano state invitate alla gara d’appalto e, con seconda nota in pari data, la stessa Soprintendeva comunicava ai signori Streccioni che tale gara era già stata aggiudicata e che era stato financo stipulato un contratto con tale impresa ISARM..”

    Sono i “CAPOLAVORI” di “URGENZA” di ADRIANO LA REGINA e RITA PARIS a Roma, dove recentemente, brucia uno sfascio di 1200 macchine nel loro “Parco dell’Appia Antica”?

    Bene, si buttano giù due mattoni di un “pollaio” chiamandolo “VILLA” a Gaucci, per salvare la faccia.
    Poi la “GRANDE TUTELA” “DEMOLISCE UN PARCHEGGIO ABUSIVO” di un ristorante, togliendo il brecciolino, perche le macchine, potrebbero rovinare i “REPERTI ARCHEOLOGICI”, e come riprististano i luoghi “SACRI”?

    Passandoci con un trattore e “ARANDO” !

    ADRIANO LA REGINA, abita senza titolo al Palatino da 4 anni, 130 metri quadri per 500 euro al mese.

    Massima acquisizione delle aree, ripetono da anni, forse servono altri “ALLOGGI DI SERVIZIO”?

    Signori si è rotto il “giocattolo”, a Roma ci sono 4 “SOVRINTENDENZE” solo contando le principali!

    BRUNETTA “SALVACI” da questi “TUTELATORI” !

    PIERO IANNELLI
    pierorm64@libero.

  2. La vera minaccia non credo siano gli abusi edilizi, ma la gestione politicizzata e estremista, nonchè ormai esasperante.
    Probabilmente cambiando il vento politico e con Veltroni fuori gioco, necessariamente si deve trovare un modo per attirare l’attenzione, per giustificare con apparenti “GRANDI OPERAZIONI DI TUTELA” la trascorsa malsana gestione.

    Si vogliono chiudere i vivai privati e in bilancio vedo “VIVAI PER PIANTE AUTOCTONE”?

    Si vogliono chiudere ristoranti e in bilancio vedo il programma degli “ECOALBERGHI”?

    Di interessi nella gestione del parco sicuramente ve ne sono, ma molti a mio avviso non sono “pubblici” a fini istituzionali.
    Poche, ma interessanti righe: Soprintendenza Archeologica di Roma, protocollo n. 31074, il Soprintendente—
    Adriano La Regina
    richiedeva ai signori Streccioni – proprietari della villa – entro il termine perentorio del 26 ottobre 2002 il rilascio: “…dell’immobile in oggetto per poter iniziare le opere di protezione delle strutture archeologiche esistenti”, nonché informava che durante il lasso di tempo intercorrente tra il 10 ed il 26 ottobre 2002: “…saranno effettuati sopralluoghi da parte dei tecnici della Soprintendenza CHE ACCOMPAGNERANNO LE DITTE INVITATE ALLA GARA D’APPALTO PER I LAVORI DI CUI SOPRA”;

    In una seconda missiva della stessa Soprintendenza di Roma sempre datata 10 ottobre 2002, protocollo n. 31085, la responsabile del procedimento,
    –Rita Paris, scriveva:
    “A SEGUITO DELLA STIPULA DEL CONTRATTO CON L’IMPRESA “ISARM” E DI QUANTO COMUNICATO CON LA NOTA PROT 31074 DEL 10.10.02 SI COMUNICA CHE IL 14.10.02 avverrà la consegna dei lavori sul posto per interventi urgenti presso la dependance della proprietà. A partire da tale data l’Impresa lavorerà secondo l’orario di cantiere 7.30 – 16.00 ”

    Leggo quindi che si accompagneranno ditte per una gara d’appalto, solo dopo pochi n”di protocollo
    LA GARA è STATA AGGIUDICATA?
    S T R A N I S S I M O !

    Ma in linea perfetta con quanto accade successivamente:
    “Troppi incarichi a Zètema, la società dei musei” Corriere della sera del 6/4/ 2006
    ………pasticci di cui si son resi responsabili Walter Veltroni e Adriano La Regina”
    ……affidamento in house in maniera a dir poco avventurosa..”
    … “TRAMITE AFFIDAMENTO DIRETTO DEI LAVORI E APPALTI”.

    Riguardo l’interrogazione del Sen. Vallone, vorrei chiarire che riguardava l’appalto per dei lavori nella villa “Capo di Bove” recentemente inaugurata dove trova collocazione l’archivio Cederna
    Archivio che viene descritto cosi nel sito della Soprintendenza:
    ..”La consistenza dell’archivio, per quanto riguarda la documentazione cartacea, è di 1450 unità archivistiche, per un totale di 20 metri lineari;..”

    Leggendo le interrogazioni (più avanti riportate integralmente) scopro che, in data 19 aprile 2002 il Ministero per i beni e le attività culturali, autorizzava al pagamento di euro 1.549.370,70 a favore del signor Streccioni; pedissequamente a quanto sopra, la Soprintendenza Archeologica di Roma cominciava – con esemplare solerzia! – i sopralluoghi relativi ai lavori di ripristino stimati in oltre 516.000 euro (pari a un miliardo di vecchie lire) indirizzati non ai ruderi, come stabiliscono gli articoli 59 e seguenti del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, bensì al mero restauro dei locali abitativi della villa
    (ripristino delle travi a vista nei soffitti della dependance, creazione di un bagno panoramico al terzo piano, sostituzione dei pavimenti nei piani superiori, creazione di una fontana o un parcheggio ove ora sorge la piscina,… se il Ministro in indirizzo sia in grado di fugare, infine, i legittimi dubbi dell’interrogante circa l’esistenza di un disegno volto, a spese dei contribuenti, ad acquisire prestigiose ville che andrebbero a costituire il futuro capitale immobiliare di Patrimonio S.p.A., e che poi finirebbero per appagare i «sogni nel cassetto» degli amici dei Ministri più fortunati.

    Bene il Domenica 09 Novembre 2008 dal Sole 24ore leggo che il 12, si inaugura l’Archivio Cederna . E a Cederna si dedicano queste parole:
    Antonio Cederna il “reporter dello scempio”, fondatore di Italia Nostra, il don Chisciotte con la spada sguainata contro la speculazione edilizia nel Belpaese.

    Dunque 20 metri lineari di archivio 4000 milioni di lire?

    Ma ben più cariche di significato sono queste poche ma chiare parole nell’articolo di Costa Andrea. “L’urbanista che sapeva guardare nel buio”
    Data di pubblicazione: 20.12.2008 : si celebra la vittoria del pubblico sulle private esigenze. Quelle della Roma mattonara con la passione dell’antiquariato che in questa villa, una mattina d’agosto del 2002 prese le valige e sparì.

    Sembrano parole scritte dallo stesso Cederna, quasi ad aggiungere altre sue infelici, a mio avviso, dichiarazioni: : da una parte l’interesse di tutta la città, dall’altra quello di poche persone RAPPRESENTATE, in CAMPIDOGLIO, DA liberali e FASCISTI. . PER UNA BUONA PARTE DEL PARCO DELL’APPIA ANTICA SI IMPONE O V V I A M E N T E L ‘ E S P R O P R I O !

    UN ALTRO ARTICOLO RECITA: ” Ai proprietari e I N C I V I L I abitanti che assomigliano ai SELVAGGI che coi vetrini colorati e i pezzi di specchio ORNANO le loro BARACCHE di fango e di STERCO. . “.

    Da Cederna deputato indipendente del Pci non posso che accettarlo, e comprenderlo.
    E peraltro descrive bene il personaggio.

    Ma all’inaugurazione del archivio “Cederna” era presente ovviamente La Regina, Rita Paris, delle cui gare di appalto avevamo già accennato e era presente anche Stefano De Caro.
    Accumunato con La Regina e con Rita Paris dall’articolo che fedelmente riporto.

    IL MATTINO (18/01/2008) CAMPANIA – Tra i dodici indagati Enrico Guglielmo e Stefano De Caro. Nel mirino dei pm i restauri di Albergo dei Poveri e Castello di Baia. Imprese edili cui i lavori sarebbero stati affidati «in via d’urgenza» ma che poi, in seguito, avrebbero vinto le gare d’appalto.

    Ecco in sintesi l’archivio Cederna di 20 metri lineari, di almeno 4000 milioni, inaugurato da “somme autorità” dagli appalti non proprio limpidi, visti i titoli dei giornali.

    F E D E R P A R C H I L A Z I O!

    Mercoledì 17 dicembre, 2008 presso la sede del Parco regionale dell’Appia Antica, l’assemblea costitutiva del coordinamento laziale dell’associazione!
    CHI CI TROVIAMO?
    IL PRESIDENTE della Federparchi MATTEO FUSILLI!

    Lo stesso MATTEO FUSILLI di cui La procura ha chiesto il rinvio a giudizio, ha predisposto un sequestro di beni da 200.000 euro nei suoi confronti, e la sospensione dai pubblici uffici.

    Insieme a La Regina, Rita Paris, De Caro, ecco Fusilli.

    “Pares cum paribus facillime congregantur”: I simili si accompagnano molto più facilmente con i loro simili.(Cicerone)

    Mi diletto a leggermi simpatiche quisquiglie:
    “La Regina e la sua reggia”
    “Casa da Regina per l’ex soprintendente”
    “Il caso Al professore abitazione di lusso sul Colle Palatino”

    “Al professore abitazione di lusso sul Colle Palatino sede del museo Palatino”.
    Si «sussurrano» 500 euro al mese. Alberto Di Majo IL TEMPO Del 15/04/2009
    «Ecco, per tapparmi la bocca, non si rinuncia alle offese… », ha replicato La Regina.
    Aggiungendo: «Certo che me ne vado. E, se ce la faccio, prima della scadenza del contratto a fine anno. Alla mia nuova casa a Porta Latina, che ho ristrutturato con lavori in ECONOMIA, mancano solo alcune opere di falegnameria…».

    Che tristezza, l’ex Soprintendente ai Beni Archeologici di Roma Adriano La Regina.
    Professore ordinario di Etruscologia e Antichità Italiche nell’Università “La Sapienza”,
    Presidente dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte.
    Esperto dei Sanniti, nonché ai non troppo vecchi fasti Presidente di Zetema nel 2005.
    “Accademia dei Lincei”Presidente del Comitato Nazionale per gli Studi sul Sannio

    Attualmente, Presidente del Parco dell’Appia Antica.

    Lui costretto a : LAVORI IN ECONOMIA?
    Mancano solo alcune opere di FALEGNAMERIA?
    “Non intendo certo restare più del necessario, ma neanche affrontare ulteriori disagi, per cui renderò disponibile l’alloggio appena possibile, e comunque non oltre la scadenza contrattuale,essendomi nel frattempo impegnato nell’adeguamento dell’appartamento in cui andrò ad abitare”.

    Be questa sua precisazione riguardo al fatto che non resterà oltre la scadenza contrattuale gli fa “onore”!

    Costretto anche a pagare “si sussurra” ben 500 euro per appena 130 metri quadrati.

    Costretto ora come leggo: “Abbandonare l’abitazione sul Colle del Palatino, a lui destinata quando ricopriva l’incarico di Soprintendente ai beni culturali, ruolo che non esercita più addirittura dal 2005, circostanza che avrebbe dovuto indurlo già quattro anni fa a lasciare quel prestigiosissimo domicilio, senza attendere la scadenza del contratto a fine anno 2009».

    Chissà, queste cattiverie, offensive accuse dove le avrà trovate il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro.

    E ora Giro dichiara:”La Regina farebbe bene a lasciare subito l’appartamento perché credo che ormai si stia delineando il profilo del danno erariale del quale qualcuno dovrà pure rispondere”.

    A tal proposito vorrei sottolineare che La Regina, sono 4 anni che non alcun ruolo nell’ambito della amministrazione dei beni culturali.
    E ripetutamente è stato invitato a traslocare anche dalla stessa amministrazione Rutelli.
    Come precisato da Giro.

    A ROMA, LA MANUTENZIONE DELLE STRADE COSTAVA 15 VOLTE CHE A BOLOGNA e i nodi stanno venendo al pettine.

    Genchi è stato chiaro:”Rutelli ha dimostrato probabilmente di avere il carbone bagnato … chiariremo tutto! Dalla prima all’ultima cosa”.

    “CHIARIREMO TUTTO” mi permetto di sottolinearlo anche io.

    Il resto è musica, sulla quale io canto.

    E la canzone è lunga!

    Il parco dell’Appia è uno sfascio, non diverso da quello appena andato in fiamme e di questo sfascio generale, a mio avviso, la responsabilià è della folle politica “verde-sinistra” perpretrata ormai da troppo tempo, nascondendo l’interesse privato dietro l'”interesse pubblico”.

    Sono finiti questi annosi “LAVORI” di “FALEGNAMERIA” fatti in “ECONOMIA”?
    Si prefigura il DANNO ERARIALE per Adriano La Regina?

    PIERO IANNELLI
    pierorm64@libero.it

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