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Italia, Roma – il Pantheon era un’enorme meridiana?

È possibile che il Pantheon romano fosse una gigantesca meridiana? A proporre quest’ipotesi è Robert Hannah, esperto di orologi antichi e facente capo all’Università neozelandese di Otago in Dunedin. Hannah, a Roma nel 2005, visitò l’antico tempio, dove erano venerati tutte le divinità e che fu edificato da Adriano nel 127-128 dopo Cristo, sulle macerie del precedente Pantheon, realizzato per volere di Marco Vipsanio Agrippa nel 25-27 avanti Cristo.

Lo studioso, quando passò per il vasto atrio colonnato e si trovò nell’ampia sala di forma rotonda, concretizzò che quello non fu soltanto un tempio, ma qualcosa di più. Probabilmente un enorme orologio solare. Nel caso questa ipotesi corrispondesse a realtà, ha commentato la rivista New Scientist, riportando lo studio, l’antichissimo tempio romano avrebbe nascosto il suo segreto per oltre duemila anni.

Il dubbio è sorto per via di un loculo che si apre sulla cima della cupola, semisfera abbellita da vent’otto cassettoni, che sovrasta la sala di forma cilindrica. Difatti, dalla grossa apertura a forma di sfera, passa la luce del sole, ma, col cattivo tempo, anche le gocce di pioggia, tant’è che gli ingegneri del tempo realizzarono una pavimentazione leggermente convessa con canali di scolo ai lati.

Annah spiega che nei mesi invernali, la luce solare, a Mezzogiorno, filtra all’interno e disegna una linea sulla volta della cupola; mentre, in estate, quando il sole è più alto in cielo, la luce scende fino a percorrere le pareti e il pavimento. Invece, ai due equinozi, a marzo e a settembre, il raggio di luce che filtra dal buco colpisce la linea che collega il soffitto alle pareti, esattamente sul vano di un uscio dipinto. Inoltre, durante un equinozio, la luce penetra dalla piccola apertura e passa per una grata collocata sulla porta chiusa illuminando il cortile di fronte: è solo in questo momento dell’anno che questo luogo vede la luce con i portoni principali chiusi.

Hannah pensa che non si tratti di una coincidenza. Un’edificazione come il Pantheon, che possiede un’apertura sulla sommità della cupola, in epoca romana corrispondeva a un genere di Meridiana, anche se in scala molto ridotta. Per di più, lo studioso evidenzia che se si guarda la cupola del tempio dall’esterno essa appare quasi appiattita, invece dall’interno corrisponde a un emisfero piatto.

Hannah ha osservato che l’architettura non può essere casuale; inoltre, durante l’equinozio, il sole si trova sull’equatore celeste, ove l’equatore terrestre si può ingrandire sino a incrociare la volta celeste: gli antichi consideravano questa sezione come la casa perfetta delle divinità. Per tale ragione, lo scienziato è convinto che, disegnando la luce solare degli equinozi, il tempio avrebbe innalzato gli imperatori al cielo per incominciare il loro cammino in direzione del regno degli dei.

La tesi proposta da Hannah ha risvegliato l’interesse di altri studiosi, come James Evans, storico dell’astronomia presso l’University of Puget Sound (Stato di Washington), il quale, però, ha manifestato alcuni dubbi. Evans conferma il fatto che l’architetto che progettò l’antico tempio fosse consapevole dei nessi simbolici che intercorrevano tra l’impero e il cosmo e l’imperatore e il Sole, ma afferma che, tuttavia, non esistono prove documentate che confermino che il Pantheon fosse utilizzato anche come orologio solare.

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