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Italia, Roma – scoperto il più antico ritratto di San Paolo

Sebbene l’eccezionale scoperta sia stata effettuata venerdì 19 giugno 2009, solo recentemente è stata riportata dal quotidiano papale “Osservatore Romano”: si tratta della più antica immagine sacra dedicata al culto di San Paolo.

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I responsabili dell’importantissimo ritrovamento sono stati i restauratori della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, a cui il viso severo dell’Apostolo delle genti è comparso inaspettatamente sulla volta di un cubicolo nel corso del restauro delle catacombe di Santa Tecla, situate nella zona di via Ostiense (Roma). 

Il dipinto è databile alla fine del quarto secolo d.C. ed era celato da uno spesso e secolare strato di calcare e argilla che ha rallentato e complicato la restaurazione. Asportato lo strato, i restauratori si sono trovati davanti il volto del Santo, affrescato su un tondo di colore giallo su uno sfondo di colore rosso acceso, in uno stile che ricorda quello pompeiano. I tratti di San Paolo – uno dei più importanti apostoli del Vangelo fra i pagani latini e greci, catturato a Gerusalemme ma poi trasferito a Roma dove venne giustiziato nel 65 dopo Cristo – ricordano quelli dell’iconografia tradizionale: naso pronunciato, viso scavato, occhi intensi e grandi.

Secondo gli esperti, l’affresco riproduce una figura devozionale scelta allo scopo di vegliare sui defunti della famiglia che riposavano nelle catacombe. Vicino al dipinto di San Paolo, sono stati scoperti i busti di altre tre personalità, fra cui quello di San Pietro. Invece, in base ai primi studi, gli altri due busti potrebbero appartenere a Giacomo e Giovanni.

Gli studiosi pensano che il dipinto dimostri la ripresa, in versione ridotta, da parte del progetto iconografico delle catacombe di Santa Tecla, degli affreschi della limitrofa Basilica di San Paolo, fatta costruire dall’imperatore Costantino nel quarto secolo d.C.

La scoperta del 19 giugno ha lasciato a bocca aperta i responsabili del restauro delle catacombe che, proprio qualche giorno prima, avevano optato per l’utilizzo della nuova e precisissima tecnica dell’ablazione laser per evitare di rovinare gli affreschi che, con molta probabilità, erano celati dallo strato calcareo e argilloso. E a un certo punto la luce del laser illumina un viso, quello di San Paolo, annoverabile tra i più elaborati e espressivi dell’antica arte figurativa cristiana.

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