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Italia, Rovigo – Dagli scavi di Grignano Polesine emerge una scoperta sorprendente

Dal mese di settembre a quello di novembre 2009, il Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo ha collaborato con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto alla seconda campagna di scavi nel sito di Grignano Polesine, nell’ambito di un progetto di ricerca dalla durata pluriennale dedicato alla protostoria nel Medio Polesine.

L’obiettivo dell’ultima campagna di scavi era quello di convalidare i risultati effettuati nel 2008 quando vennero alla luce tracce di un sito molto importate per l’archeologia polesina, relazionabile alle origini dell’insediamento della vicina Frattesina (dodicesimo secolo avanti Cristo). Le indagini archeologiche hanno attestato l’esistenza di un abitato di capanne su quel medesimo antico corso del fiume Po, conosciuto come Po di Adria, lungo il quale sorse anche Frattesina.

La scoperta più importante, però, interessa una zona dove sono documentate tutte le fasi della catena di lavorazione dell’ambra attraverso il ritrovamento di blocchetti di ambra grezza, perle finite e semilavorate e numerosissime schegge e migliaia di scarti di produzione.

I mercanti dell’Età del Bronzo trasportavano il materiale grezzo dai più importanti giacimenti di ambra nei paesi sul Mar Baltico lungo una via verso meridione, nota come “via dell’ambra”, fino alle coste del Mar Adriatico. Gli scavi 2009 hanno individuato a Grignano una delle tappe principali di arrivo, presso la quale l’ambra veniva lavorata per essere poi commerciata in tutto il bacino del Mediterraneo.

Considerata l’eccezionalità della scoperta, che accresce in maniera considerevole le nozioni archeologiche sul Polesine, il Museo dei Grandi Fiumi sta già studiando l’ampliamento del settore espositivo dedicato all’Età del Bronzo con l’installazione di nuovi strumenti didattici che permetteranno ai visitatori di apprendere appieno il significato scientifico del ritrovamento e la sua grande importanza per il territorio.

Luciano Salzani, direttore archeologo della Soprintendenza, ha diretto le ricerche, effettuate sul campo da Francesca Porta e Michele De Michelis (ditta SAP), Paolo Marcello (Comune di Rovigo), Gianfranco Vigato, Mauro Cesaretto e Elena Masiero (Museo dei Grandi Fiumi), le studentesse del terzo e del quarto anno del Liceo Artistico di Rovigo accompagnate dalla docente Stefania Zerbinati, gli studenti che frequentano il primo anno del corso di assistente restauratore offerto dalla CNA di Rovigo, le volontarie Fabiola Mischiatti, Giulia Boaretto e Anna Previato. Le indagini archeologiche sono state finanziate da Fondazione Rovigo Cultura, Comune di Rovigo e Regione del Veneto.

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