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Italia, Napoli – raddoppia l’ area archeologica di San Lorenzo Maggiore

Da mercoledì 20 maggio 2009 è possibile visitare il percorso di San Lorenzo Maggiore, ampliato grazie ai nuovi i lavori di scavo e restauro eseguiti con i fondi POR 2000-2006, PIT Grande Attrattore Napoli.

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 L’ampiezza del sito archeologico, aperto al pubblico dal 1993, presso il quale si può ammirare ciò che resta dell’antico mercato di Neapolis, è stata addirittura raddoppiata dall’intervento. La zona rappresenta la più importante area archeologica del centro storico napoletano per il suo valore topografico e monumentale, ma anche per il suo collocamento nel complesso d’età angioina di San Lorenzo Maggiore.

La nuova sezione si estende contiguamente alla zona già visitabile con la quale è collegata grazie a un affascinante percorso, al livello del convento angioino, tramite il quale si può aver accesso al Museo dell’Opera di San Lorenzo Maggiore, inaugurato due anni fa (dicembre 2007) grazie alla collaborazione tra l’Ordine dei Frati Minori Conventuali, il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, il Comune di Napoli e la Regione Campania.

Il percorso sotterraneo
Il percorso sotterraneo

La ripresa dello scavo e il restauro di una sezione del sito archeologico, già in parte messa in luce nel corso dei lavori eseguiti negli anni Ottanta del XX secolo, interrotti per mancanza di fondi, sono stati resi possibili dalle sovvenzioni comunitarie.

A scavi e restauri si sono venute ad aggiungere accurate opere strutturali, realizzate allo scopo di collegare parti sotterranee adiacenti che si presentavano divise fisicamente dalle fondamenta del soprasante convento angioino. In questo modo, si è potuta restituire unitarietà all’antica costruzione rinvenuta nella sezione sud occidentale del complesso, forse identificabile, grazie a un’analisi preliminare, con una schola, sede di corporazioni artigianali o sacre. La struttura possiede una planimetria articolata e si distingue dai locali contigui a destinazione mercantile per la maggiore antichità e per la presenza di alcuni pregiati ornamenti parietali e pavimentali.

Particolarmente importante è stato il completamento dello scavo e il rafforzamento di un articolato sistema di irreggimentazione delle acque formato da una profonda vasca voltata di blocchi di tufo equipaggiata di un condotto di emissione e di immissione. Risalente al periodo ellenistico, l’opera è contemporanea all’assetto urbanistico relativo alla piazza del mercato, articolata in terrazzamenti che regolavano l’orografia in pendio dell’area.

Lo scavo, come è di regola quando si opera in un contesto di archeologia urbana, ha riversato particolare cura anche alle tappe di restauro dei locali e alle trasformazioni planimetriche e funzionali di età successiva, fino a giungere alle epoche tardo-antiche e medievali.

Ambiente con vasca e fontana
Ambiente con vasca e fontana

 La valorizzazione del sito va collegata con i lavori di scavo e restaurazione che interessano il limitrofo teatro antico, condotti dal comune di Napoli in collaborazione con la Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei grazie agli stessi finanziamenti.

La valorizzazione di pregiate sezioni urbane della Napoli storica, inserita in un’integrata prospettiva di sviluppo sia culturale sia turistico, è stata possibile in entrambe le situazioni, grazie a un’accurata attività di conoscenza, attuata attraverso i procedimenti propri della ricerca archeologica. Lavoro accurato e impegnativo, confortato anche dal giudizio positivo assegnatogli dalla missione UNESCO del dicembre 2008 in merito alla valorizzazione del patrimonio archeologico che è stata giudicata un elemento di miglioramento del patrimonio culturale di Napoli.

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