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Italia, San Mango d’Acquino – scoperto un sepolcro romano: è possibile che si tratti di un’area archeologica sconosciuta

La straordinaria scoperta è stata fatta nella zona di confine tra l’area di San Mango d’Aquino e quella di Nocera Torinese, sul tratto di strada conosciuto come “Galassia”.
Il ritrovamento è un meraviglioso sepolcro antico che è stato scoperto in maniera casuale, dopo che la copiosa quantità di pioggia degli ultimi giorni ha provocato il franamento di parte del terreno che rivestita la tomba, cosicché una porzione dell’antica reliquia è venuta alla luce.

Lo straordinario ritrovamento archeologico è stato annunciato solo negli ultimi giorni da Franscesco Trunzo, assessore comunale al Turismo ed Attività produttive. Invece, da alcune indiscrezioni parrebbe che la scoperta sia avvenuta già il dicembre passato. Cosa sia esattamente non è dato saperlo poiché le abbondanti piogge hanno reso quasi impossibile qualunque azione umana per un possibile recupero della reliquia archeologica. Ad ogni modo, l’idea più praticata parla di un possibile prezioso reperto d’epoca romana. Ipotesi, questa, che sarebbe avallata anche storicamente poiché in epoca augustea e, probabilmente anche prima, per l’area di San Mango passava una via principale che collegava la costa all’interno.

In pratica, il sito dove è avvenuta la scoperta potrebbe costituire una derivazione dell’antica via Popilia, il tratto che univa Scagliano a Nicastro, ovvero una strada parallela al fiume Savauto denominata “carruggio” (cioè strada principale) e che attualmente passa per le aree rurali di Mortella, Piano del Milo, Catusi, Pietra della Sella e Rizzo. D’altronde, questo territorio non è nuovo a scoperte di reperti archeologici straordinari.

Negli anni Settanta del XX secolo, nel corso di alcuni lavori per ampliare la strada poderale denominata “Fabiano”, fu trovata un’antica tomba che serbava al suo interno numerosissime reliquie archeologiche. Sfortunatamente, nel caos generale, e, probabilmente, anche per la scarsa esperienza delle persone che vi lavoravano, la tomba venne distrutta tranne una lucerna che, in seguito, venne inventariata e schedata ad opera della Sovrintendenza ai beni archeologici di Reggio Calabria e datata al 2500 avanti Cristo.

Più di un secolo prima, precisamente nel 1829, come testimoniano le notizie riportate nel libro intitolato Terina Temesa Nucria, scritto da Adriano Macchione (storico di Nocera), sempre in questa area venne trovato un ampio cimitero molto antico con numerose tombe singolari fino alla scoperta di un sepolcro che si pensa risalga al quarto/quinto secolo avanti Cristo fra i raccordi dell’autostrada di Falerna e di San Mango d’Aquino nel corso dei recenti lavori di rinnovamento del tratto autostradale Salerno-Raggio.

Dunque, se venisse confermato, tutto questo andrebbe ad avvalorare l’ipotesi proposta da Armando Orlando, scrittore e storico originario di San Mango, che crede nell’esistenza di un’area archeologica di grande importanza e, magari, anche nella presenza di una vasta necropoli. Un tesoro che gestito nella maniera corretta, tramite un intervento risolutivo degli amministratori locali, potrebbe dar valore grazie a un turismo collegato ai ritrovamenti antichi, non soltanto l’area di San Mango, ma tutto il territorio.

Ma si sa: il problema più spinoso, quando saltano fuori resti archeologici, è costantemente quello di reperire i fondi necessari per intraprendere gli scavi.

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